Per Grillo «l’Aids è una bufala» e per curarsi basta l’effetto placebo. Un consiglio: non ammalatevi

Tutte le bizzarre convinzioni del comico leader in materia di salute. «A cento donne su mille dicono che hanno un tumore ma non è vero»

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«L’Aids è una bufala». Lo diceva Beppe Grillo, una decina di anni fa, in uno dei suoi tour per l’Italia. «Prima scoprirono il virus, e poi ci voleva l’epidemia. Se no che cazzo di virus era?». Parole che sottintendono l’esistenza di un complotto sulla creazione dell’Aids, che girano nella “Rete” e che anche la Lega italiana per la lotta contro l’Aids ha chiesto a Grillo di smentire (da dieci anni s’attende risposta). Il leader di quello che, secondo gli ultimi sondaggi, è ormai il primo partito d’Italia non ci pensa proprio a correggersi.

HIV INVENTATO. Per Grillo, non c’è relazione fra Hiv e Aids. La «lobby» che produce la terapia di antiretrovirali «dove c’è la malattia non vende il farmaco, dove non c’è la malattia crea la malattia». Insomma la lobby inventerebbe la malattia per poi ricevere i finanziamenti per la cura. Abolirà gli antiretrovirali, il prossimo ministro della salute grillino?

CHIRURGIA PLACEBO. «Il 45 per cento dei farmaci che noi assumiamo», afferma Grillo, «non servono per la malattia che ci è stata prescritta. Funzionano per l’effetto placebo». L’effetto placebo non riguarda soltanto i farmaci, sostiene Grillo, ma addirittura  le operazioni chirurgiche. Nel caso delle operazioni per l’angina pectoris, assicura Grillo, la chirurgia placebo (aprire e chiudere il torace senza fare il bypass) funziona nel 100 per cento dei casi, mentre quella vera soltanto nel 75 per cento dei casi.

VACCINI INUTILI. «Là dove hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse, là dove non le hanno fatte le malattie sono scomparse lo stesso». I vaccini non servono, secondo Grillo, come dimostra il caso degli Stati Uniti la difterite e la poliomielite sono scese senza il bisogno di vaccinazione. Come nel caso dell’Aids, anche senza vaccinazione, l’incidenza delle malattie nella popolazione regredirebbe lo stesso, senza campagne di vaccinazioni.

CONVIVERE CON IL CANCRO. In Svizzera, sostiene Grillo, hanno scoperto che il cento per cento dei morti, a novant’anni, «tutti avevano un cancro alla tiroide, ma non erano morti di tumore alla tiroide». «Screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi». I test per i tumori sono pericolosi. «A cento donne su mille dicono che hanno un tumore ma non è vero». E come dimostra la ricerca svizzera sugli esumati novantenni, si può convivere con una malattia, anche con il cancro, morendo di vecchiaia.

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