Paritarie Roma. «Se chiudessimo il sindaco Marino saprebbe trovare una scuola ai nostri 830 alunni?»

Ancora proteste dopo la superbolletta sui rifiuti inviata dall’amministrazione capitolina. Intervista a suor Graziella, preside di una grande scuola non statale

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

scuola-alunni-shutterstock-78859288All’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice di Roma sono sempre stati fieri del gran numero di ragazzi frequentanti, di tutte le fasce di età. Solo che ora, a causa della decisione del comune di Roma di escludere le scuole paritarie dalle agevolazioni sulla tassa rifiuti, quel che è un vanto si trasforma in un problema. Perché più iscritti significa più rifiuti e più rifiuti significa più tasse. Per circa 830 ragazzi il conto da saldare al Comune di Roma si aggira intorno ai 30 mila euro, spiega suor Graziella, la dirigente scolastica, a tempi.it: «Un’ingiustizia di questo tipo non l’ho davvero mai subìta».

RAGAZZI DIVERSI. Poche parole che descrivono il sentimento di chi dovrà trovare il modo di saldare il conto: «Come al solito si mascherano dietro all’ideologia per colpire le scuole paritarie, che vengono trattate con disparità. Lo dico con cognizione di causa, e le faccio anche un esempio pratico. Lo scorso novembre era prevista un’alluvione a Roma, e in quell’occasione il Comune di Roma aveva chiuso le scuole. Ma solo quelle statali, perché alle paritarie era stata data la possibilità di scegliere, se chiudere o se tenere aperto. Mi scusi, ma la vita dei ragazzi che frequentano le paritarie vale meno? Perché avrei dovuto rischiare l’incolumità dei miei studenti? Ecco perché dico che vengono usati sempre due pesi e due misure. Eppure il contributo che diamo alla società è identico: anche noi formiamo gli adulti di domani».
Il trattamento è diverso perché le paritarie sono le scuole dei “ricchi”. «Come molti altri istituti – ribatte suor Graziella – cerchiamo di andare incontro alle famiglie che non possono permettersi la retta prevista. Abbiamo famiglie in cui uno o entrambi i genitori hanno perso il lavoro, cosa possiamo fare se non cercare di aiutarli accogliendo ugualmente i loro figli? Per di più, abbiamo istituito un fondo di solidarietà per aiutare questo tipo di famiglie, l’ultima volta è stata in occasione della Festa dei popoli, quando le mamme donavano fette delle proprie torte a fronte di un’offerta. Scuola paritaria vuol dire anche questo».

BENE DI TUTTI. «Le scuole paritarie non intralciano l’operato delle scuole pubbliche, anzi. Fanno addirittura risparmiare lo Stato, perché si amministra il personale in maniera autonoma. Nel nostro istituto contiamo circa 830 ragazzi, di ogni fascia scolastica. Il sindaco Marino vuol forse dirci che, se chiudessimo, saprebbe come far proseguire il loro percorso scolastico? Avrebbe le scuole statali nei quali dirottarli? Speriamo che l’amministrazione romana faccia un passo indietro. Ne va anche del suo bene».

Foto scuola da Shutterstock

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •