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Al Fatto i paladini della legalità si vantano di infrangere sistematicamente la legge

luglio 28, 2012 Luigi Amicone

Per bocca dell’ex magistrato Bruno Tinti, il Fatto quotidiano è tornato a ribaride il diritto di divulgare «ogni intercettazione di cui venga in possesso»

Per bocca di un suo illustre collaboratore, l’ex magistrato Bruno Tinti, il Fatto quotidiano è tornato a ribadire il proprio diritto di pubblicare «ogni intercettazione di cui venga in possesso» (Fq, 19 luglio). Una bella trovata. Però, stampi un giornale di veline giudiziarie, ti vanti di rappresentare la “legge uguale per tutti” e ti chiami fuori, riservandoti il diritto di violarla perché ti senti lo spazzino morale del mondo e in missione per conto del Padreterno? In effetti il ragionamento del quotidiano di Padellaro non fa una piega. Chiama “interesse pubblico” la gogna. Si industria ad aggirare l’articolo 15 della Costituzione sulla libertà e segretezza delle comunicazioni sofisticheggiando sulle nuove regole dettate dalla Corte europea dei Diritti dell’uomo.

E, dulcis in fundo, si spinge a equiparare l’atto di pietà umana di Antigone, che sfidando le leggi dello Stato dà degna sepoltura a Eteocle, all’atto di sputtanamento di chicchessia (il Fq li chiama “i potenti” essendo quelli del Fq notoriamente “i deboli”). Ma che bravi questi rivoluzionari orwelliani. E infatti, nella nuova versione della famosa allegoria dello stalinismo, la storia della rivoluzione egualitaria e legalitaria accarezzata dai Tinti&C. potrebbe ben concludersi così: dopo aver intercettato e sputtanato gli altri animali della fattoria, i porcellini puliti vanno al potere, fondano la democrazia della legalità e delle intercettazioni uguali per tutti. Eccetto che per i porcellini puliti che, orwellianamente, sono i più uguali di tutti.

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5 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Scommettiamo che sul “Fatto” non vedremo mai eventuali intercettazioni che riguardino loro stessi o i loro amici e/o finanziatori?

  2. ACHILLE LISSONI scrive:

    Sbagliato.

    Il Fatto pubblica tutto ciò che è legalmente pubblicabile.

    I bugiardi siete voi di Tempi.

    D’altra parte quando il Celeste si paragona a Gesù Cristo e Simone a San Francesco cos’altro

    ci si può aspettare da questa specie di bollettino della Compagnia delle Opere ?

    • viccrep scrive:

      sbagliato caro achille,
      il fatto pubblica quello che interessa la sua linea politica e quindi anche quello che è illegale rispetto alla legge e alla costituzioni, e andrebbe perseguito, è che ha molti amici da quelle parti.
      Poi che centra formigoni o la compagnia delle opere sei anche tu come il fatto basta infangare che qualcosa di male resta ne sei l’esempio.

  3. Cesare scrive:

    Il Fatto quotidiano parla apertamente dei privilegi della casta politica, e fa bene, ma non parla affatto dei privilegi della casta dei Giudici e della Magistratura. E nemmeno nei talk show televisivi ne fa menzione. Perché? Perché criticare la Magistratura non permetterebbe a certa stampa la facile acquisizione di parti di registrazioni telefoniche e fotocopie di documenti, esclusivamente riservati ai Giudici inquirenti, DA DARE IN PASTO ALL’OPINIONE PUBBLICA ANCOR PRIMA CHE LA PERSONA OGGETTO DELL’AVVISO DI GARANZIA NE FOSSE INFORMATA, al fine di condizionare consensi utili alla giustificazione del carcere preventivo, in carceri da terzo mondo!, usato ormai troppo disinvoltamente come mezzo inquisitorio di persuasione. Nonostante sia provato che, nelle Magistrature dove trapelano quelle indiscrezioni, agiscano Funzionari corruttibili pagati dai media per influenzare, ormai, il poco libero pensatore, nessuna ispezione è riuscita a smascherare i responsabili! Vien da pensare all’esistenza di un potere occulto, di una “cupola”, tra Magistratura, Massoneria e stampa di sinistra per governare il Paese. Quante persone innocenti sono state rovinate? Alcune si sono suicidate per la vergogna della diffamazione da questa Magistratura di ex sessantottini capace di guardare in una sola direzione. Quali benefici hanno giovato alla società le loro indagini e i loro processi? E quanti soldi pubblici sono costati? Non si sa, sono INCALCOLABILI! Nessuno lo dice! E quanti Magistrati hanno pagato per i loro errori? NESSUNO! Uno di loro, che sull’onda del consenso aveva platealmente lasciato la toga e che ora siede tra i banchi del Parlamento, nel percepire pensione, stipendio e tutti i privilegi da parlamentare, da buon fariseo, rivendica con rozzo linguaggio i diritti dei disoccupati e dei poveri pensionati da 400 Euro mensili!
    Chiara Moroni dichiarava: <>.
    Gabriele Cagliari viene trovato nelle docce di San Vittore, con un sacchetto di plastica infilato sulla testa, e sigillato intorno al collo con una corda. Era in carcere da 4 mesi, e già dal 3 luglio aveva scritto lettere agli avvocati e familiari che esprimevano la sua esasperazione. Nell’ultima scrive: <>.
    Nella lettera Gabriele Cagliari parla di gogna e rancore dell’opinione pubblica e di mano pesante, squilibrata e ingiusta dei giudici. La lettera è molto dura nei confronti dei magistrati, che userebbero il carcere come uno strumento di lavoro e si conclude con: <>.
    Chi crede che la Magistratura sia integerrima e sopra le parti si illude. Luigi Amicone acutamente scrive: “dopo aver intercettato e sputtanato gli altri animali della fattoria, i porcellini puliti vanno al potere, fondano la democrazia della legalità e delle intercettazioni uguali per tutti. Eccetto che per i porcellini puliti che, orwellianamente, sono i più uguali di tutti.”
    Grazie Amicone.

    • Cesare scrive:

      Scusate, ecco le parti mancanti:
      Chiara Moroni dichiarava: “ ricordo metodi di Inquisizione spagnola, ricordo le carcerazioni preventive, utilizzate come strumento coercitivo per le confessioni, confessioni delazioni chiaramente ottenute sotto pressione della carcerazione preventiva. Insomma, ricordo tutta una serie di modi operanti di quelle indagini che hanno leso profondamente il principio della cultura garantista di questo Paese, al di là degli obiettivi che erano evidentemente giusti”.
      Gabriele Cagliari nell’ultima scrive: “sto per darvi un nuovo grandissimo dolore, ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna”.
      E conclude: “ non ho alternative”.

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