La Cina potrebbe dire addio alle bacchette di legno

Le bacchette di legno, simbolo dell’alimentazione asiatica, aumentano la deforestazione e l’inquinamento. Forchette e coltelli in metallo potrebbero essere la soluzione secondo Bo Guanxin.

Bo Guanxin, presidente di una società statale di lavorazione del legno in Cina, ha spiegato davanti all’Assemblea nazionale del popolo che è arrivato il momento di un cambiamento epocale. Le bacchette di legno dovranno essere sostituite con forchette e coltelli per salvaguardare le foreste.

OTTANTA MILIARDI DI BACCHETTE. Dopo le notizie riguardanti i preoccupanti livelli di inquinamento dell’aria, così forti da incentivare la vendita di lattine di “aria pulita”, e la tossicità del Fiume azzurro, arriva un’altra pessima notizia per l’ambiente cinese. La crescente prosperità del paese e della popolazione fa sì che ogni anno debbano essere prodotte 80 miliardi di coppie di bacchette usa e getta per mangiare. Nel corso degli ultimi 4 mila anni i cinesi hanno mangiato con bacchette di legno ma secondo il signor Bo è necessario abbandonarle per forchetta e coltello.

VENTI MILIONI DI ALBERI IN MENO. Un albero cresciuto al punto giusto, infatti, fornisce circa 4 mila paia di bacchette all’anno e la Cina a questo scopo ha abbattuto 20 milioni di alberi solo l’anno scorso. «Se invece che gettarle via, avessimo ammassato le bacchette usate in piazza Tienanmen, l’avremmo coperta con 360 strati di bacchette» ha detto Bo, che ritiene il ritmo insostenibile per le foreste di tutto il mondo. Dal 2006 il prezzo delle bacchette è salito del 5 per cento, ma non ne ha scoraggiato l’utilizzo. Nel 2001, la Cina ha acquistato dalla Gran Bretagna 180 milioni di metri cubi di legname per le bacchette. Il 10 per cento del legno che arriva in Cina proviene da fonti illegali, per questo Bo ha proposto di cambiare le usanze cinesi. Una proposta nobile ma è difficile che la Cina si pieghi alle usanze occidentali dopo 4 mila anni di storia.