«La legge sull’omofobia non può diventare un bavaglio contro la libertà di opinione e pensiero»

Non si può parificare chi commette violenze contro gli omosessuali con chi si limita a sostenere le proprie idee. Le parole del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri

Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, intervistato oggi da Avvenire, interviene sulla proposta di legge sull’omofobia, rilevando il rischio che essa faccia nascere nuovi tipi di discriminazione, divenendo un «bavaglio contro la libertà di opinione» e un «limite alla libertà delle confessioni religiose».

VIOLENZE E OPINIONI. Ferri dice che è giusto «dire sì alla tutela dei diritti degli omosessuali perché le discriminazioni vanno combattute, ma bisogna stare attentissimi a salvaguardare la libertà di pensiero, che resta un principio fondamentale della nostra Carta Costituzionale». Intervenire con lo strumento penale sulle opinioni «è sempre un rischio». Perché potrebbe accadere che diventi reato essere contrari al matrimonio tra omosessuali. «Né tantomeno si può parificare  – spiega Ferri – chi commette violenze contro gli omosessuali a chi, per motivi religiosi o culturali, si limita a sostenere che diritti propri della famiglia tradizionale non possono essere estesi ad altre forme di unione».

LIBERTA’ DI RELIGIONE. I margini di manovra del Governo, spiega il sottosegretario, non sono ampi, ma a suo dire basta farsi guidare «dal rispetto della Costituzione, la quale all’articolo 3 sancisce la difesa delle diversità e la pari dignità sociale di tutti i cittadini davanti alla legge. Bisogna stare attenti ad evitare di introdurre un testo normativo che, restringendo indebitamente la libertà di manifestazione del pensiero, potrebbe arrecare un significativo vulnus all’articolo 21 della Carta che garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Auspico che si arrivi a un equilibrio tra principi evitando che, per punire condotte discriminatorie nei confronti degli omosessuali, vengano pregiudicati altri valori, anch’essi costituzionalmente rilevanti. Tra questi vi è, innanzitutto, e come già detto, la libertà di manifestazione del pensiero, principio imprescindibile per qualsiasi sistema autenticamente democratico; ma vi è anche la libertà di religione, che la nostra Costituzione prevede specificando anche che si tratta di un diritto che comprende anche quello di “fare propaganda” liberamente della propria fede religiosa e di professarla “in qualsiasi forma”. Un diritto che potrebbe essere irragionevolmente limitato dalla introduzione di fattispecie penali che incriminassero condotte di mera propaganda di idee».