L’Europa può. L’Europa deve

Educazione, vita, famiglia, sussidiarietà, trasporti, immigrazione. E il rilancio del riconoscimento delle radici cristiane

Egregio direttore, qualche mese fa ho avuto l’onore di essere intervistato dalla sua rivista e desidero ribadire il mio impegno per promuovere in Europa la libertà di istruzione che le scuole paritarie italiane garantiscono al nostro sistema scolastico.

Non è solo una questione di risparmi per lo Stato, ma di principio di sussidiarietà tanto necessario in un tempo di disintermediazione a tutti i livelli.

La famiglia deve avere la possibilità di dare la miglior istruzione ai propri figli senza doversi fare un mutuo per questo.

Famiglia tanto dileggiata quanto sbandierata che ha bisogno di interventi strutturali e duraturi, orientati alla complessità di questa “cellula della società” e che, se sostenuta, garantisce maggior equità, costruisce ponti tra le generazioni, conserva la storia e la tradizione di un popolo, garantisce il futuro dei giovani e si prende cura dei soggetti più deboli e vulnerabili.

Per questo ho sottoscritto i manifesti di FAFCE (FEDERATION OF CATHOLIC FAMILY ASSOCIATIONS IN EUROPE), quello di Citizen Go, e di Provita & Famiglia. Tutti a sostegno della famiglia, della maternità, della libertà educativa.

Ma la famiglia si sostiene anche con adeguate politiche occupazionali, non certo con interventi individualisti come il reddito di cittadinanza. E le imprese italiane hanno bisogno di infrastrutture adeguate.

Per questo, forte della mia esperienza amministrativa prima, e di eurodeputato poi, mi impegnerò sul fronte infrastrutturale. Non c’è solo la Tav, bloccata scandalosamente da questo Governo, ma tutta una serie di corridoi transnazionali e interni da sostenere a tutti i livelli istituzionali. 

In riferimento al collegio del NordEst, penso alla terza corsia sull’A22 o all’allargamento dell’A4 con una rimodulazione dei caselli, alla Nogara – Mare, opera che favorirà l’autostrada Tirreno – Brennero.

In Europa mi sono battuto e continuerò a farlo – se avrò nuovamente la fiducia degli elettori – per l’inserimento nella programmazione comunitaria di uno sbocco a nord per il Veneto, meglio nota come Venezia-Monaco, la nuova Treviso Mare e la Romea Commerciale, arterie fondamentali per garantire trasporti fluidi ed efficienti.

I collegamenti vanno però intesi nell’ottica dell’intermodalità. Da qui un riferimento anche al traffico aereo: occorre sviluppare ulteriormente la sinergia tra gli scali di Brescia e Verona, riaffermando la centralità dell’area sia per il trasporto passeggeri che per quello merci.

Mi consenta anche una riflessione di carattere politico. Romano Guardini si interrogò sul compito e il destino dell’Europa. Ne “Europa, compito e destino” scrisse che “all’Europa autentica è estraneo l’ottimismo assoluto, la fede nel progresso universale e necessario. […] nella sua coscienza c’è certamente la forma mitica di Prometeo, ma anche quella di Icaro”. 

Sento di poter fare mie queste parole, e l’affermazione del Guardini secondo cui la vocazione dell’Europa è “la critica della potenza”. Questa Europa sembra lontana dal criticare la potenza dell’uomo sull’uomo quando i vari Stati legittimano sentenze che aprono all’utero in affitto, al far morire di fame e sete i tanti Eluana Englaro, Vincent Lambert, Charlie Gard, considerando i più deboli merce di scarto e un costo per il welfare sanitario ormai al collasso, causa inverno demografico. 

Sembra lontana se guardiamo all’Europa che si gira dall’altra parte di fronte ad un Mediterraneo e ai Balcani che richiedono una visione comune e compatta per contrastare l’immigrazione incontrollata, frutto anche di guerre volute nel nome dell’esportazione di democrazia, ma nei fatti per mascherare interessi nazionalisti. 

E come Guardini sono preoccupato che l’Europa possa mancare la sua ora. E’ per questo che ho aderito convintamente, assieme a Raffaele Fitto e ai tanti che in questi mesi si stanno avvicinando, al progetto di Giorgia Meloni nella famiglia europea dei Conservatori e Riformisti. Fratelli d’Italia è destinata ad essere la comunità politica dei moderati italiani, senza fare sconti agli estremismi, ma certa che il compito particolare dell’Europa è quello di essere il faro di civiltà che nasce da un fatto ben preciso: l’avvento del cristianesimo che ha assunto il grande patrimonio filosofico e giuridico dell’antica Grecia e dell’Impero Romano. Per questo dobbiamo rilanciare con forza il riconoscimento costituzionale delle origini cristiane dell’Europa.

Remo Sernagiotto

Eurodeputato del gruppo Conservatori e Riformisti, candidato alle elezioni del 26 maggio per il Parlamento Europeo nella lista Fratelli d’Italia, circoscrizione NordEst.