“Scappa – Get Out” di Jordan Peele: il lato horror dell’accoglienza

Una ragazza bianca invita il suo ragazzo nero a passare un fine settimana a casa dei genitori

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Thriller-horror notevole, una delle cose migliori della stagione. Dicono che sia il primo film dell’era Trump ma a noi pare tanto un calcio al politicamente corretto, al mito dell’accoglienza compiaciuta. Si parte in zona Indovina chi viene a cena?. Lei bianca, lui nero. No, ma guarda che i miei genitori – bianchissimi, come tutta la casa, come tutto il vicinato – hanno votato Obama. Che te credi? Siamo civilissimi noi. E guarda che quella servitù di colore, nella loro bella divisa pulita, ce l’abbiamo solo per tradizione di famiglia, per amore verso papà che voleva tanto bene a loro. Get Out parte fortissimo: combina più film (thriller psicologico, horror soprannaturale, dramma civile e persino commedia) e la tensione è palpabile. La seconda parte, più cruenta, perde qualche pezzo per strada e chiude in modo convenzionale, ma Peele se la cava bene sia come regista che come sceneggiatore. Soprattutto, riesce con un piccolo b movie a mostrare inquietudini e paure di oggi. 

Foto Ansa

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