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Altro che nemico, «Google News è un grande alleato per gli editori»

dicembre 20, 2012 Matteo Rigamonti

Intervista a Andrea Pontini, amministratore delegato de ilgiornale.it: «Google ha contribuito al miglioramento della qualità degli scritti, a vantaggio dei lettori e degli editori».

«Fino a quando Google valuterà i siti sulla base di variabili oggettive, come sembra, non ci sarà nessun problema». È netto il giudizio di Andrea Pontini, amministratore delegato de ilgiornale.it sulle vicende che hanno visto contrapporsi in tutta Europa gli editori e il colosso di Mountain View. L’ipotesi è che l’aggregatore di notizie Google News sottragga traffico e proventi pubblicitari ai giornali online. Al contrario, «Google è un grande alleato per gli editori» ha detto Pontini, «certo, occorre essere bravi a scrivere e ottimizzare i contenuti».

Google News è un nemico o un alleato per gli editori?
È ormai evidente a chiunque che buona parte del nostro lavoro di editori, almeno in questo momento, è dedicata a sviluppare i siti internet e i loro contenuti in modo tale da renderli visibili il più possibile sui motori di ricerca e quindi anche su Google News, dal quale ricaviamo una fetta importante di traffico. In questo senso, credo che Google News possa essere un grosso alleato degli editori; certo, occorre essere bravi a scrivere e ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca e per i social media, allenandosi a “beccare” le parole chiave giuste.

In termini di raccolta pubblicitaria, non c’è il rischio che a cogliere i frutti di tutto questo sforzo sia il colosso di Mountain View?
Premesso che i numeri di Google non sono pubblici, è vero che Google news è la porta d’ingresso sui siti di informazione per molti lettori; ma spesso è utilizzato solo come un mero aggregatore di informazioni, un po’ come una volta si utilizzava il Televideo. E questo tipo di lettore, fugace, non è quello che si fa facilmente intercettare dalla pubblicità. Come editore, pertanto, mi piacerebbe che ci fosse una qualche forma di ricavo connessa a questa modalità di fruire delle informazioni, ma non si tratta certo di lettori che mi vengono sottratti. Ilgiornale.it non fa cronaca “spinta” ma approfondimento.

Non la preoccupa quindi la “concorrenza” di Google News.
No. Mi preoccupava, piuttosto, quella versione “beta”, che poi è scomparsa, in cui Google prendeva un “frame” e lo riproponeva ripulendolo dalla pubblicità. Una cosa simile mi costringerebbe a prendere diverse misure nei confronti di Google che, a questo punto, diventerebbe non più un sito che offre un servizio, bensì un concorrente diretto. Invece, ripeto, Google rimane un alleato.

Una tentazione ricorrente…
È una tendenza che hanno avuto anche Microsoft e Apple quella di passare da “hub”, cioè aggregatori di contenuti fatti da altri a fornitori veri e propri di contenuti. È quello che è successo, per esempio, con The Daily, che però ha dimostrato di non funzionare.

All’editoria italiana allora Google News va bene così come è?
Fino a quando, come sembra essere, Google valuterà i siti sulla base di variabili oggettive, non ci sarà nessun problema. Anche se, ma questo è un altro discorso, sarebbe bene che gli editori italiani trovassero delle occasioni per confrontarsi sul tema.

Come ha cambiato il vostro lavoro la presenza di Google?
Le faccio un esempio. Google ha introdotto una novità che ha avuto l’effetto di migliorare la qualità dell’offerta. Con i suoi algoritmi particolari è riuscito a scovare tutti quelli che ripropongono articoli o parti di articoli (come le notizie di agenzia) sul proprio sito, copiandoli da altre parti. Questi vengono riconosciuti dal motore di ricerca e il sito è in un certo senso giudicato come non positivo. Un fatto che ha costretto tutti gli editori che facevano questa operazione – anche sulla base di accordi espliciti con altri siti – a cambiare le policy editoriali. Un fatto che ha contribuito al miglioramento della qualità degli scritti, a vantaggio dei lettori e degli editori. Sono immense le potenzialità della rete per favorire la qualità. Google è un alleato in questo senso.

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