La nuova missione dei giudici giustizieri ora che lo Stato non ha più vertebrazione
ArticoloĀ tratto dal numero di Tempi in edicolaĀ (vai alla pagina degli abbonamenti)
Tra ā92 e 2011 (con la coda della Cassazione su Silvio Berlusconi) parte della magistratura ha voluto condizionare la politica. Oggi il nucleo centrale di toghe che ha dato ottime prove di sĆ© in anni recenti contro āndrangheta e camorra e ha rapporti stretti con lāFbi, non pare più preoccuparsi della politica: la sua missione ĆØ amministrare in logica imperiale uno Stato senza più vertebrazione.
Lāāamministrazioneā riguarda per prima cosa lāeconomia (cosƬ i lavori pubblici, ma con il nuovo āfalso in bilancioā lāintervento ĆØ āgeneraleā) e richiede coperture ideologiche tipo lo slogan ātutta lāItalia ĆØ mafiaā: dalla Lombardia, a Roma, allāEmilia. Rispetto agli anni Novanta le toghe āamministratriciā sono razionali, lontane da tesi rivoluzionarie. Certo svuotano lāidea di uno Stato con unāanche relativa autonomia: il governo Renzi diventa quasi un portavoce con scelte sulla giustizia (vacanze togate o responsabilitĆ civile) che suscitano le proteste dei āsindacalistiā come Rodolfo Sabelli mentre coprono i consistenti trasferimenti di potere alla magistratura.
E cosƬ le superinchieste recenti riguardano più i rapporti tra magistrati che quelli con una politica svuotata. Il caso Montante-Helg ĆØ più unāoperazione contro i pm ā che con i moralizzatori-moralizzati confindustriali avevano rapporti stretti ā che unāinchiesta politica: e chi volesse pensare male collegherebbe alla vicenda lāaccusa di abuso dāufficio nei confronti di Antonio Ingroia o la richiesta di trasferimento di Nino Di Matteo. Anche il caso Incalza mi pare riguardi al fondo la successione alla procura di Milano, dove lāala violantiana ha ormai scarse chance, e lāinterdizione alla āsconfittaā Ilda Boccassini a trasferirsi a Firenze.
Restano poi i magistrati eroici che si comportano come se ci fosse ancora uno Stato italiano: cosƬ pure le toghe di Md che preferiscono ā tra insulti ā sui reati berlusconiani la legge piuttosto che arrendersi alla propaganda. Forse però ciò ĆØ possibile perchĆ© il leader di Forza Italia ĆØ considerato fuori gioco.
Foto Ansa
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