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20 giugno, famiglie in piazza. «Nessuno cerca lo scontro, ma il dialogo si fa in due. Diamo voce a chi non ne ha»

giugno 18, 2015 Daniele Guarneri

Intervista a Massimo Gandolfini, portavoce dell’iniziativa. «Tutto è nato perché molti genitori non sanno neanche cosa si insegna ai loro figli nelle scuole»

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – «I nostri ragazzini incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. (…) Queste colonizzazioni ideologiche fanno tanto male e distruggono la società». Basterebbero queste poche parole pronunciate da papa Francesco davanti ai 20 mila fedeli riuniti domenica scorsa in piazza San Pietro per l’apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, per spiegare il senso della manifestazione che il comitato “Difendiamo i nostri figli” ha organizzato per il 20 giugno a Roma (piazza San Giovanni, ore 15.30). Massimo Gandolfini, portavoce dell’iniziativa, spiega a Tempi lo spirito dell’iniziativa e come è nata.

Gandolfini, perché avete organizzato questa manifestazione?
Per dare voce a chi non ne ha. Abbiamo promosso centinaia di incontri e conferenze durante l’ultimo anno per raccontare quello che è avvenuto in alcune scuole italiane con l’introduzione dell’ideologia gender attraverso opuscoli o lezioni. Secondo il ddl Fedele-Marcuzzi ai bambini va insegnato che la mamma e il papà sono uno «stereotipo» che va eliminato per liberare l’«identità costretta» dei bambini. Su questo argomento c’è ignoranza, molte famiglie non sanno nulla. Quando abbiamo prospettato loro cosa vuol dire “scelta dell’identità sessuale” hanno capito l’ideologia/antropologia che c’è dietro e si sono allarmati. Ecco perché una manifestazione. E legato al tema del gender, c’è l’enorme problema della famiglia, bombardata da ogni parte, esautorata dal suo ruolo costituzionalmente garantito di educare i propri figli.

Non era meglio un dialogo tra le parti, aprire «un confronto tra gente che vuole bene a tutti», come propone il segretario della Cei Nunzio Galantino? Cosa sperate di ottenere in questo modo?
Sono due cose che non si escludono, non sono incompatibili. Il dialogo, come suggerisce Galantino, non va negato a nessuno. Ma per dialogare si deve essere almeno in due. Se dall’altra parte ci sono persone che vogliono costituire famiglie che non sono famiglie, o educare i bambini all’indifferenza sessuale, il dialogo è stroncato sul nascere. Questo non vuol dire essere contro gli omosessuali o negare loro dei diritti. Il ddl Cirinnà sulle unioni civili svilisce la famiglia così come la intende la Costituzione. Non solo, ma può aprire una voragine: domani a queste coppie come si potrà negare il “diritto” di avere un bambino? Speriamo che la manifestazione possa essere un segnale per tutti quei politici che non hanno il coraggio di alzare la testa e di andare contro il politically correct.

Come è stata accolta dalla Chiesa la giornata del 20 giugno?
Beh, all’inizio c’è stato del disorientamento. Poi però si è capita la bontà dell’iniziativa e di chi l’ha organizzata. Non ho visto ostacoli, in molti stanno aderendo: singoli, gruppi di amici, famiglie, ragazzi. Non sigle o movimenti ma persone. Mi conforta quello che il Papa ha detto nel discorso all’assemblea generale della Cei: «I laici che hanno una formazione cristiana autentica, non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota o di un input clericale». Ciò che serve, ha rivendicato, è un pastore che esce «verso il popolo di Dio per difenderlo dalle colonizzazioni ideologiche che gli tolgono l’identità e la dignità umana».

«Un cristiano che si mette contro qualcosa o qualcuno già sbaglia», ha detto ancora Galantino al Corriere. Ma la manifestazione è contro qualcosa?
La manifestazione racconta la bellezza della famiglia fatta da padre, madre e figli. Non vogliamo giudicare quanti vivono in modo diverso, vogliamo però denunciare la pericolosità dell’ideologia gender e di chi vuole ferire la famiglia così come la natura ce l’ha data. Perché garantire alle unioni civili la pienezza dei diritti concessi alla famiglia? Prendiamo esempio dalla storia. Quando fu scritta la legge 194 nel 1978 erano in gioco il diritto della donna da una parte e del bambino dall’altra. Lo Stato, allora, fece una scelta di favore, decise di considerare come diritto fondamentale quello della donna. Riutilizziamo oggi questo “favor legis” per le famiglie naturali.

«Non si può considerare uguale quello che è diverso, in una convivenza sociale è necessario accettare le differenze. (…) Il matrimonio uomo-donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso». Sono parole usate nel 2010 da Bergoglio, quando era cardinale. Oggi, da Papa, ormai con una certa frequenza, Francesco chiede ai cattolici di darsi da fare per una «rinascita morale e spirituale» tanto più necessaria quando «parliamo di educazione dei ragazzi», ovvero dei “bersagli” più indifesi dei “nuovi diritti”. Cosa farete il 20 giugno per darvi da fare?
Ci saranno testimonianze di chi ha già subìto la violenza dell’ideologia gender nelle nostre scuole. Saranno presenti attori, uomini della cultura. Trasmetteremo video-clip di personalità che non saranno in piazza ma che ci sostengono a distanza. E poi relazioni di professionisti che ci spiegheranno cos’è il gender, che entreranno nel merito del ddl Cirinnà e delle ricadute di queste ideologie sulla società italiana. In piazza a Roma non ci saranno solo cattolici, verranno anche musulmani, evangelici, la comunità dei Sikh della capitale e tanti altri. Anche omosessuali. E al termine rilanceremo la proposta di papa Francesco di una grande veglia di preghiera indetta per il 3 ottobre, alla vigilia del Sinodo della famiglia.


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47 Commenti

  1. Franco Belli scrive:

    “Difendiamo i nostri figli”

    Difendere i propri figli da una corretta informazione è profondamente irresponsabile e dimostra l’incompatibilità del cristianesimo con una società civile.

    «educare i bambini all’indifferenza sessuale»

    FALSO: li si educa a non essere omofobi e a capire cos’è l’omosessualità.
    Non c’è alcuna indifferenza seesuale, anzi la differenza sesuale è proprio al centro della discussione.

    “Il ddl Cirinnà sulle unioni civili svilisce la famiglia così come la intende la Costituzione.”

    FALSO: la Costituzione non intende nulla sulla coppie gay!!

    L’unica cosa che i diritti delle coppie gay riescono a svilire è la meschinità della Chiesa.

    Nessuna famiglia etero è messa in discussione.

    «Non si può considerare uguale quello che è diverso»

    FALSO: lo si DEVE considerare uguale sul piano dei diritti.

    «in una convivenza sociale è necessario accettare le differenze.»

    E allora accettate famiglie diverse da quelle cattoliche!

    Cerchiamo di fare chiarezza: la Chiesa è omofoba perchè si basa su testi sacri altrettanto omofobi dove l’omosessualità è considerata un abominio.

    Pertanto non può esserci alcun dialogo visto queste premesse, quelle stesse premesse che hanno visto la Chiesa essere costantemente bocciata nel corso della storia.

    Ogni volta la Cheisa ha dovuto regredire sulla sua dottrina lo farà anche questa volta.

    • To.ni scrive:

      Caro Belli

      Che meravigliosa scoperta stamattina, un altro grande intervento, memorabile. Li collezionerò per leggerli ogni giorno ed imprimerli a memoria.

      Un Belli psicologo – titolare della “corretta informazione” che è sua e degli “esperti ” che gli piacciono e chi non obbedisce è omofobo. Gli esperti dicono che i bambini maschi devono saper portare la gonna …è giusto … allora perche sono esperti? Punto (mica dobbiamo dare spiegazioni agli omofobi) ….. Bravo!!!;

      Un Belli costituzionalista. Stupidi i costituzionalisti che con la costituzione in mano e legano l’interpretazione alla legislazione vigente alla momento in cui è stata scritta …. hanno fatto pure le sentenze che lo dicono . Non hanno pensato e/o inteso alle coppie gay?….peggio per loro ce le mettiamo noi, e se ci gira ci mettiamo pure le triple gay e ….le quadruple. Punto ….. Bravo Belli…. bravo!!!

      Un Belli maestro sul piano dottrinale – giuridico: Le cose diverse stessi diritti …. Che “ce vò?” E’ già cosi: Se in due scuole diverse in uno regalano i diplomi e nell’altro bisogna spaccarsi per averlo …. i diplomi valgono uguale … imbecille chi studia ed ha sbagliato scuola. Uno può farsi la coppia che ha in mente, se gli va di farla durare 10 giorni perché non deve avere gli stessi diritti di chi la pensa in maniera seria per lui ed i figli? E poi perché quest’ultimo vuole fare il serio? Per atteggiarsi? Superbia? … peggio per lui …. deficente! . Bravo Belli…. sempre più bravo … in un crescendo!!!

      Un Belli teologo. La bibbia omofoba , ma non solo, sei stato tenero,omofobe tutte le culture del mondo, a tutte le latitudini in tutti i tempi. In tutti i punti del mondo … tra popoli che non si conoscevano, tutti contemporaneamente omofobi. Deficienti e senza gli “esperti” nostri. Bravo….bravo…bravo… ed ancora braaaaaavooooo!
      Meglio di come le hai cantato non potevi ….. vai a dormire adesso, non vorrei che tanta scienza ti logori.

      PS: Stai lontano dai binari, temo che ti sembrano morti, e poi un treno ti sfracella. Come faccio senza di te.

      • Franco Belli scrive:

        Ma caro Toni, tutti siamo diversi l’uno dall’altro

        «Tutti gli uomini nascono liberi e uguali in dignità e diritti» (Dichiarazione universale dei diritti umani, 1948)

        e oggi le unioni gay sono riconosciute come un diritto umano!

        La Costituzione non può essere presa chiamata in causa poichè non si è mai espressa sulle unioni gay.

        — “Un Belli teologo. La bibbia omofoba , ma non solo, sei stato tenero,omofobe tutte le culture del mondo, a tutte le latitudini in tutti i tempi. In tutti i punti del mondo … tra popoli che non si conoscevano”

        Certamente erano tutte omofobe e, come sappiamo, violente e senza diritti in rapporto alla moderna concezione del vivere civile.

        Erano omofobe cosi come tutte adottavano la schiavitu (in culture distanti nello spazio e nel tempo!)

        La Bibbia esprime concetti omofobi ad esempio nel seguente passaggio:

        « Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro. » (Levitico 20,13)

        La parola di Dio contempla, cosa ancora piu grave, la pena di morte.

        E’ evidente che non esiste alcuna Parola di Dio, la Bibbia esprime solo la cultura umana del popolo ebraico di quel tempo.

        Ecco perchè con conqueste premesse religiose, la Chiesa è assolutamente inadatta per regolare la vita civile e tantomeno per parlare di sessualità.

        Occorre allora competenza di esperti per trattare temi delicati come la sessualità
        con corsi specifici indirizzati sia ai ragazzi sia ai genitori e alle famiglie.

        Spero di aver chiarito gli equivoci che avevi nella tua mente
        e che possono trovarsi nella mente di altri cristiani.

        Buona giornata e buon lavoro!

        • To.ni scrive:

          Carissimo Belli,

          ma che piacere che mi rivolga la sua augusta attenzione, e che rinfranco sentirle citare la dichiarazione dei diritti dell’uomo . Ma pensi, ci sono sciocchini che pensano che la parola “diritti” non coincida con “desideri”. Ritengono , gli sciocchini, che se si opera questa confusione diventa diritto un matrimonio incestuoso, o poligami, o bestiale, o un poco l’uno con l’altro. Il tutto perché i criteri base sono identici a quelli dei matrimoni + adozione omo. Io, mi creda, glielo cantata chiare, citandoLa pure e riportando pedissequamente i Suoi interventi in materia, ma dicono che Lei è, non so come dirlo, mi imbarazzo ……. un minchione.
          Hanno da ridire pure sulla Bibbia (il Vecchio Testamento , che non è il Nuovo Testamento …. per la differenza della parola tra vecchio e nuova) , dicono che i divieti esistevano anche per altri accoppiamenti osceni (incestuosi, bestiali ecc) e lo scopo , in quel contesto storico, traeva origine dal fatto che se non si creava un tabù, la forte mortalità in fantile unito ad un abbandono dei costumi, comprometteva l’esistenza stessa della società, e non solo, supportati da qualche antropologo, anche la civiltà. Io gli ho detto che Lei è superiore a qualsiasi antropologo, e loro, i cattivi cattolici, solita risposta: Lei è un minchione.

          Ho vantato che dalla nostra abbiamo gli “esperti” e loro mi ribattono che se Lei è un “osceno debosciato”(per ipotesi …io non mi permetterei mai) e gli esperti avallano il Suo modo di essere la logica elementare impone che pure gli “esperti” diventano “osceni debosciati” che negli studi capiscono quello che gli conviene capire.

          Io non avevo nulla da capire nella mia mente, perché io sono assolutamente con quanto Lei afferma. Ma ora sono armato da quest’ultimo Suo post, e forse leggendolo, gli sciocchi cattolici, capiranno meglio e si convinceranno della Sua saggezza. Seguirà un post dove l’informerò delle loro impressioni …. quindi, a dopo.

          • To.ni scrive:

            Carissimo Belli,
            ho fatto leggere il suo post delle 10:37 ai cattivi che conosciamo noi. Non ho capito il perché mi hanno detto di riferirLe queste testuali parole: ” prendi un purga e le cose le usciranno dal verso giusto”.

            Io non ho capito il senso… stava forse male al pancino?

            boh !

            • To.ni scrive:

              Carissimo Belli,
              mi fanno notare, sempre i soliti, a scanso di equivoci, che i “divieti” biblici che prevedevano la pena di morte in precisi contesti storici. Ma l’oscenità e la perversione rimane tale in ogni epoca, ed in ogni epoca sono peccati.

        • Fabio scrive:

          La Bibbia e la Chiesa considerano lecito l’ esercizio della sessualità solo nel matrimonio.
          L’uso della sessualità anche tra uomo e donna al di fuori del matrimonio è considerato peccato mortale.

    • Cisco scrive:

      @Shiva-Belli

      Cerchiamo di fare chirezza: se la Chiesa è omofoba, secondo il DDL Scalfarotto i cattolici e chi non si piega ai diktat del Pensiero Unico andranno in galera. Un ottimo motivo per manifestare.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        …cioè andranno in galera quasi tutti gli i italiani, compresi religiosi e religiose (delle varie congregazioni religiose); si potrebbero cambiare i conventi in prigioni!

        • angelo scrive:

          cara susanna, da un po’ non frequento conventi, ma sulla OBBEDIENZA E ORTODOSSIA soprattutto di frati e suore non ci metterei la mano neanche su una candelina. guardi e ascolti TV2000, TELEPACE e si convincerà anche lei. putroppo

          • SUSANNA ROLLI scrive:

            Grazie del consiglio, Angelo, ma trascorro già parecchio tempo al PC, non mi è possibile seguire tutto; qlc TG al pranzo, giusto giusto per far andare di traverso il boccone…

    • Franco Brutti scrive:

      shiva, come al solito sei su un binario morto ! ah ah ah

  2. francesca scrive:

    Io inviterei a leggere attentamente la pagina facebook del gruppo di cui si parla…poi ognuno si faccia le sue opinioni io sono rimasta molto molto perplessa da ciò che ho trovato scritto sopratutto nelle “raccomandazioni”per la manifestazione.

  3. Gabriele Villani scrive:

    PERCHÉ’ IL 20 GIUGNO IO VADO A ROMA.
    Seguendo l’indicazione di don JULIAN CARRON: «… Questo lascia evidentemente libero di partecipare chiunque lo ritenga opportuno, con l’invito a verificare fino in fondo, nell’esperienza, le ragioni ultime della sua adesione» e condividendo in pieno tutte le motivazioni espresse da Peppino Zola, parteciperò alla manifestazione del 20 giugno a Roma per testimoniare – non già per fare il muro contro muro ideologico che non favorisce «il necessario clima di incontro e di dialogo con chi la pensa diversamente» – la bellezza della famiglia naturale, così come cerco di testimoniarla a casa, al lavoro e in ogni ambito senza escludere pregiudizialmente niente, compreso la piazza, libero dal ricatto dell’esito.
    Ammirando il fulgido esempio del Popolo spagnolo, che continua a brillare nonostante l’ottusità di certi suoi governanti, auspico per l’Italia, naturalmente, il successo francese da cui sono nate originali ed efficaci iniziative che si stanno diffondendo in tutta Europa.
    Nell’attesa che il Segretario CEI monsignor Nunzio Galantino ci faccia sapere quale sia il «tavolo sul quale poniamo le nostre ragioni» che gli «piacerebbe», in modo che anche io possa offrire il mio contributo di testimonianza, umile ma deciso come gesto, mi sento accompagnato e confortato dalle parole di monsignor Vincenzo Paglia presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia.

    • bvzpao scrive:

      Ecco, anche io sto aspettando con ansia di sapere quali sono i luoghi nei quali si sta portando avanti un dialogo costruttivo, chi sono gli interlocutori (di ambo le parti…per esempio escluderei Gasparri dal tavolo!)
      Non me l’ha ancora detto nessuno.

    • giovanni scrive:

      Credo che il tavolo sia quello di fazio e gramellini a “che tempo fa”

  4. Giuseppe scrive:

    Dalla parità alla supremazia delle donne sull’uomo, si è arrivati al caos esistenziale.
    Forse ancora non riusciamo a comprendere la parola di nostro signore, abbiamo dimenticato che il primo peccato è stato commesso da eva, e se a lei ci affidiamo, se a lei daremo ancora più visibilità di quanto già ha ottenuto con la nostra sottomissione passiva, la fine ci aspetta

  5. AndreaB scrive:

    Una società che si rispetti dovrebbe favorire il modello di famiglia che sa essere migliore: papà, mamma, figli, un modello stabile, che faccia crescere con sicurezza e amore gli adulti del domani. Ora qualcuno pieno di soldi si vuole comprare il suo modello di famiglia ed i figli che non potrà mai avere. Vuole farli produrre da aziende specializzate o comprarli da madri disagiate che non hanno di che vivere… Vergogna! Qual è il modello di famiglia che il nostro governo dovrebbe incentivare? Quest’ultimo?
    In più gli stessi signorotti vorrebbero addestrare tutti i nostri figli, anche nelle scuole, fin dalla più tenera età, ad usare il loro corpo peggio degli animali, preparandosi piu’ consenzienti alle loro violenze sessuali… Vergona!
    Che la manifestazione abbia un grande successo e che la ragione possa isolare tutti gli sporcaccioni che vedono i bambini come oggetti da usare a loro piacimento.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      La manifestazione ha avuto successo, mediatico non mi pare tanto, ma non ho seguito molto i media..

  6. Fabio scrive:

    «Un cristiano che si mette contro qualcosa o qualcuno già sbaglia», ha detto mons. Galantino al Corriere.

    Cristo ha iniziato a predicare annunciando il regno di Dio, non mettendosi contro i farisei in primo luogo.
    Ma inevitabilmente è finito per avere contro i farisei.

    Qualsiasi cristiano che testimonia la sua fede o i suoi valori anche senza volerlo in primo luogo, alla fine si trova contro qualcosa o qualcuno.

    Il pericolo maggiore oggi per molti è evitare di testimoniare in positivo per non avere il fastidio secondario e fisiologico, di avere poi qualcuno contro. Ma questo non è un agire da cristiano.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Mons. Negri la pensa diversamente ..Da un suo recente discorso si evince la sua forte indignazione contro la Chiesa, il cristianesimo “taciturno” -per così dire- cioè che non ha espresso pareri (o, meglio, non lo ha voluto fare -o, ancora meglio- si è addormentata..), non è stato in grado di giudicare 8, si è chiuso in sacrestia, è stato ininfluente nei confronti del mondo…così il mondo se lo sta mangiando. Io ho capito così. Ogni vescovo avrà le sue idee….

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Monsignor Negri la pensa diversamente…

  7. Franco Belli scrive:

    “Ma pensi, ci sono sciocchini che pensano che la parola “diritti” non coincida con “desideri” ”

    Come lei fa giustamente notare in effetti sono molto sciocchi,
    un diritto è certamente un desiderio!

    Tutti ad esempio desiderano la libertà, ed i gay di potersi unire pubblicamente senza discriminazioni!
    Sono desideri divenuti realtà in molti Paesi occidentali!

    —- “in quel contesto storico, traeva origine dal fatto che
    […]
    che i “divieti” biblici che prevedevano la pena di morte in precisi contesti storici.”

    Ah ecco!! Allora è vero che NON è la Parola di Dio, nella sua confusione mentale si è dato torto da solo!

    A meno che… lei non voglia dire che Dio nella Sua infinita Saggezza suggerriva, anzi imponeva di condannare a morte, solo per via del contesto storico?

    Ma mi scusi… che contesto storico era da dover rendere necessarie le condanne a morte per chi lavora di sabato?

    “la forte mortalità in fantile” non c’entra nulla in questo caso, nè tantomeno per i tabu sessuali ovviamente.

    —- “il Vecchio Testamento , che non è il Nuovo Testamento”

    Nuovo Testamento .. ma un testamento si redige in punto di morte.. il Testamento 2.0..

    Ad ogni modo nulla nel “Nuovo Testamento” nega esplicitamente nè menziona cio che è valido e cio che non lo è nel vecchio.

    “la forte mortalità in fantile” era la stessa di quando era stato scritto il Vecchio!

    Ehhhh sempre la scusa dei “contesti storici” per giustificare tutto quello ciò che è scomodo e poco edificante… ad esempio per giustificare le parole schiaviste e misogine di SanPaolo
    nonostante Cristo sia nato molti anni prima e di certo non predicava credueltà simili(Bergoglio evidentemente non conosce SanPaolo il quale diceva che le donne non devono parlare in pubblico)!

    Sono scuse a dir poco infantili.

    Le Sue argomentazioni sono state totalmente smentite
    spero di aver spero di aver nuovamente chiarito gli equivoci che aveva nella sua mente e in quella di altri cristiani che possono aver avuto i suoi stessi dubbi.

    Buona giornata e buon lavoro!

    • Menelik scrive:

      Non fare i giochini con le parole:
      tutti i diritti sono stati desideri, ma non tutti i desideri possono diventare diritti.
      Acquistare i bambini al mercato dei diseredati con la pratica dell’utero in affitto,
      uccidere i bambini nella pancia di chi li dovrebbe accudire e a suo tempo l’ha data a destra e a manca strafregandosene delle conseguenze,
      tutte queste cose sono desideri, ma è ingiusto che diventino diritti.
      Se si chiede ad un tossico il suo più grande desiderio è di poter comperare eroina in farmacia e anche tute le altre sostanze che desidera.
      Però tutti sappiamo, ed il tossico per primo, che se questo suo desiderio diventasse diritto approfittando di partiti loschi e dei momenti di debolezza istituzionale dei governi, avrebbe conseguenze drammatiche molto di più delle attuali.
      Il matrimonio omosessuale serve solo a ridicolizzare l’istituto famigliare.
      Non è l’unico apporto negativo, ce ne sono anche altri che niente hanno a che fare con gli omosessuali.
      Comunque al di là di questo intento, non serve ad altro.
      Il mondo in un’ottica ampia, sta cambiando.
      Ma non nella direzione che cercate di imporre voi, anche se vi sembra di bruciare le tappe della vostra agenda.

      • Franco Belli scrive:

        PresidioPostel@eng.it; SupportoOperativo@postelprint.com;

        Si stupirà nel comprendere che è stato proprio lei a fare i giochini di parole.

        Ho scritto: “un diritto è certamente un desiderio!”
        non ho detto che un desiderio è un diritto.

        E’ comprensibile la sua svista dato che i religiosi monoteisti sono portati di natura a cambiare le interpretazioni a proprio comodo, mentire , omettere ecc..
        Del resto la dottrina cattolica ha creato una tecnica specifica per questo chiamata apologetica.

        Ora la invito a compiere un ulteriore sforzo (non in bagno naturalmente):
        ciò che deve diventare diritto NON lo decide il SantoPadre!
        NON è deciso con i testi sacri, NON lo decide la religione E NON lo decidono i suoi sacerdoti!

        Le leggi della società civile sono decise tramite un processo democratico in cui nessuna istituzione privata deve intervenire.

        Si è compreso infatti che lo Stato e la Chiesa sono ambiti separati totalmente, ovviamente al netto del rispetto delle leggi a cui la Chiesa deve essere obbligata.

        Ebbene, l’unione gay è stata ricnosciuta come un diritto umano che si deve accogliere e nel momento in cui sarà legge lei avrà l’obbligo di rispettarla come per ogni altra legge.

        Se poi le famiglie cristiane si sentranno ridicolizzate lo Stato fornirà loro la possibilità di frequantare corsi gender per migliorare la loro condizione psicologica.

        • Q.B. scrive:

          Ehm ….. pssss …. psssssss….. Shiva … hai messo per sbaglio le mail nel corpo del testo. Probabilmente nel copia incolla hai preso due tra i tanti indirizzi che usi per bypassare i filtri. Tra l’altro sono rubati dalla rete. Lo sai che rubare é brutto. Ma anche scrivere compulsivamente sotto l’effetto di strane sostanze non é bello. Vedi poi le va…….ate che combini. Comunque continuiamo a parlare sottovoce l’infermiera ti sente e viene a riprenderti…

        • To.ni scrive:

          Caro Belli, perché hai messo quegli indirizzi sopra? Vuole che le scriviamo privatamente?
          Sempre generoso. (Io non sono come quelli che pensano male che ha rubato indirizzi, non credo che farebbe una cosa cosi brutta rischiando le denunce :-) ).

          Ma torniamo a noi ,Gran Belli:
          Io ho colto che ha scritto che “il diritto è un desiderio” è sono straordinariamente d’accordo con questa impostazione, solo che mi trovo in difficoltà quando i cattivi cattolici mi chiedono quali sono i desideri che possono diventare diritti? E perché?
          Se non me lo dice non posso fare apologetica a favore dei matrimoni gay perché sembrerebbe che ogni desiderio (pure i soliti che le ricordo sempre: incesto, poligamia, matrimonio con bestie, alberi ecc) diventa diritto se ha la maggioranza. E non credo che vuole questo … o si.

          PS: hai detto sopra di non fare sforzi in bagno … cavolo, sbaglio sempre tutto. Io che pensavo che per riuscire a ragionare in sintonia con lei bisogna stare in bagno.

    • To.ni scrive:

      Caro Belli
      Ho fatto un ottimo investimento a puntare su di Lei, ho le lacrime agli occhi … per la commozione

      Ma gli sciocchini sostengono che cosi fai finta di non capire: Incesto? Bestialità? Poligamia? Poligamia+incesto+besialità insieme (…se uno ne avesse il desiderio)? Io gli ho detto che non devono cercare il pelo nell’uovo ma loro sostengono che la colpa di come ragioni è la collocazione sbagliata del cervello. Si domandano anche e come fai a sederti. Io … non ….. capisco .

      Sulla Bibbia + testamento+ e le disquisizioni relative, gli sciocchini ridono a crepapelle, sostengono che se finora hai letto giornali sporchi (non capisco… Le erano caduti per terra? boh) come vuoi fare esegesi? Su San Paolo dicono che non hai letto bene e che se hai letto non hai capito. Altamente probabile e che hai letto e non hai capito nulla. Che se te lo spiegano perdono tempo. Uno mi ha detto di leggere l’antropologia di Lévi-Strauss … ma un altro mi ha detto che lo confondi con i Jeans (Io mi sono arrabbiato tantissimo su questa cosa…. come si permettono!!! )
      In sostanza ritengono che sono argomenti troppo vasti, profondi e complessi rispetto ai quali sei un perfetto analfabeta che suona in maniera scoordinata un tamburello.

      Non mi accusare, non sono le mie argomentazioni!!! Io sono con te!!!!! Ma che ci posso fare … mi sembra un tantino, è solo un sospetto però…. che la prendono per il c… .
      Ma se fosse così mi arrabbierò.

  8. Francesco Soave scrive:

    Sono abituato ad utilizzare il metodo e la logica scientifica a causa degli studi che faccio (studio neuroscienze), e so che quando si parla di questi ambiti è una limitazione perché la “perversione” non ha una definizione biologica ovvia (e nemmeno culturale se si considera l’evoluzione storica della cultura) e la “devianza” è un valore numerico dato un gruppo di dati, pertanto non posso rigettare l’omosessualità e i diritti a essa connessi solo perché “perversa” o “deviante”.

    Leggendo il testo depositato (non l’introduzione, proprio il testo di legge) del ddl Scalfarotto, esso mi sembra molto diverso da quanto paventato dalle persone che si dichiarano omofobe. Per semplicità riporto uno stralcio:

    “con la reclusione fino a un anno
    e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo,
    diffonde idee fondate sulla superiorità o
    sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a
    commettere o commette atti di discrimi-
    nazione per motivi razziali, etnici, nazio.
    nali, religiosi o motivati dall’identità ses-
    suale della vittima”.

    La formulazione “identità sessuale della vittima” è definita dall’articolo 1:

    ART.1.

    (Definizioni relative all’identità sessuale).
    1. Ai fini della legge penale, si intende
    per:
    a)
    « identità sessuale »: l’insieme, l’in-
    terazione o ciascuna delle seguenti com-
    ponenti: sesso biologico, identità di genere,
    ruolo di genere e orientamento sessuale;
    b)
    « identità di genere »: la percezione
    che una persona ha di sé come uomo o
    donna, anche se non corrispondente al
    proprio sesso biologico;
    c)
    « ruolo di genere »: qualunque ma-
    nifestazione esteriore di una persona che
    sia conforme o contrastante con le aspet-
    tative sociali connesse all’essere uomo o
    donna;
    d)
    « orientamento sessuale »: l’attra-
    zione emotiva o sessuale nei confronti di
    persone dello stesso sesso, di sesso opposto
    o di entrambi i sessi.

    Fonte: http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0003090.pdf

    Quindi, nella sua accezione così scritta, il ddl inserisce come aggravante l’incitazione alla discriminazione 1) per essere omosessuali, 2) per essere bisessuali, 3) per essere eterosessuali, 4) per essere uomo in quanto di sesso maschile, 5) per essere donna in quanto di sesso femminile, 6) per essere transgender. So bene che il ddl è stato redatto per evitare discriminazioni delle minoranze di orientamento sessuale, però entrerebbe in azione anche nel caso

    Abbandonando il piano logico e raggiungendone uno più pratico, considerando che il ddl Scalfarotto estende quanto già previsto dalla legge nei casi di razzismo e confessione religiosa e vedendo che le varie Casa Pound e Forza Nuova non siano proprio state tramutate in associazione-carcere per le loro posizioni razziste, antisemite ecc. mi pare che le paure degli omofobi a rimanere tali sono infondate — almeno fino a quando tengono le mani al loro posto.

    Se invece si guarda il ddl Cirinnà, di fatto assegna a quei bambini nati in contesti di coppia non sposata gli stessi diritti dei bambini nati in coppia sposata (ossia si creano tutele per bambini che effettivamente esistono e attualmente vengono ignorati dal punto di vista legislativo). Se invece la questione è la volontà di contrastare gli espedienti che certe coppie di per sé non fertili per avere un figlio allora il problema diventa:
    – o il fatto che una coppia omosessuale possa allevare un figlio
    – o la questione dell’utero in affitto e delle sue conseguenze economiche e sociali
    – o entrambe.

    Non mi addentro nel primo punto, se non dicendo che la famiglia costituita da un uomo e una donna uniti da un contratto matrimoniale e una serie di diritti e doveri è quella “naturale” da qualche secolo nell’Europa Occidentale (prima almeno uno dei punti detti sopra – sul numero, sul contratto, sui diritti o sui doveri veniva meno). I possibili problemi psicologici dell’eventuale bambino allevato sono oggetto di controversia (aka per la maggior parte parole buttate al vento).

    La seconda questione è molto complessa dal punto di vista etico ed economico. Dal punto di vista economico ci sono luoghi (come alcuni stati degli USA) dove la donna deve essere già madre e farlo in via esclusivamente volontaria – senza quindi percepire denaro per il gesto se non un rimborso per le spese – altri dove l’utero effettivamente si compra. Nel secondo caso però il problema deve essere sia per le coppie queer sia per le coppie eterosessuali che vengono coinvolte (a meno che il denaro etero puzzi di meno di quello gay), altrimenti si incorre in una incoerenza logica.
    Considerando inoltre i tempi che corrono, non so quante coppie non fertili possano sborsare il paio di centinaia di migliaia di euro stimato necessario per una gestazione per conto d’altri… ossia non riterrei saggio ingigantire I numeri di un fenomeno già esistente e auto-limitantesi per motivi di denaro.

    Ad ogni modo ritengo ragionevole credere che sia molto più dannoso per un bambino crescere in un ambiente discriminatorio e privato di diritti (per la Legge la sua condizione di persona figlia di un genitore e allevata da due “non esiste”) rispetto che avere due genitori, ma dello stesso sesso.

    • giovanna scrive:

      Bello mio, chi contrasta Scalfarotto, non si dichiara affatto omofobo, non dire stupidaggini al cubo.
      Già cominciare con una scemenza simile, depone male.
      E il resto non è da meno.
      Quindi, cerca di ritenere ragionevole che non sia il bambino comprato, abusato dalla compravendita, che è privato di diritti, ma anzi è una vittima che deve subire un trattamento disumano.
      Chi è privato di diritti, allo stato delle cose, è la coppia che compra il bambino dalla mamma, che glielo strappa letteralmente dal seno , che impedisce al bambino di crescere con la mamma.
      Questa privazione di diritti fasulli, è l’ultimo baluardo del bambino, che almeno non vive nella menzogna di avere “due papà” o “due mamme “.Almeno riconosciamo a questi piccoli schiavi la dignità di essere riconosciuti schiavi e non figli. Perché sono stati trattati da schiavi e non da figli.
      Sarebbe proprio il colmo che a queste vittime deboli e piccole, si togliesse persino la riprovazione sociale dell’atto obbrobrioso commesso dai loro padroni.
      Ora ti saluto, me ne corro a Roma , a manifestare proprio in difesa di quei bambini privati del loro diritto a crescere coi genitori, venduti o regalati che siano, come oggetti o gattini, i bambini più poveri del mondo.

      • Francesco Soave scrive:

        Gent. Giovanna,

        Le sarei grato di spiegarmi chi La autorizza a dare ad un altro cittadino dello stato italiano, per giunta maggiorenne, del “bello mio”.

        Ammetto la fumosità dell’espressione “quelli che si definiscono omofobi”, come il signor Luca ha civilmente fatto notare, dato che possiamo dividere le persone contrarie all’omogenitorialità con motivazioni più o meno condivisibili, ma comunque frutto di una rielaborazione razionale, dalle persone che provano uno schifo non razionale per l’omosessualità (quelle che hanno schifo dei “froci” sono da definirsi omofobe nello stesso modo con cui chi ha schifo di un “negro” è da definirsi xenofobo) sia che esse si autodefiniscano omofobe, sia che non lo facciano.

        Ora mi piacerebbe sapere su quale base Lei sta motivando un “abuso di vendita” di un bambino che è nato in seguito a “gestazione per altri”. La condizione di abuso può essere definita solo in base a un danno effettivo (fisico o psicologico-emotivo) che riceve il bambino. Ora, se la condizione di abuso emotivo

        1) è dovuta all’assenza di un genitore biologico, non è molto diversa da quella nella quale incorre un bambino adottato,

        2) è dovuta all’assenza di una figura materna/paterna, non è molto diversa dalla condizione di una famiglia monogenitoriale (per varie ragioni: morte del coniuge, ragazza madre etc)

        e dovrebbero essere considerati vittima di abuso tutti i bambini nelle condizioni sopra citate

        3) è dovuto alla stigmatizzazione della coppia omogenitoriale, il problema non sussiste più a seguito della scomparsa della stigmatizzazione stessa.

        Vede, signora Giovanna, gli schiavi tipicamente non ricevono vitto, alloggio, un sostegno emotivo, un’istruzione, eventualmente un’eredità — almeno io non ho notizia di schiavi di tale fatta. E se fossi un bambino più povero del mondo (uno di quelli che crescono con mamma e babbo, con poco cibo e talvolta tante botte) probabilmente andrei a sottoscrivere questa condizione di schiavitù… ma forse quello che sto dicendo è un esercizio alla tastiera da occidentale ben nutrito. Se avessi fame non starei a pensare alla definizione di famiglia, di diritto o di compravendita.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Giovanna, stai sempre alla regia, non ne sbagli una, sei eccezionale!

    • luca scrive:

      Sono contento di leggere un commento ordinato e che non fa un pastrocchione di tutto. cercherò di arricchire la sua argomentazione seguendo gli stessi principi.
      L’espressione “quelli che si definiscono omofobi” secondo me non è corretta, la storia della parola omofobia è complessa e strana, di fatto però c’è un vuoto lessicale fra chi prende a sprangate una persona omosessuale e chi è contrario all’omogenitorialità. Sarebbe come accomunare chi incedia le capanne dei senzatetto e chi crede che la politica Europea sull’immigrazione sia carente. in genere omofobi si viene definiti e non autodefiniti.
      Riguardo al ddl Scalfarotto l’ho letto e condivido molto di quello che dice e ho fatto la stessa riflessione riguardo CasaPound, ma credo che una legge non sia solo il crudo testo e il sospetto che si volesse introdurre una sorta di reato ideologico mi rimane, non credo (come qualcuno ha detto) che sarebbe diventato illegale leggere San Paolo (sennò buona parte dell’Antico Testamento sarebbe illegale da leggere perché parla di omicidi, che sono un reato ben più grave) a questo proposito esiste il subemendamento Gitti, che non so se sia un monstrum giuridicum o meno perché non sono abbastanza esperto.
      Leggendo la legge Mancino e il ddl Scalfarotto, soprattutto le motivazioni (espresse nell’introduzione ma anche nei media) di questa legge, in cue parole è una risposta al bullismo omotransfobico, approccio intelligente quello di non fare una legge ex novo, ma nella Mancino c’è secondo me un grande assente. Oltre al bullismo di matrice omofoba (per così dire) molto risalto anche sui media hanno gli atti di violenza perpetrati ai danni di portatori di handicap (ultimamente va molto “di moda” l’autismo), ho trovato strano che questa categoria non sia tutelata all’inerno della stessa legge e che nessuno ne senta il bisogno (è solo una riflessione in più la mia, non che il ddl sia da bocciare perché non si cura anche di altro).
      Il ddl Cirinnà lo trovo molto peggiore e non leggo nel testo il rispetto delle premesse, mi sembrano risposte banali a domande complesse, per tre quarti il testo è “sostituire alla parola famiglia l’espressione unine civile” (discendenti in pratica dall’art. 11) e soprattutto sulla questione figli è di una confusione totale. Riguardo ai punti da te proposti concordo sulle parole buttate al vento, il ddl ma in generale le argomentazioni di chi lo difende parla di genitori di serie A e di serie B, mentre per chi è contrario esistono genitori e persone che non sono genitori, stesso discorso per i figli.
      sul secondo punto vista la lacunosità della legge italiana mi pare fantascienza inserire la questione all’interno di una legislazione ancora più lacunosa, reputo non impossibile che si sgancierà in futuro la fecondazione e l’utero in affito facendo leva sulla parità di diritti ad avere un figlio da parte di famiglie che non possono averle, ed essendo col Cirrinà le UC equiparate alle famiglie il conto torna, visto il servizio sanitario italiano penso che costerà meno delle cifre made in USA comunque. Secondo me è un assurdo in ogni caso ma non voglio fare paragoni con argomenti meno importanti.
      Le leggi secondo me non devono essere ispirate dal principio del “minor danno”, né che il fatto che se un fenomeno è autolimitante (ammesso che lo sia) non debba essere normato.

      Scusate sono stato lungo ma allo stesso tempo non ho parlato abbastanza di quello che avrei voluto

      • Francesco Soave scrive:

        Gent.mo Luca,

        La ringrazio per l’accuratezza delle sue argomentazioni. Effettivamente l’espressione “coloro che si dichiarano omofobi” è infelice e potrebbe essere applicata giusto a chi dice “non sono omofobo ma a me i froci fanno schifo” (sottointeso: e se mi fanno schifo devono stare nascosti e non devono avere diritti). È vero quanto dice sulla lacuna di vocabolario e probabilmente concordiamo sull’abuso da parte dell’associazionismo queer dell’appellativo di “omofobo” anche quando si parla di altro.
        Personalmente dividerei il “discorso dei diritti queer” in almeno quattro categorie:

        – i diritti di base, quale essere tutelati contro le violenze fisiche e psicologiche e le discriminazioni che le minoranze tipicamente subiscono;
        – il diritto di essere coppia stabile, ossia di avere diritti (assistenza medica, pensione convertibile etc) e doveri (iter di divorzio per l’annullamento, assistenza, mantenimento etc) di una coppia sposata con un contratto di matrimonio;
        – il diritto, se un figlio esiste, di riconoscimento della genitorialità del partner — alla maniera delle coppie eterosessuali in condizioni analoghe;
        – il diritto (eventuale) di avere un figlio, naturale o adottato.

        È vero che il ddl Scalfarotto è motivato dagli atti di transfobia e omofobia e potrebbe in potenza essere impugnato per motivi impropri (ma a mio avviso non più di quanto lo possa essere la legge Marino per gli atti di razzismo o di intolleranza religiosa), però lo ritengo idealmente un buon punto di partenza per fare evolvere la società in modo più inclusivo e tollerante. Ha perfettamente ragione per quanto riguarda la grande mancanza dei portatori di handicap: forse perché si ha una legislazione ad hoc? Ammetto la mia totale ignoranza in materia…

        Per il secondo punto mi trovo completamente d’accordo con Lei nell’essere abbastanza scettico sulla farraginosità del ddl Cirinnà (io avrei diviso la questione della “coppia omosessuale stabile come una sposata” /per evitare la definizione “matrimonio omosessuale”/ da quella dell’ unione civile — personalmente le vedo come due cose diverse con diritti e doveri diversi), che si inserisce in una legislazione farraginosa… temo che la mancata capacità di dialettica d’ambo le parti sia un fattore esacerbante di questa ambiguità…

        Quindi affrontiamo separatamente le tre questioni. Prima di tutto la questione dei diritti e doveri della coppia omosessuale stabile: una legislazione in questo senso, uguale di fatto a quella del matrimonio tranne per il fatto dell’adozione, diventa una questione di diritti fondamentali a poter essere coppia e avere le tutele che una coppia stabile richiede. È anche un modo per domare in forme più normali e borghesi la carnevalante e spesso promiscua comunità queer.

        Per i bambini “che già ci sono”, io mi pongo nel solco di chi pensa che il legislatore debba provvedere a quadri che regolino le nuove espressioni della società, tutelando e dando diritti ai componenti più deboli (in questo caso i bambini) — in mancanza di regole sono tipicamente i più deboli a soccombere. Un problema di diritti simile è stato quello dei figli naturali vs i figli in matrimonio. Approverei una cross-adozione (nei casi già stabiliti per le coppie eterosessuali, per esempio dove uno dei genitori è defunto) nel caso di una coppia omosessuale stabile sopra definita.

        Non ci sono solide prove né pro né contro il fatto i figli cresciuti in una famiglia omogenitoriale abbiano più problemi psico-emotivi rispetto a figli adottati in coppie eterosessuali pertanto per quanto riguarda l’adozione si può parlare con più calma.
        Sono più solidi per esempio gli studi che attestano un danno psicologico per la crescita in condizioni di abuso o in orfanotrofi (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2435332/pdf/pch11085.pdf).
        Per quanto riguarda “fare figli quando non puoi averne”, i problemi della gestazione per altri e dell’eterologa sono a mio avviso più generali dell’omogenitorialità e vanno trattati nella stessa maniera per coppie eterosessuali sterili che per omosessuali. Ossia una gestazione per conto di eterosessuali non dovrebbe essere considerata meno eticamente ed economicamente problematica di una gestazione per conto di omosessuali, idem per la fecondazione eterologa (in particolare per le coppie di lesbiche).

        • luca scrive:

          Ciao Francesco,

          rispondo anche per il piacere ormai raro che provo nel poter discutere di temi così importanti con compostezza (e provo a discutere con dialogare con persone che la pensano in mille maniere diverse)
          Noto con piacere che studiare ti ha insegnato ad affrontare i temi in maniera analitica, questo aiuta molto il dialogo.
          Riguardo alla madre surrogata (che stranamente è il termine “politically correct” di utero in affitto) sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia una questione, se non indipendente, se non altro trasversale alla questione omogenitorialità, anche se non si può non ammetere che una eventuale approvazione della possibilità delle coppie omosessuali di avere figli farebbe pendere il legislatore verso una approvazione della pratica.
          Riguardo ai quatro punti che proponi sul primo nessuno dovrebbe avere dubbi e spesso la convenienza da una parte a far numero e dall’altra a far propaganda a portato risultati un po’ imbarazzanti (un po’ come l’imbarazzo di Salvini a stare in piazza con Casa Pound) e poco edificanti. Detto questo non è sempre facile individuare un confine (ad esempio secondo me dire che gli omosessali non possono donare sangue è una discriminazione ma lamentarsi del fatto che una maestra dica a mia figlia “magari da grande ti sposi con Roberta” no, ma non è una posizione condivisibile da tutti).
          Rispetto al punto due più che un diritto si tratta di un fatto (come dice lo stesso Gandolfini, e cito “Fermo restando che le unioni civili esistono e meritano rispetto: esigono un’assunzione di responsabilità, anche per questo motivo devono essere prese in mano dal Parlamento”), ma se l’obbiettivo della Cirinnà è questo, perché non partire dal testo di Sacconi (che tra l’altro era in piazza nel 2007), che riguardava proprio quei diritti che tu citi, e che sono la base d’appoggio della leva del consenso?
          Rispetto al punto 3, sulla stepchild adoption in teoria sono d’accordo con te, in pratica mi sembra che creerebbe una discriminazione vera tra vari tipi di coppie omosessuali (ad esempio le coppie lesbiche avrebbero più facilità ad avere figli e “stepchildadoptarli”, forse più adesso che con un’eventuale unione civile). In generale mi sembra un falso problema, i bambini non piovono dal cielo, banalizzando: se una donna lesbica va in Spagna, fa l’inseminazione artificiale, torna in Italia e partorisce mi sembra che il bambino sia diventato soggetto debole non in virtù di una mancata legge sulla stepchild adoption. D’altro canto, sempre banalizzando, un bambino che disgraziamente rimane orfano e viene accudito dai nonni non viene da essi adottato.
          Il punto 4 è quello che più divide l’opinione pubblica anche al di fuori del “mondo cattolico” (anche in Irlanda dove la legge sull’adozione è stata fatta un mese prima del referendum sul matrimonio).
          Di ricerche sulla genitorialità gay ne ho letta qualcuna e sono effettivamente delle più disparate, ma anche in questo caso non le trovo molto interessanti, ci sono ottimi cittadini cresciuti da un solo genitore, eppure anche se pare esistere la possibilità per i single di adottare (così ho sentito ma non sono esperto in materia) non esiste un movimento di riconoscimento sociale e di esercizio di questo diritto, lo stesso dicasi per le famiglie separate, nessuno dice che una famiglia separata abbia un impato positivo sui figli, eppure nessuno combatte per vietare le separazioni.
          In definitiva, esulando da tutte le specificità, io credo che l’obbiettivo, inconsapevole o meno, della legge Cirinnà sia di sostituire quello che in forme diverse è stato da sempre il nucleo della nostra cultura e della nostra società (e non solo della nostra) con un qualcosa di diverso. Il procedimento che intravedo io non è l’equiparazione monca di due tipologie di famiglia differenti, ma la derubricazione della famiglia a contratto fra soggetti privati. Se ne può discutere sì, si può dire che sia giusto, che sia sbagliato ma inevitabile e si può non essere d’accordo al punto di sentirsi in dovere di scendere in piazza, basta chiamare (tutti) le cose col proprio nome.

          Luca

          • giovanna scrive:

            Caro Luca,
            Francesco Soave s’è involato !
            Tutta questa civiltà della discussione deve averlo sfibrato, date le sue abitudini non proprio “soavi “, ma, piuttosto, blasfeme e aggressive ! :-)
            O, forse, gli è arrivato addosso il treno ! :-)

      • Giovanna scrive:

        Caro Francesco Soave, il “bello mio ” te lo sei guadagnato sul campo !
        Vedi, uno che scrive una tale sciocchezza come “le persone che si dichiarano omofobe “, studente o non studente, che si chiami Fattoni, Belli , Venisi, o Soave, acquista il diritto di essere appellato come “bello mio ” !
        Credo che le vedove e i vedovi, come anche i genitori con disagi, o le ragazze madri, non per loro volontà, ti sputerebbero in un occhio se osassi paragonare la loro condizione a quella di due ricchi e attempati e annoiati gay che commissionano un bambino APPOSTA per farlo crescere senza la mamma, strappandolo dal seno della mamma.
        E il piccolo schiavo, scelto su catalogo, cresciuto APPOSTA per la soddisfazione dell’adulto , senza la mamma, da due omaccioni barbuti, è molto più disgraziato di qualsiasi orfano del mondo : è un bambino povero del mondo, perché privato della cosa più importante del mondo per lui, di crescere con la sua mamma e il suo papà, non per disgrazia, ma APPOSTA.
        Si capisce che per voi il denaro compri tutto, ma lo stesso quel bambino comprato è il più povero del mondo, anche se ha tutti i soldi del mondo, è il più povero del mondo: venduto dalla mamma, comprato da chi lo cresce. Ci può essere di peggio al mondo ?

        E se insisti a mostrare come una passeggiata di salute la situazione del piccolo schiavo, dato che sono gli schiavi che si comprano e in genere agli schiavi si dà anche vitto e alloggio, altrimenti l’acquisto non rende ! ( e nessuna eredità milionaria compenserà il tremendo abuso subito dal bambino ) allora ti guadagni anche l’avviso che sul BINARIO dove sei, sta piombando un TRENO !

    • To.ni scrive:

      Caro Francesco Soave
      La mancata “persecuzioni” nei confronti di Casa Pound è semplicemente perché il livello di attenzione verso le posizioni di questa non è al pari di quello delle lobby gay nei confronti della costruzione dei nemici “omofobi”. Gli esempi non sono mancati in questi anni per assiste a quanto poco basta per scatenare un maccartismo gay (a proposito, ti sei accorto di Barilla, i licenziamenti, le rescissioni di contratti, le dimissioni obbligatorie ecc. ecc.ecc. per semplici punti di vista) L’esigenza di spingere l società verso l’assoluta assimilazione culturale gay, la loro totale normalizzazione, con tanto di matrimoni e adozioni (la cosa più vergognosa) nasce da esigenze soprattutto economiche (in un processo in parte uguale a quello che a suo tempo hanno spinto ad appoggiare le istanza femministe). Per chi fa “affari” conta se un gay spende in media una percentuale del proprio reddito rispetto ad un tradizionale padre di famiglia. Solo cosi si spiega la “filantropia ” delle più potenti multinazionali del mondo. O credi in ragioni diverse?
      Le leggi in discussione oggi, in un contesto come quello della giustizia italiana, di cui tutti sanno l’efficienza, l’uso che si può fare dell’obbligatorietà dell’azione penale, dove i giudici hanno dato sfoggio di potersene altamente infischiare del solo ruolo costituzionale di limitarsi ad “applicare la legge” (arrivando ad inventati salti interpretativi siderali ) si possono rilevare con buone ragioni come un mezzo che espone a potenziali persecuzioni per qualsiasi obbiezione (anche la più debole) verso pretese e supposti diritti.
      E tu, caro Soave, familiare alla logica scientifica, di questi elementi pare te ne infischi.

      • To.ni scrive:

        Caro Francesco Soave

        Dici :“perversione” non ha una definizione biologica ovvia (e nemmeno culturale se si considera l’evoluzione storica della cultura)

        Ma la può spiegare un poco meglio questa cosa?
        Perché con i miei modestissimi mezzi m sembra di capire che se si giungesse ad una nuova (quindi originale) concezione culturale che intravede aspetti positivi nell’avere rapporti con bambini (positivi per entrambi, supportati da “autorevoli studi”) la “perversione” che vediamo oggi non esiste più domani.

        PS Scrivo con un piccolo tablet quindi ci saranno più errori di scrittura del solito.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Nessun errore, To-Ni. To-Ni for President!
          Signed: Susanna, from To-Ni fans club, Italy.

        • Francesco Soave scrive:

          Gent. To.ni,

          mi sembra che la sua prima affermazione riguardo al complotto mondiale queer socio-economico sia più frutto della sua propria opinione che di dati concreti. È una questione di matematica: quanto reddito spendibile può avere il 5-10% della popolazione non nullatenente occidentale rispetto al restante 90-95%?

          Le ricordo anche che Casa Pound rifacendosi ad un immaginario di estrema destra (aka fascista) sarebbe passibile dell’attenzione dei gruppi che vogliono ricostruire un nemico “fascista, razzista, etc etc”. Pure un gruppo come Forza Nuova che si rifà più o meno direttamente al fascismo nei simboli (croce celtica e quant’altro) e nelle idee, essendo presumibilmente anticostituzionale, non viene sciolto.

          Per il caso Barilla Le dò invece ragione, nel senso che l’opinione espressa sulle pubblicità ha suscitato una levata di scudi inopportuna da parte del mondo queer (essendo una minoranza nell’utenza dei prodotti Barilla non è un target significativo per una pubblicità). Molto più opportuna sarebbe stata dal mondo femminista (attenzione: non quello del car* tutt* che ignora il fatt* che l’asterisc* non è una letter*), dato che la visione idealizzata di famiglia Barilla prevede la mamma un po’ vintage un po’ anni duemila che cucina e cura la casa mentre il suo uomo lavora. Non saprei decidere invece dal punto di vista di comunicazione se la mossa di Barilla sia stata vincente o neutra.

          Per quanto riguarda i dubbi da Lei portati sul funzionamento della macchina giudiziaria italiana, la problematica è indipendente dalla validità della legge in questione. Le ricordo inoltre che tutte le persecuzioni che Lei paventa potrebbero essere messe in atto ora contro Salvini o contro Grillo per quanto riguarda l’accusa di xenofobia.

          Per quanto riguarda la pedofilia istituzionalizzata non bisogna guardare al futuro, quanto al passato (ossia all’Antica Grecia e alla Roma Imperiale): già è succesa una concezione culturale che intravede aspetti positivi nell’avere rapporti con ragazzini (ritenuti positivi per entrambi, almeno nel caso dell’Antica Grecia, quale fosse il tipo di rapporti non è chiaro — alcuni studiosi ritengono potesse essere volontario e talvolta di sesso non penetrativo). Non possiamo nemmeno dire che queste culture fossero le ultime venute o barbariche, dato che hanno costuito alcuni dei concetti di diritto e cittadinanza su cui si fonda la cultura Occidentale.

          La “perversione” è una categoria labile, non mi piace, è poco ragionevole e motivata, fino a mezzo secolo fa era perversione che un bianco e un nero si amassero, qualche secolo fa uccidere per eresia non era perversione ecc ecc.

          Adesso Le motivo perché sono contrario alla pedofilia. Un/a bambino/a è sessualmente maturo, ossia ha sviluppato quelle condizioni fisiche atte ad avere un rapporto sessuale? No, quindi non si ha motivo di avere un rapporto sessuale con questo/a, sarebbe un rapporto impari.
          Per il caso dei ragazzini sessualmente maturi ma non emotivamente maturi (poniamo il tetto minimo di 14 anni, per la legge attuale, fino ai 16/18 anni), è giusto dare al/la ragazzino/a il diritto di perseguire penalmente l’adulto, ma anche al genitore qualora ritenga questi abbia abusato dell’ingenuita del sopraddetto ragazzino/a (e quindi un rapporto impari come sopra). La maturità emotiva è purtroppo un parametro più difficile da misurare rispetto alla maturità fisica.

          • To.ni scrive:

            @ Francesco Soave
            Non mi sento di essere un complottista dato che a vedere il business non sono stato io ma Lloyd Blankfein CEO della Goldman Sachs che mette nero su bianco il fatto che si tratta di una questione di “diritti civili , ma anche di business”. Non è poi il solo dato che anche Congressional Budget Office ha stimato l’indotto (se esteso ai 50 stati) per le nozze gay negli USA in un miliardo di dollari all’anno. Addirittura Forbess calcola in 9,5 miliardi di dollari.
            Ma io, onestamente, vado oltre a ciò: ritengo che una persona totalmente disinibita che non ha remore morali, costituisce il consumatore perfetto. Quindi pianificare un tipo umano con tali caratteristiche sfugge da calcoli matematici odierni ma apre ben altri sostanziosi scenari per il futuro.

            Casa Pound e Forza Nuova rappresentano oggi nessuna minaccia. Sono una minoranza assoluta e sarebbe strategicamente sciocco elevarli a martiri. L’obbiettivo appetibile parte invece da una azione a più ampio respiro dove si deve incidere sulle convinzioni di milioni di persone a commutare un orientamento millenario (per essere chiaro, antecedente alla nascita della stessa Chiesa cattolica).

            Sono contento che mi dà ragione sui fatti di Barilla (ma non è il solo caso) e la sua strategia di marketing (che per farla gli doveva sembrare vincente, altrimenti non l’avrebbe fatta).

            Sul funzionamento della giustizia italiana credo che lei minimizza il fatto che attaccare Salvini sarebbe una mossa estremamente stupida: serve per usarlo come spauracchio, il cattivone, quelle che è contro i meridionali… un nemico. Uno così non si perseguita … è da sciocchi. Ti serve per dire quanto sei umano tu e quanto è cattivo lui (io non lo penso questo). Grillo è tutt’altro che una minaccia, ha delle uscite estemporanee, poi ridimensionate, ma in tema di diritti gay è più che un amico (e questo lo colloca sempre tra i buoni).

            Alt, dove è uscita questa cosa che in Grecia la pedofilia era istituzionalizzata? Eschine parla di sessualità contro natura e cita i grandi legislatori (Solone, Dragone,) con la loro rigida legislazione contro l’omosessualità e per la “tutela …. dei nostri fanciulli” (citazione da “Contro Timarco”). Stesso dicasi di Platone nella Repubblica. Questo non significa che non esistesse la pedofilia (motivi di iniziazione… anche esoterica), ma da qui a dire che era istituzionalizzata, ne corre. Anzi sono più gli elementi che la mostrano come oggetto di pubblico ludibrio. A Roma la cosa è diversa, legata alla schiavitù, il padrone abusava dello schiavo e del figlio di questi. Il degrado che porta certe abitudini ha spinto a delle legislazioni di tutela verso i figli dei patrizi e dei liberti (che dovevano portare un segno distintivo).

          • To.ni scrive:

            @ Francesco Soave
            sono in moderazione con un precedente post.

            Sulla Perversione:

            “ fino a mezzo secolo fa era perversione che un bianco e un nero si amassero” per la Chiesa Cattolica no (per i protestanti, massoni illuministi …sì) … abbiamo pure antichissimi santi che erano persone di colore (San Calogero, San Zeno )

            “qualche secolo fa uccidere per eresia non era perversione” No, questa non è perversione, ma il ricorrente ricorso alla forza quando gli strumenti di potere ideologici e di diritto vengono meno. Questo succede in tutte le epoche ed in tutte le latitudini. Guantanámo è un esempio.

            “Adesso Le motivo perché sono contrario alla pedofilia. Un/a bambino/a è sessualmente maturo, ossia ha sviluppato quelle condizioni fisiche atte ad avere un rapporto sessuale? No, quindi non si ha motivo di avere un rapporto sessuale con questo/a, sarebbe un rapporto impari.”
            Io sono d’accordo, ma non ho chiesto questo, anche se mi rendo conto che il discorso ha molte articolazioni.
            Io ragiono in uesto modo (in sintesi … tablet): Immaginiamo che “autorevoli” studi confermano quanto sostiene Van Gijseghem (il ex professore di psicologia presso l’Università di Montreal) ci dice che la pedofilia è un orientamento al pari degli altri (citato, del resto, in una discussione parlamentare 2013) il Dsm-4 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha declassato la pedofilia da “malattia” a “disordine” e/o vero e proprio orientamento. A questo, per altro verso, aggiungiamo che è in atto una sessualizzazione dell’infanzia (con tanto peluche che riproducono organi sessuali) e direttive dei soliti “esperti” che ci dicono che a partire dei 4 anni si possono impartire le prime lezioni di educazione sessuale (comprendenti il “giusto modo” di toccarsi). Quindi da una parte (gli adulti) e dall’altra (i bambini) sono presenti elementi che portano ad avvicinarli. Che sviluppi può avere una situazione di questo tipo? Abbiamo dei precedenti? Ci sono percorsi di sdoganamento che hanno seguito lo stesso tracciato? Io penso di sì e credo che è solo una questione di forza …. che, nei giusti tempi e modi si converte in forza democratica.

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