La repubblica tecnologica e la tentazione dell’antipolitica
Ho letto con grande interesse il saggio di Sergio Belardinelli su Peter Thiel. Colpisce il modo in cui viene ricostruita la sua teologia politica: l’intreccio tra Schmitt, Strauss, Girard, l’11 settembre, l’Anticristo, il katechon e la potenza ambigua della tecnologia contemporanea. È una lettura suggestiva e convincente. Thiel appare come una figura che interpreta la crisi dell’Occidente non soltanto in termini geopolitici o tecnologici, ma addirittura escatologici: la modernità liberale avrebbe rimosso in modo fallimentare la violenza, la natura umana e il problema del male; e l’apocalisse tornerebbe sotto forma di intelligenza artificiale, guerra e disordine globale.
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