Tom Cruise, meglio divo del cinema che marito

Cinquant’anni, tre divorzi alle spalle, e un’appartenenza sentita alla controversa Chiesa di Scientology. Il 2012, per Tom Cruise, è stato un anno strano. Da una parte le vicende personali, l’addio di Kate Holmes e la piccola Suri giudicata troppo viziata. Dall’altra, un anno appena trascorso, e uno cominciato da poco, che mostrano al mondo intero un Cruise in versione divo. Gli attori più giovani arrivano, girano un paio di film di successo, si fanno fotografare sul red carpet con la bellissima di turno e poi finiscono quasi sempre nel dimenticatoio. Perché Hollywood mangia, ma non prega nè ama i suoi attori, se non in rarissime eccezioni.

LE MILLE VITE. Tom Cruise è una di quelle, assieme a Brad Pitt, che migliora nettamente con il passare del tempi, Johnny Depp e un pugno di altri pochi divi rimasti. Difficile trovare nella carriera dell’attore classe 1962 un flop clamoroso. La guerra dei mondi (2006), Tropic Thunder (2008), Mission Impossible – Protocollo fantasma (2011), sono solo alcune delle ultime pellicole a cui ha preso parte con successo. L’unico scivolone in cui è incappato è Rock of Ages, pellicola uscita in Italia la scorsa estate e dal risultato non certo indimenticabile al botteghino. La sua interpretazione nei panni di una rockstar, però, è stata giudicata positivamente.

JACK. Intanto, il tre volte candidato al premio Oscar (anche se non l’ha mai vinto) si gode il successo della sua ultima pellicola, Jack Reacher, che al botteghino americano si sta comportando come si deve e che ha esordito ieri nelle sale italiane, nello stesso giorno in cui Paul Thomas Anderson presenta il suo film ispirato alla fondazione di Scientology. Che rimane, a essere sinceri, l’unico lato oscuro conosciuto di un uomo che lo scorso anno è stato in assoluto l’attore più pagato di Hollywood, superando l’impegnatissimo collega Leonardo DiCaprio, più giovane e con molta strada da fare per raggiungere la vetta destinata ai migliori.

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