Land of Mine, la guerra raccontata senza fronzoli né retorica

In questo film non ci sono buoni e cattivi, solo la quotidiana lotta con la propria coscienza ben sintetizzata da una domanda che si fa strada, bomba dopo bomba

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Fine Seconda Guerra mondiale, prigionieri tedeschi sono costretti a sminare le spiagge della Danimarca.

Storia terribile e vera su quello che la guerra provoca e cioè cinismo e delusione rispetto alla vita.

Alla fine della guerra i danesi fanno la conta dei propri morti e pure quella dei prigionieri, tantissimi tedeschi, tantissimi giovani e giovanissimi che saranno costretti a sminare migliaia di bombe nascoste sotto la sabbia per centinaia di chilometri di costa. Un sergente dei paracadutisti danesi, uno tutto d’un pezzo, ruvido e incazzato col nemico, si ritrova a comandare un gruppo di ragazzini o poco più, spaventati e costretti al macello.

Bel film che racconta la guerra senza fronzoli né retorica, come un tempo in cui, al di là degli schieramenti, si può decidere per il bene.

Non ci sono buoni e cattivi, solo la quotidiana lotta con la propria coscienza ben sintetizzata dalla domanda che si fa strada, bomba dopo bomba, nel cuore del ruvido sergente: davvero questi ragazzi sono miei nemici?

“Land Of Mine. Sotto la sabbia”, di Martin Zandvliet

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