Nient’altro che nostalgia degli anni Ottanta nell’horror-thriller di Mitchell e J. J. Abrams. Lasciamo perdere l’ennesimo “Asterix” e consoliamoci con “Il moralista” e “Le aquile della Repubblica”. I film della settimana
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
La fine di Oak Street ★★
Di David Robert MitchellDove vederlo: al cinema
Una mattina qualunque, la famiglia Platt scopre che il proprio quartiere è stato strappato di peso dalla periferia in cui viveva e depositato in un luogo sconosciuto, popolato da creature preistoriche. Che disagio. Credo che abbia fatto più danni Stranger Things che tanti anni di robaccia di serie B che magari inseguivano male il modello per eccellenza per questo genere di cinema, cioè Jurassic Park. Il problema qui è duplice. La regia di David Robert Mitchell è anche buona, e ci mancherebbe: è il regista del memorabile, bellissimo It Follows. Ma la produzione di J. J. Abrams, che insegue l’estetica e l’immaginario ...
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