Mandorlini deve dire che crede nei valori dello sport (e magari anche nella pace nel mondo)

Al tecnico del Verona comminata una squalifica assurda: dovrà affermare di credere nei valori dello sport. Viva la spontaneità

Qualcuno pagherebbe oro per poter assistere oggi stesso alle interviste che Andrea Mandorlini rilascerà il prossimo 2 febbraio, dopo la partita del suo Verona in casa della Reggina. C’è da sperare vivamente che la profezia Maya non s’avveri anche perché sarebbe punizione troppo ingiusta perdere uno spettacolo così raffinato: il rude Mandorlini, romagnolo spontaneo e diretto, a volte troppo, che ai microfoni di qualche emittente tv rinuncia a una bella frecciata all’arbitro per professare invece tutto il suo amore per il calcio, uno sport unificante tra i popoli e palestra di valori umani da insegnare ai più piccoli.

I VALORI DELLO SPORT.  La Commissione disciplinare del settore tecnico ha preso una decisione decisamente singolare nel comminare la squalifica al tecnico del Verona: le sue dichiarazioni lesive verso la città di Livorno gli sono costate 4 turni di stop e l’obbligo di affermare nelle interviste pre e post gara, per almeno 7 partite, di credere nel rispetto dei valori sportivi. Sentenza strana, concordata insieme allo stesso allenatore inseguito al suo patteggiamento, arrivata dopo quanto successo in occasione della partita coi labronici, ma non solo. Da tempo per gli organi dirigenziali Mandorlini è un problema, per quel modo di fare sempre sopra le righe: la lista di episodi è varia, e va dal coro “anti-meridionale” intonato alla presentazione ufficiale degli scaligeri del 2011 alle corna mostrate ad un tifoso del Cittadella poche settimane fa. Ma la punizione accordatagli lascia certo tanti dubbi: a cosa può servire?

LA FILASTROCCA. Certo non a far cambiare idea a Mandorlini, come detto uno duro e puro, dal carattere tante volte istintivo e schietto, cui toccherà per 7 settimane ripetere come una filastrocca la litania cui è stato condannato, la pena alternativa socialmente utile da espiare: «Credo nel rispetto dei valori sportivi e nella funzione di unificazione sociale del calcio». Wow, che messaggio sincero, sentito, detto col cuore in mano. I buonisti del nostro sport più popolare si sentiranno finalmente la coscienza a posto, perché anche quell’allenatore “bruttosporconerocattivo” avrà fatto pubblica ammenda delle sue colpe. Ma siamo sicuri che ai ragazzini che per caso si dovessero trovare di fronte alla tv in quel momento non venga più il rigetto per la bella scenetta dietro cui si nasconderà un mondo del pallone così falso e vuoto?

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