Presenze celtiche nel territorio di Varese. Un convegno archeologico

Gian Battista Giani era un ecclesiastico e archeologo del Varesotto del IXX secolo, che per primo trovò i resti di una vasta necropoli presso il fiume Ticino, nell’area di Monsorino, attribuiti a una cultura a lui sconosciuta. Si trattava di una cinquantina di tombe e di recinti di pietra situati sulle morene della sponda orientale del Ticino, dove il fiume esce dal Verbano. Giani interpretò erroneamente quei reperti come testimonianza dello storico scontro tra i Romani e i Cartaginesi nel 218 a.C. durante la seconda guerra punica e pubblicò la sua analisi nel celebre volume La battaglia del Ticino tra Annibale e Scipione. Solo più tardi, con lo sviluppo della scienza archeologica, si comprese che quei reperti erano in realtà espressione della presenza di popolazioni celtiche. Oggi conosciamo quella cultura con la denominazione di “cultura di Golasecca”, caratteristica di un’area che nella prima metà del Ferro (secoli IX-IV a.C.) includeva Piemonte orientale, Lombardia occidentale, Canton Ticino e Grigioni sud occidentali, e a cui poi seguì la “cultura di La Tène”.

In occasione del convegno sarà inoltre esposta in anteprima una mostra di 21 pannelli realizzati da diversi autori e dedicati al tema dell’evento, per mettere in rilievo la presenza di celebri “tesori” locali (tra cui il complesso di oggetti in bronzo del Ripostiglio della Malpensa e le due tombe con panoplia di Sesto Calende). L’esposizione sarà completata dagli itinerari di visita ai luoghi museali (dove i manufatti descritti sono conservati) e ai siti archeologici della Provincia.
L’evento è stato realizzato con il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus e del Consiglio Regionale della Lombardia e con il patrocinio di Camera di Commercio di Varese e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le provincie di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.
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