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Badinter, femminista e socialista contro il governo Hollande: «Troppo accomodante verso l’islam»

ottobre 29, 2013 Redazione

Elisabeth Badinter critica il governo sul caso dell’asilo “Baby Loup” dove una donna voleva occuparsi dei bambini con il velo: «La direttrice viene insultata per strada perché tutta la cittadina è in mano ai salafiti»

«A Chanteloup-les-Vignes una donna che non porta il velo viene trattata pubblicamente da puttana». Se c’è una cosa che la filosofa e scrittrice francese Elisabeth Badinter (foto a fianco) non può sopportare è la mollezza del governo Hollande nei confronti dell’islam. Intellettuale di sinistra, laica e repubblicana, femminista di ferro, Badinter critica il governo per la gestione del famoso caso “Baby Loup”, dal nome dell’asilo francese nella periferia di Parigi che nel 2008 ha licenziato Fatima Afif perché voleva occuparsi dei bambini tenendo il velo, vietato dalla legge francese.

CITTÀ IN MANO AI SALAFITI. La battaglia legale è ancora in corso, nel marzo scorso la Cassazione ha annullato il licenziamento ma Badinter protesta in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera: «La direttrice [dell’asilo] viene insultata per strada perché tutta la cittadina è in mano ai salafiti», afferma riferendosi ai radicali islamici. «Alcune donne per strada indossano il burqa, nonostante sia illegale, e se per caso un poliziotto cerca di fare rispettare la legge rischia di innescare una rivolta, come è successo quest’estate a Trappes».

«SINISTRA ACCOMODANTE». La femminista denuncia il cambiamento del paese: «Le prime ragazzine musulmane nelle nostre scuole erano straordinarie allieve che studiavano più delle altre per integrarsi, e ci riuscivano. Da 15 anni a questa parte assistiamo al grande riflusso: le ragazze di origine maghrebina si coprono, si mettono il velo, si rinchiudono nella dimensione spesso opprimente delle loro famiglie. in Tunisia le ragazze musulmane scendono giustamente in piazza contro il progetto di Costituzione che dà loro un “ruolo complementare” all’uomo, mentre in Francia si mettono il burqa. È deprimente».
L’intellettuale di sinistra vorrebbe una Francia molto più laica e coraggiosa di quella propugnata da Hollande: «Una parte della sinistra è troppo accomodante, perché ha il terrore di essere tacciata di islamofobia. In Francia questa è una parola alla moda, che serve per tappare la bocca a chi osa dire la verità: il velo, in molti casi, non è un gesto religioso ma un atto di provocazione politica, di proselitismo, di opposizione militante ai valori della Repubblica».

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9 Commenti

  1. Remoq says:

    Il grande errore di Hollande è stato quello di introdurre nell’ordinamento francese i cosiddetti “matrimoni omosessuali”, un’espressione chiaramente ossimorica, visto che secondo natura esistono solo matrimoni tra persone di sesso diverso, un maschio e una femmina.

    • laurel condor says:

      Hollande non ha commesso alcun errore, è una malattia mentale tutta italiana, quella di combattere ogni forma di diversità, una malattia sociale che in passato è sfociata nel fascismo e che oggi sfocia nel neonazismo. Che ha portato l’italia alla rovina e senza ombra di dubbio non permetterà la risalita

      • franco viola says:

        Quindi i gay che vogliono convolare a nozze e allevare marmocchi in una casa col tinello, barbrcue e tendine alle finestre stanno lottando per i “valori della diversità”?Non so se ridere o piangere…..

      • alex says:

        sono d’accordo Laurel….

  2. mike says:

    una femminista si è svegliata. un poco. un poco anche perché dice che la sinistra francese è accomodante. in realtà così vuole. il femminismo le è servito come le serve l’islam (e gli omosessuali, i quali ancora non sembrano preoccuparsi troppo dell’islam in quei paesi).

  3. Bifocale says:

    Il femminismo è una scemenza, come l’omosessualismo,, che sta invadendo ogni spazio di pensiero e dibattito. Un virus sociale pericolosissimo.

    • franco viola says:

      Magari fosse una scemenza!Trattasi di una vera peste sociale invece.E il movimento gay è una sua costola purtroppo.

  4. laurel condor says:

    questo giornalista scrive a vanvera, dovrebbe studiare un po’ di storia, per esempio il ruolo chiave di Robert Badinter nella Commissione di Arbitrato a favore dei paesi dell’ex Yugoslavia, la Cultura reale di cui la Famiglia Badinter è promotrice in Francia, le Decisions in ambito di diritto internazionale, stilate dal Commissario Badinter, e comprendere che la cultura non scaturisce da umorali opinioni, ma da solide nozioni storiche, giuridiche e normative, contraddistinguendo l’essere umano dagli animali inferiori; invece di criticare, in modo più o meno esplicito, i paesi realmente civilizzati, alcuni italiani dovrebbero fare autocritica, chiedersi per esempio come mai la persecuzione contro l’erotismo retribuito li accomuna ai paesi sottosviluppati, a differenza di tutti gli stati civilizzati, e comprendere che la ragione di questo è insita nel costume sociale che preferisce sfruttare gratis, sessualmente ed in molti altri ambiti umani la donna (salvo poi ucciderla, quando cerca di emanciparsi a tale ruolo oggettificante) invece che consentirle la libertà personale, sia pure ottenuta con un mestiere erotico, che tuttavia è lei a controllare in maniera almeno in parte indipendente dalla volontà sociale; questo ruolo è comodo a molti, consente equilibri sociali collaudati, e allora forse sarebbe ora di comprendere quanto sia involuta, la società italiana, invece di puntare il dito su chi, se deve essere osservato, deve esserlo solo come modello culturale!
    @laurelcondor

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