Nigeria. Carneficina di cristiani durante la Messa

Attaccata la chiesa cattolica di Saint Philip a Ozubulu nel sud est del paese. Il telegramma del cardinale Parolin, le preghiere del Papa

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Articolo tratto dall’Osservatore romano – Nuovo attacco a una chiesa cristiana in Nigeria. Durante la celebrazione della messa, ieri, nella chiesa cattolica di Saint Philip a Ozubulu (sud-est del paese africano), è avvenuta una carneficina. Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio e hanno iniziato a sparare sui fedeli. L’ultimo bilancio fornito dalle autorità, e confermato dalla France Presse, parla di almeno undici vittime e una ventina di feriti. La situazione, tuttavia, è ancora poco chiara. Ci sono altre fonti, come per esempio il britannico «The Guardian», che parlano addirittura di 48 morti e decine di feriti.

In un telegramma inviato a nome del Papa al vescovo di Nnewi, Paul Odili Okeke, il segretario di stato, cardinale Pietro Parolin, ha espresso solidarietà a tutti coloro che sono colpiti dalla tragedia. Papa Francesco — si legge nel testo — è «profondamente rattristato nell’apprendere la perdita di vite e i ferimenti causati dal violento attacco nella chiesa cattolica di Saint Philip a Ozubulu». Il Pontefice «estende le sue sentite condoglianze a tutti i fedeli della diocesi di Nnewi, in particolare alle famiglie dei morti e a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragedia». Per l’intera diocesi, il Papa «invoca la benedizione divina della consolazione e della forza».

Le forze di sicurezza hanno isolato l’area dove Willie Obiano, il governatore dello stato di Anambra, si è recato in visita per rivolgere un appello alla calma. Il governatore ha emesso un comunicato nel quale deplora «questa insensata violenza contro queste sfortunate persone». Il governatore ha incontrato le famiglie delle vittime e i sacerdoti e «ha visitato i feriti in ospedale dove ha promesso che Anambra sosterrà il costo del loro completo recupero» si legge nella nota. Il governatore ha disposto il rafforzamento dei controlli di sicurezza in tutto lo stato di Anambra.

Come detto, la dinamica dell’attacco non è stata ancora del tutto chiarita. In un primo momento si era parlato di un commando di almeno cinque uomini armati e con il volto coperto che, dopo aver fatto irruzione nell’edificio, avevano sparato a raffica sulla gente colpendo almeno un centinaio di persone. Successivamente le autorità locali hanno parlato di un solo assalitore, vestito di nero e con un casco in testa, che dopo aver individuato tra i fedeli un uomo che evidentemente conosceva, gli ha sparato a bruciapelo uccidendolo sul colpo. Poi, cercando di fuggire dall’edificio, l’assassino avrebbe continuato a sparare uccidendo e ferendo donne e bambini che partecipavano alla funzione. Un’ultima versione racconta di due killer in azione. Secondo fonti accreditate, si sarebbe tratto di un regolamento di conti locale e non di un attentato di matrice islamica come si temeva all’inizio. E infatti, l’attacco non è stato rivendicato.

In effetti, Ozubulu si trova nella zona centro-meridionale della Nigeria, lontano dal territorio controllato da Boko Haram, il famigerato gruppo terroristico che ha seminato morte e distruzione negli ultimi dieci anni. I jihadisti di Boko Haram agiscono soprattutto nel nord-est del paese.

Foto Ansa

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