Luca Barisonzi, le ferite di guerra e la voglia di vivere

Luca Barisonzi ha poco più di vent’anni, è un alpino ed è stato ferito in Afghanistan. Sono stato a trovarlo in ospedale e ho visto un ragazzo paralizzato che ha ancora voglia di sorridere e di vivere

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Lo scorso 17 marzo, anniversario dell’unità d’Italia, sono andato, in divisa da City Angel, insieme a un assessore, a un generale dell’esercito e al capitano della squadra di basket di Milano, a trovare in ospedale Luca Barisonzi, alpino ferito in Afghanistan.  Sapevo che il militare, 21 anni, è stato salvato per miracolo. E che è paralizzato, inchiodato su una carrozzina. Pensavo che avrei trovato un ragazzo cupo, depresso. Forse disperato. Invece ho conosciuto un giovane pieno di vita. Che mi ha confidato la sua voglia di lottare. Di credere nei suoi progetti. Di continuare ad amare la vita. Nonostante tutto.

 

Mentre stavo parlando con Luca un altro degente, anche lui in carrozzina ma con le braccia ancora buone, è passato lì accanto. Dai, venite a trovare anche noi che siamo nell’altro reparto, ha detto. Siamo andati. Stavolta le persone immobili erano una decina. Anche loro, come Luca, sorridenti. Anche loro con tanta voglia di andare avanti. 
Un quarantenne mi ha raccontato la sua storia. Un incidente d’auto, la colonna vertebrale lesionata. E la sedia a rotelle. Da due mesi è in ospedale. Tra poco tornerà a casa. Ci sono cose nella vita che non puoi cambiare, mi ha detto. Le puoi solo accettare. All’inizio ti pesano. Poi le accetti. Anche se non ti piacciono. Se resisti soffri di più. Tanto vale accoglierle. E cercare di trarne il meglio. Io, con il corpo sano, mi sono sentito piccolo accanto a lui.

 

Non so come reagirei se dovessi finire come quelle persone. Se non potessi più alzarmi. Penso che cadrei in una profonda depressione. Mi cadrebbe il mondo addosso. Forse mi passerebbe la voglia di vivere. O forse no. Forse è proprio in quei momenti che ti accorgi di quante risorse nascoste si trovano nella tua anima. Risorse che non sapevi di avere. E che ti aiutano nel momento del bisogno. Come qualcuno che sta in alto. Di cui troppo spesso ci dimentichiamo. Ma è lui, in quei momenti, a ricordarsi di noi.
 

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