Ucraina e Russia vicini alla guerra. La Crimea chiede e ottiene l’intervento dei soldati di Putin

Si fa sempre più tesa la situazione in Ucraina dopo che 13 aeroplani russi sono atterrati in Crimea nell’aeroporto di Gvardeyskoye (vicino a Simferopoli) con 150 soldati su ogni velivolo

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(Aggiornamento 15: Secondo la guardia di frontiera ucraina, il quartier generale della guardia costiera ucraina a Sebastopoli, in Crimea, è sotto assedio da parte di 300 uomini armati che affermano essere stati inviati dal ministro della Difesa russo con l’ordine di occupare il sito
Aggiornamento 16: La Camera Alta, il Consiglio della Federazione russa, ha approvato all’unanimità la richiesta di intervento armato in Ucraina avanzata dal presidente Vladimir Putin). 

Si fa sempre più tesa la situazione in Ucraina dopo che 13 aeroplani russi sono atterrati in Crimea nell’aeroporto di Gvardeyskoye (vicino a Simferopoli) con 150 soldati su ogni velivolo. Il Parlamento della Repubblica autonoma di Crimea è stato occupato e il nuovo premier nominato due giorni fa ha chiesto «al presidente Putin di aiutare a garantire la pace e la calma sul territorio della Crimea». Putin ha risposto che «non ignorerà la richiesta di aiuta» e Kiev parla di «invasione», assicurando che non cadrà «nella trappola militare di Mosca».

GAZPROM MINACCIA. Il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, ha intanto promulgato un decreto nel quale si dichiara «illegittima» la nomina del nuovo primo ministro in Crimea, Serhiy Aksyonov. Ma a fare pressioni su Kiev è Gazprom, che ha avvertito le nuove autorità sul rischio di perdere le agevolazioni a causa del debito «enorme» accumulato nei suoi confronti, oltre un miliardo e mezzo di dollari.
Le inadempienze dell’Ucraina nei pagamenti delle forniture di gas a prezzi ridotti sarebbero tali che per la Russia «non ha alcun senso» prorogare al secondo trimestre 2014 l’accordo sugli sconti, raggiunto a dicembre da Putin e il presidente ucraino deposto Yanukovich.

PROTESTA A DONETSK. Mentre Obama ha avvertito la Russia che un eventuale intervento armato, oltre a violare «gli accordi internazionali», «sarà pagato caro», almeno 10.000 persone sono scese in strada a Donetsk, città ucraina filo-russa nella parte sud-occidentale del Paese e roccaforte di Yanukovich, per protestare contro il nuovo governo pro Unione Europea. I manifestanti sostengono «l’aspirazione della Crimea (fino al 1954 territorio dell’ex Urss) di ricongiungersi alla Russia».

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