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A Grillo che «vuole cambiare il mondo» bisogna dire “basta”. O per l’Italia domani sarà troppo tardi

febbraio 28, 2013 Luigi Amicone

Non c’è più tempo per le barzellette. Il 2013 sarà nero e il 2014 anche peggio. A Bersani tocca l’onere della proposta, ma non si può continuare a blandire chi continua a fare il matto

E va bene “M5S cambierà il mondo”, come dice Beppe Grillo alla Bbc. Ma intanto mentre l’Italia cerca un governo per non andare definitivamente in Grecia (dove da oggi manca il sangue per le trasfusioni) lui ripete battute e propone oggi le comiche: «Votino la fiducia al governo M5S». C’è un limite, oltre il quale ci possono essere uno, cento, mille fuori di testa. Però bisogna saperlo. Perché se con la giuggiolona complicità del circo mediatico in Italia ha preso il largo lo sfascismo, sappiamo bene per storia patria che prima o poi l’affare può perdere la “s” e diventare un guaio. Serio.

Allora adesso a Grillo non bisogna più chiedere niente. Bisogna cambiare la domanda e ripartire da quel che ha detto Massimo D’Alema al Corriere e quello che ha detto Silvio Berlusconi in un video. I partiti che hanno vinto e perso le elezioni, cioè i maggiori partiti, vogliono prendere o no in mano il mandato elettorale che è stato loro affidato dagli elettori e proporre un governo? Questo è il punto. Il resto sono pacchi di vino che finiscono in mano degli artificieri perché qualcuno s’è preso una tale sbronza che adesso sente minacce dietro ogni angolo.

Non c’è bisogno di ripetere nulla di quanto l’artiglio della recessione ci sta insegnando. E cioè che metà gioventù di questo Paese sta con le mani in mano. L’altra metà del cielo pure. E che da Roma in giù mancano pure i quattrini per far correre gli autobus di linea e tenere aperte le sale operatorie. Il patron di Mapei e Confindustria ci ha appena detto che o ci si muove in fretta o la seconda metà dell’anno 2013 potrebbe essere troppo tardi. Il 2014 sarà crisi nera come quest’anno. Se non peggio. Così dicono a Bruxelles. E questi si gingillano con uno che vuole fare assemblee sulla rete per decidere il modo migliore per l’“arrendetevi tutti”?

Se c’è uno che da fuori di matto che fai? Lo leghi. Se invece finge, tu prosegui per la tua strada e vedi se quello ti salta addosso per addentarti la giugulare (e allora lo leghi). O se invece dal pitbull che pareva diventa una persona normale (e allora lo prendi sotto braccio e gli dici: “vabbè e adesso discutiamo”). Fuori di metafora: è chiaro che Bersani deve fare una proposta di governo di emergenza nazionale, di salute pubblica, governassimo, quel che sia. Il partito di maggioranza relativa è il suo. E perciò sua è la responsabilità di indicare una strada e salire al Quirinale con un’ipotesi. Minima. Ma reale. Può mica continuare a stare dietro alla barzelletta vivente e dire, “su adesso fai il bravo, ti posso fare una carezza, dai son mica qui a pettinare le bambole”!? Se Bersani non se la sente, se si sente troppo deluso o troppo indeciso, o di troppo, faccia una bella cosa: faccia un passo indietro, convochi la segreteria del partito, la presidenza se necessario, i candidati alle primarie e decida se passare il testimone o farsi investire di una proposta a nome di tutti gli eletti democratici. Sono rappresentati del popolo, perdinci, ci rappresentino.

Questa cosa poi che “col Pdl mai” che significa? Berlusconi non vi piace. L’avevamo capito. Non è che occorre uno scienziato politico o che dobbiamo aspettare i Woodcock che in automatico nei prossimi giorni lo incrimineranno a ripartire da Ruby e chissà cos’altro. Dietro Berlusconi ci sono tanti voti meno una manciata quanti quelli che ha preso il Pd. Perciò, anche il Pdl è popolo e, esattamente come quelli che per il Pd sono stati eletti in parlamento, deputati e senatori Pdl sono rappresentanti legittimi della volontà popolare. Un partito democratico che sprezza l’altro polo perché lo ritiene interamente irrappresentabile e non degno di partecipare a un governo da cui dipende il futuro dell’Italia che razza di democrazia ci rappresenterebbe? E che senso di responsabilità assumerebbe davanti all’intera comunità nazionale? Stessa cosa vale per Monti. E naturalmente per Grillo. Il quale però non ci sta. Perché lui intanto è alla Bbc. Che deve cambiare il mondo col web.

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1 Commenti

  1. ragnar says:

    Oh ragassi, siam passi? allearsi con Berlusconi? Mai! E’ pericoloso allearsi con Berlusconi. Lui poi ci dice che ci garantisce la maggioranza solo se gli paghiamo le escort. Ragassi, siam mica qui a dare le escort a Berlusconi se già le FIAT non vanno?
    Allearsi con Grillo?
    Se arriviamo a Natale Grillo ci regala un bel pacco di cri-cri! Oh ragassi, sono sempre stati la mia passione fin da quando ero piccolo, i cri-cri, eh?

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