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Benedetto XVI nomina Müller nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede

luglio 2, 2012 Angela Ambrogetti

Il ruolo ricoperto da Joseph Ratzinger prima di diventare papa è ora di Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona dal 2002, e allievo di Gutiérrez, teologo della liberazione latinoamericana.

(Tratto da Korazym.org) – La notizia è ufficiale: al posto di William Joseph Levada, primo successore di Joseph Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede, arriva il vescovo di Ratisbona Gerhard Ludwig. William Levada lo scorso 15 giugno ha compiuto 76 anni. Mons. Gerhard Ludwig Müller, nato il 31 dicembre 1947, ha 64 anni ed è vescovo di Ratisbona dal 1° ottobre 2002. Müller – che è stato incaricato personalmente da Benedetto XVI di curare i 16 tomi dell’Opera omnia nell’edizione tedesca – ha definito papa Benedetto XVI come «uno dei grandi teologi sul soglio di Pietro, paragonabile con quella figura di eminente erudito del diciottesimo secolo che fu papa Benedetto XIV (1740-1758) e con papa Leone I Magno (440-461), il formulatore della cognizione decisiva per la confessione cristologica del concilio di Calcedonia (451)».

«Papa Benedetto XVI, nel corso della sua lunga attività accademica come professore di teologia fondamentale e di dogmatica, ha elaborato in autonomia un’opera teologica che lo pone senz’altro tra i più significativi studiosi del ventesimo e ventunesimo secolo. Da più di 50 anni al nome di Joseph Ratzinger si ricollega un’originale visione d’insieme della teologia sistematica. I suoi scritti uniscono le cognizioni scientifiche della teologia alla figura di una fede viva e vissuta. Come scienza che ha la sua genuina collocazione all’interno della Chiesa, la teologia può segnalarci la vocazione particolare dell’uomo in quanto creatura e immagine di Dio».

Il lavoro di curatore dell’opera omnia non lo ha comunque tenuto lontano dalle polemiche dottrinali. Da quando è trapelata la notizia della sua probabile nomina alla Congregazione sono circolati estratti di alcuni suoi scritti che sarebbero non teologicamente ortodossi. In effetti Müller è stato anche un allievo di Gustavo Gutiérrez, teologo della liberazione latinoamericana, ma fedele a Roma. Cattedratico presso l’Università Ludwig-Maximilians di Monaco, visiting professor in Perù, Spagna, Usa, India, Italia e Brasile, la pubblicazione più famosa del nuovo Prefetto è: “Dogmatica. Teoria e pratica della teologia”.

In Germania, Müller è stato membro della Commissione per la Dottrina della Fede della Conferenza Episcopale Tedesca, e ha preso parte alla Commissione Teologica Internazionale. A novembre del 2008, ricevendo il dottorato “honoris causa” presso la Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP), disse: «Io non parlo della teologia della liberazione in forma astratta e teorica, né tanto meno ideologica, per lodare il gruppo ecclesiale progressista. Ugualmente, non temo neanche che ciò possa essere interpretato come una mancanza di ortodossia. La teologia di Gustavo Gutiérrez, indipendentemente da dove la si guardi, è ortodossa perché è ortopratica e ci insegna il modo giusto dell’agire cristiano, perché procede dalla vera fede». Queste parole hanno provocato dei malumori ad alcune parti dell’opinione pubblica dell’America Latina.

C’è poi una mail di critiche che gira in questi giorni con dettagli su errori dottrinali contenuti in alcune sue opere. Difficile ovviamente da controllare la veridicità delle accuse, dato che vengono riportate poche righe e fuori contesto. Sta di fatto che da oggi Müller è Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e si trova ad affrontare subito, tra l’altro, il problema dei lefebvriani che, forse, non rientreranno tanto facilmente in comunione con Roma. Ad occuparsene comunque sarà soprattutto Augustin Di Noia appena nominato segretario di Ecclesia Dei.

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