Quanto mi piace questa Nazionale di indagati, maledetti e borderline

Partita con un carico da undici di moralismi assortiti, di codici etici traditi ora l’Italia si ritrova quasi alla fine con un cucchiaio di Pirlo, con i gol di Cassano e Balotelli, con le buone prove di Bonucci, con le parate di Buffon.

Forse batteremo la Germania, come normalmente succede all’unico gioco in cui i sudditi di Angela Merkel preferirebbero evitarci perché li suoniamo sempre. O forse la statistica sarà mutata perché nel calcio succede. Il calcio è l’arte dell’impossibile, non per niente si gioca con una sfera, oggetto quanto mai instabile. Comunque vada, sarà un successo, dal 2006 la Nazionale non si spingeva così avanti, tra le prime quattro. Non ci credeva nessuno, forse neanche loro.

Era cominciata con le guardie che entravano a Coverciano, al centro tecnico federale, alle 6.30 del mattino. Era proseguita con Buffon sputtanato con una storia di (presunte) scommesse che pare, a tutt’oggi, non siano scommesse. (Eppure per tutte voi merdacce San Gigi scommette miliardi perché vi bevete le puttanate dei media). Questa nazionale è partita con un carico da undici di moralismi assortiti, di codici etici traditi e si ritrova quasi alla fine con un cucchiaio di Pirlo, con i gol di Cassano e Balotelli, con le buone prove di Bonucci, con le parate di Buffon. Insomma, una nazionale di maledetti, di borderline (se non oltre), di politicamente scorretti. Tutto il peggio, per i moralisti che, se batteremo i crucchi, balzeranno rapidi sul carro del vincitore. Tutto il meglio, per un bastardo senza gloria come me. Una nazionale da amare.