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Squalo chi legge

Il gran romanzo di una vita non da romanzo

Di Maurizio Zottarelli
30 Agosto 2026
“Stoner”, storia di un antieroe per antonomasia, non è solo il racconto di una normalità, ma dell’accettazione della normalità come possibilità di compimento
John Edward Williams
John Edward Williams (1922-1994)

Stoner di John Edward Williams è uno straordinario romanzo proprio perché, per molti aspetti, è l’antiromanzo. È il racconto della normalità più grigia, più lineare, inevitabile, la descrizione di un’esistenza così prosaica da apparire perfino inutile. Esattamente il contrario di ciò che, all’apparenza, dovrebbe essere materia per un romanzo, ovvero un episodio, un elemento di eccezionalità che interviene nella vita donandole significato, valore, senso. Il romanzo racconta la biografia di William Stoner, un oscuro figlio della provincia più provincia americana. Stoner, infatti, nasce nel 1891 in una fattoria del Missouri, figlio di poveri contadini. La sua esistenza sembra destinata a ripercorrere quella dei genitori e dei loro genitori prima di loro, e a consumarsi su quella terra. Così, a diciannove anni si iscrive ad Agraria per avviarsi a gestire la fattoria di famiglia. Ma durante un corso obbligatorio di letteratura inglese sente il professore leggere il Sonetto 73 di Shakespeare...

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