Quarto campione misterioso: una vita a metà tra i banchi universitari e i campi da calcio

Studia business all’università, ma non è Chiellini. Ha il padre procuratore, ma non è Higuain. Il suo futuro è incerto, ma non è Marchisio. Il campione misterioso si fa sempre più difficile.

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Settimana finale della Confederations Cup e ultimi profili del Campione misterioso. Nel week-end abbiamo premiato Mattia Boscherini, romagnolo doc, più rapido di tutti ad indovinare il secondo portiere della Nazionale brasiliana Diego Cavalieri. Il lunedì oggi si apre con un nuovo calciatore da indovinare, da veri esperti. Per partecipare occorre inviare il nome e cognome del campione misterioso all’indirizzo redazione@tempi.it, scrivendo nel campo oggetto “campione misterioso”. In palio c’è un’intervista con Tempi, in cui potrete raccontare le vostre gesta sportive sui campetti di periferia.

Potresti chiamarlo il “professore”. Gioca a testa alta, ha la mente sempre lucida quando si tratta di avanzare verso l’area di rigore e da lì letteralmente insegnare calcio. Ma il contratto da docente gli spetta anche perché il ragazzo sta studiando, sul serio: è iscritto all’università, dove sta scommettendo sui libri di business, comunicazione e pubblicità il tempo libero che gli rimane dal lavoro. Non che le possibilità di dare esami, sfruttare appelli e sessioni siano molteplici: la sua vita è il calcio, per andarci dietro è sempre in giro per il mondo. Tuttavia, qualche anno fa ha fatto pure alcuni corsi da giornalista, e così in patria qualcuno ha provato a dargli fiducia: una testata giornalistica lo ha fatto diventare blogger, offrendogli un piccolo spazio per raccontare la sua vita calcistica, sempre dinamica, vincente e rapida, tanto rapida da essere considerata un’ora indietro.

CONFEDERATIONS DI DOTTORI. Vi diamo una mano: non è il Gorilla Chiellini, noto per la sua laurea conseguita nel 2010 in Economia e Commercio. È vero, si trova raramente un giocatore famoso tanto per i numeri in campo quanto per la voglia di studiare, ma questa Confederations Cup ha nel suo piccolo segnato una piccola svolta, offrendo addirittura una squadra con 22 giocatori su 23 che all’università ci sono arrivati fino in fondo. Normale quindi che il nostro Mister X si trovi un po’ a casa.

IL PADRE PROCURATORE. In realtà la sua casa il nostro ha dovuto abbandonarla tempo fa, con la voglia di seguire le orme del padre che in passato era stato calciatore. Le giovanili in un grande club, il passaggio nella massima serie, tre stagioni alla grande e gli occhi di un giovane allenatore che cadono su di lui. Gli strani incroci del calcio vogliono che ora quell’allenatore non ci sia più, ma su quella panchina siede uno che può essere considerato il maestro del mister. Che però alle domande sul futuro di mister X tituba, non sa se davvero vorrà tenerlo o no. La notizia ovviamente ha fatto il giro del mondo: perché di mercato il ragazzo se ne ritroverebbe tanto in un istante, i top club di tutto il mondo potrebbero svenarsi per lui, che è un genio tattico, è un professore ma è anche un vero killer, per antonomasia. Prima però ci sarà da passare attraverso la mediazione del padre: a dargli la voglia e il talento per il fare il calciatore è stato lui, che adesso mica lo lascia. È diventato agente Fifa e segue ogni sua vicenda contrattuale.

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