Pasto buono, Lucchini: «È inutile che cerchino di inventare la ruota»

«Proprio in questi giorni abbiamo reso noto un dato significativo: più di un milione e trecentomila porzioni recuperate, cinquecentomila chili di pane e di frutta, perché rottamare la legge del “Buon Samaritano” se funziona?». Se lo chiede a Radio Tempi il direttore di Fondazione Banco Alimentare onlus, Marco Lucchini

Si è mosso anche il direttore della Caritas di Roma, mons. Enrico Feroci, per applaudire all’iniziativa della proposta di legge bipartisan, quella del “Pasto buono”, presentata al Senato italiano, martedì 4 ottobre, primo firmatario il senatore del PdL Luigi Grillo. Si tratta del problema del recupero del cibo in eccedenza, per poi distribuirlo ai più poveri, che da anni è regolamentato dalla “Legge del Buon samaritano”, scaturita dall’esperienza del Banco Alimentare e che i promotori di questa nuova iniziativa legislativa considerano non adeguata ad affrontare il problema. «Proprio in questi giorni abbiamo reso noto un dato significativo: più di un milione e trecentomila porzioni recuperate, cinquecentomila chili di pane e di frutta, sono stati recuperati, se bisogna rottamare una legge che funziona». Così un po’ meravigliato replica, ai microfoni di Radio Tempi il direttore di Fondazione Banco Alimentare onlus, Marco Lucchini.

I promotori di questa nuova legge hanno detto che mette in campo semplificazioni burocratiche non risolte dall’attuale legge.
Penso che chi l’ha proposta, e non sono i due politici primi firmatari, abbia in gestione società di ristorazione, con relativa distribuzione di coupon e ticket, e corra il rischio di essere frainteso in questo attivismo “no profit”.

Ma non è positivo che si muovano altri soggetti in questo campo?
C’è sempre del positivo ma è un po’ assurdo ergersi, oggi, a inventori della ruota di pietra, quando è stata inventata millenni fa.

C’è forse, al fondo, un problema di comunicazione?
Bisognerà sempre comunicare di più ciò che è bene. In questo caso chi ha proposto questa iniziativa conosce bene l’esperienza del Banco Alimentare, come noi conosciamo la sua. Resto perplesso per la richiesta di migliorare una cosa che già funziona molto bene: ventidue anni fa un professore della Cattolica mi confidò che, secondo lui, l’esperienza dei Banchi, sarebbe stata un “flop”. E oggi si può dire tutto tranne ciò.

Come lavora attualmente il Banco Alimentare?
Aver coinvolto più di 123 punti vendita nella grande distribuzione è un lavoro lungo, faticoso e paziente, ma anche opera di stima e competenza. Alle no profit che fanno sinergia con noi, non offriamo scatolette, ma vere e proprie porzioni confezionate. Quindi non capisco perché inventare qualcosa di nuovo, quando almeno questa volta la legge attuale funziona.

Anche dall’Europa, arrivano preoccupazioni per il Banco Alimentare.
Esatto, a giorni ci dovrebbe essere una dichiarazione in sede del Parlamento a Bruxelles per ribadire l’impegno degli Stati a confermare il fondo esistente che aiuta l’attività dei Banchi sul territorio europeo, che, se venisse a mancare, toglierebbe la capacità di aiuto immediato a circa 18 milioni di poveri, in attesa di cibo.

Appuntamento, quindi, al 26 novembre prossimo, per la tradizionale Giornata della Colletta Alimentare.
Con un invito a comunicare con sempre più passione tutto il lavoro che il programma Siticibo, con cui il Banco Alimentare mette in pratica la legge del “Buon Samaritano”, fa. Contattateci attraverso il nostro sito. Non abbiamo detto di no, mai, a nessuno!

Ascolta l’intervista integrale
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