L’impulso dagli amici di Catania e l’impegno in politica «nella speranza di una maggiore incidenza della nostra presenza in città». I racconti dei protagonisti dell’avventura Mp
Il racconto di Antonio Romano, presidente del Movimento Popolare campano dalla fine degli anni Ottanta al 1993: «Il punto non era “fare carriera” o raggiungere l’egemonia, ma vivere la responsabilità cristiana nel mondo»
Dall’impulso iniziale di monsignor Francesco Ventorino fino alla nascita del “Meeting del Mediterraneo“, passando per le appassionanti campagne elettorali con la Dc, così questa originale forma di impegno pubblico dei cattolici arrivò a scuotere la città siciliana
Così tra gli anni Settanta e Ottanta una comunità cristiana proveniente per lo più dalla realtà universitaria divenne una presenza civile e sociale capace di lasciare il segno in città
Ecco il clima di intolleranza e prevaricazione contro cui i cattolici del Movimento Popolare dovevano combattere per il diritto di affermare una presenza cristiana nel mondo dell’educazione. Una testimonianza personale
Anche a motivo di un contesto fortemente ostile, il Movimento Popolare qui fu sempre inclusivo, gettando ponti verso altre realtà, tanto cattoliche quanto socialiste e laiche
Un gruppo di amici e l’urgenza di «dire qualcosa alle centinaia di migliaia di persone che trascorrevano le vacanze in Riviera d’estate». E perché c’entra il Movimento Popolare