La legge filippina su aborto e contraccezione è stata fermata della Corte Suprema

La norma sulla pianificazione familiare non può più entrare in vigore. Rimarrà bloccata per favorire un’ulteriore discussione che avrà luogo il 18 giugno prossimo

È arrivato ieri lo stop della Corte Suprema delle Filippine all’attuazione della legge definita della “Salute riproduttiva” (Reproductive Healt), che non solo rende legale la vendita di contraccettivi e abortivi, ma che non tiene conto dell’obiezione di coscienza. La legge, permettendo il controllo delle nascite, fa da preludio a una vera e propria normativa favorevole all’aborto, ed è stata condannata sia dalla Chiesa cattolica sia da altre istituzioni. Con la decisione della Corte la norma non può più entrare in vigore il 31 marzo, giorno di Pasqua, come previsto. E rimarrà bloccata per favorire un’ulteriore discussione che avrà luogo il 18 giugno prossimo.

OBIEZIONI. Diverse obiezioni di natura costituzionale sono già state depositate presso la Corte. Il direttore della Human Life International nelle Filippine, Rene Bullecer, e il direttore regionale per l’Asia, Ligaya Acosta, hanno reagito con gioia e speranza alla notizia. Entrambi influenti oppositori del disegno di legge per oltre 14 anni, hanno commentato chiedendo ancora preghiere come già fatto in passato. «Con la grazia straordinaria di Dio, la Corte Suprema delle Filippine, con un voto di 10 a 5, ha emesso un ordine restrittivo provvisorio contro la legge sulla salute riproduttiva! Ringraziamo i nostri sostenitori in tutto il mondo che stanno pregando per noi e per le Filippine», ha detto Acosta. Spiegando che la gioia è ancora più grande «in questo giorno di festa del nostro amato san Giuseppe, protettore delle famiglie e protettore della Chiesa», e di insediamento «del nostro nuovo amato papa Francesco!». E quindi la richiesta: «Per favore, continuate a pregare per noi perché anche noi continuiamo a dare battaglia senza sosta, contro questa legge deplorevole che è stata imposta al popolo filippino. Preghiamo fervidamente che tale sospensione possa essere resa permanente»

«GRAZIE A SAN GIUSEPPE E ALLE PREGHIERE». Anche Bullecer ha parlato dell’intercessione del santo: «Ringraziamo San Giuseppe, protettore della Chiesa universale per la sua intercessione, e che questa decisione favorevole sia stata presa oggi, il giorno della sua festa», ha detto il dottor Bullecer, spingendosi più in là in vista delle elezioni politiche del 13 maggio. «Abbiamo ancor più bisogno di riunire le nostre forze e di focalizzarci sull’elezione di deputati e senatori difensori della vita», perché «se siamo in grado di eleggere i legislatori di questo genere, siamo certi dell’abrogazione della legge sulla “salute riproduttiva”, anche se il 18 giugno non dovessero prevalere le ragioni in difesa della vita, e saremo sicuri che le proposte sul divorzio, l’aborto e i matrimoni omosessuali saranno bocciate».