Schiaffoni e sculacciate. L’Europa vuole condannare la Francia

Secondo Le Monde domani il Consiglio d’Europa condannerà il paese perché il divieto di non colpire i figli non è «sufficientemente chiaro, restrittivo e preciso»

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sculacciata-shutterstock_173523551Il Consiglio d’Europa è pronto a condannare la Francia a causa di una legge sulla punizione corporale che non proibisce espressamente ai genitori di dare le sculacciate ai figli. A riportare la notizia è stato ieri il quotidiano Le Monde secondo cui nella decisione, attesa per domani, il divieto non è «sufficientemente chiaro, restrittivo e preciso».
Il Consiglio era stato chiamato a giudicare dopo che, nel gennaio del 2013, un’organizzazione inglese per i diritti dei bambini aveva presentato una denuncia formale. Secondo l’accusa la Francia aveva violato una sezione della Carta sociale europea non vietando espressamente sberle e sculacciate «nelle famiglie, nelle scuole e in altri luoghi», solo perché con l’articolo 17 della Carta sociale europea gli Stati firmatari si sono impegnati «a proteggere i bambini e gli adolescenti contro la negligenza, violenza o lo sfruttamento».

LA RESISTENZA. La legge nazionale, infatti, stabilisce già il divieto alle sculacciate ma con delle eccezioni, dato «il diritto di correzione» nel «contesto educativo» in cui si può ammettere una «punizione ragionevole». E quando nel 2013 un padre di famiglia era stato costretto da una corte di Limoges a pagare una multa di 500 euro per aver dato una sberla a suo figlio di nove anni, si sollevarono parecchie proteste. Non a caso l’ultimo sondaggio, elaborato nel 2009, rilevava che ben l’82 per cento dei francesi era contro il totale divieto delle punizioni corporali. Pertanto il ministro francese della Famiglia, Laurence Rossignol, ha commentato la notizia apparsa su Le Monde dicendo che non pensava fosse necessario legiferare in merito.

LA CAMPAGNA. Al contrario Andrew Cutting, portavoce del Consiglio d’Europa, ha dichiarato che «la Francia ha volontariamente aderito a questa Carta sociale e si è presa un impegno giuridico vincolante». Le pressioni in questo senso erano cominciate già nel 2008 quando il Consiglio d’Europa lanciò una campagna anti sculacciata, dicendo che violava i diritti umani del bambino, tanto che su 47 paesi europei membri del consiglio ora in 27 vige il divieto assoluto di punizioni corporali. Ma i tentativi di introdurre il divieto in Francia, l’ultimo del maggio scorso, erano sempre falliti. 

Foto mamma e figlia da Shutterstock

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