A parlare di asse franco-tedesco sono solo i francesi. I tedeschi si guardano bene dall’appoggiare l'Eliseo quando si tratta di decidere sugli armamenti o sul Mercosur
Il presidente francese Emmanuel Macron con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Parigi, 7 maggio 2025 (foto Ansa)
Un destino cinico e baro sembra affliggere i più recenti summit franco-tedeschi: quello di Bresançon-Tolone di fine agosto si è tenuto una decina di giorni prima dell’8 settembre francese, cioè del voto di sfiducia all’esecutivo di François Bayrou che ha precipitato la Francia nel burrone di una crisi che non si vedeva dai moti del Maggio ’68; il penultimo, risalente al maggio 2024, si era svolto due settimane prima dell’annuncio da parte di Emmanuel Macron della dissoluzione dell’Assemblea nazionale a cui sarebbero seguite le indecisive elezioni politiche del mese di luglio.
La differenza tra Merz e Scholz
Una vera disdetta, proprio ora che a capo del governo tedesco è arrivato l’asserito francofilo Friedrich Merz, che appena ratificato cancelliere dal Bundestag (al secondo tentativo) si era recato in visita a Parigi. Tutt’altro uomo rispetto al suo predecessore, il socialdemocratico Christoph Scholz, talmente scettico rispetto alla possibilità di rimettere in funzione il motore...
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