Contenuto riservato agli abbonati

Cinema Fortunato

“L’amore sta bene su tutto” tranne quando è tutto già visto

Di Simone Fortunato
22 Maggio 2026
La commedia a episodi di Morelli naufraga nel mare del ritrito. Non molto meglio “Cut! - Zombi contro zombi”. Solidi invece il politico “Garage Olimpo” e l’esistenziale “La notte del 12”. I film della settimana
Fotogramma del film “L’amore sta bene su tutto” di Giampaolo Morelli

Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.

Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante

L’amore sta bene su tutto ★

Di Giampaolo Morelli
Dove vederlo: al cinema

Debole commedia a episodi che ricalca il già non memorabile Manuale d’amore. Molto frammentario e molto, troppo vario nella recitazione, il film di Giampaolo Morelli è troppo schiacciato rispetto al modello originale e anche ai dimenticabili titoli precedenti, L’amore e altre seghe mentali in testa. L’idea è quella di raccontare l’amore dal punto di vista di più personaggi in varie stagioni della vita, strizzando l’occhio un po’ alla commedia all’italiana e evitando la comicità di grana grossa. Dichiarazione d’intenti apprezzabile che però naufraga nel mare del già visto, a partire dalla locandina che è in tutto e per tutto uguale a decine di scialbi film italiani del genere, tra mestoloni di sentimentalismo esasperante e dialoghi superficiali. Non ce la faccio più a vedere ’ste cose.


Fotogramma del film “Garage Olimpo” di Marco Bechis

Garage Olimpo ★★★★

Di Marco Bechis
Anno di uscita: 1999
Dove vederlo: Mymovies One

Solido film di denuncia, uno dei primi a raccontare la vicenda dei desaparecidos argentini. Buenos Aires, 1978. Una maestrina neppure ventenne viene prelevata da casa da uomini in borghese e trasferita al Garage Olimpo, una struttura in cui altri sventurati subiscono torture prima di una morte terribile. Adattando in parte una vicenda autobiografica, Marco Bechis realizza la prima parte di un dittico sulla dittatura argentina: il film successivo, Hijos, è meno riuscito e sconfina un po’ nel melodramma. Qui invece convince per la brutalità della messa in scena, per l’abbandono di qualsiasi commento all’azione e per il doppio punto di vista sui fatti, quello della maestra e quello di Félix, uno degli aguzzini, che si innamora della ragazza e forse potrebbe cambiare vita. Sobrio, senza fronzoli, con un finale memorabile e terribile al tempo stesso. Uscì nei cinema a fine anni Novanta e segnò l’inizio di tutta una serie di film che cercarono di rappresentare quella lunga e dolorosa vicenda, buon ultimo il brasiliano Io sono ancora qui.


Fotogramma del film “La notte del 12” di Dominik Moll

La notte del 12 ★★★

Di Dominik Moll
Anno di uscita: 2022
Dove vederlo: Chili

Notevole thriller esistenziale. Si parte in zona Twin Peaks. La provincia francese, quieta e tranquilla, è sconvolta dall’efferato omicidio di una ventenne. Dominik Moll, che ha una buona mano nel dirigere noir e affini, punta tutto sull’atmosfera sospesa e sui bei ritratti dei poliziotti alle prese non solo con un’indagine più grande di loro ma anche con traumi esistenziali decisamente più grandi di ogni indagine. Così il film lascia tante storie aperte e non ne chiude nemmeno una. Non è un difetto, ma una scelta consapevole. La vita è piena di strade senza uscita, vuoti che non possono essere colmati, sentieri lastricati da buone intenzioni che non portano a nulla. Ben diverso, insomma, dagli happy end forzati di certo cinema americano e finto. Siamo un po’ tutti inadeguati di fronte al male degli altri, e anche davanti al nostro.


Fotogramma del film “Cut! - Zombi contro zombi” di Michel Hazanavicius

Cut! – Zombi contro zombi ★★

Di Michel Hazanavicius
Anno di uscita: 2022
Dove vederlo: Prime Video

Una troupe cinematografica deve girare un film di zombie quando viene attaccata da zombie veri. Poco più che un divertissement, che peraltro ha avuto persino l’onore di aprire l’edizione di Cannes 2022. Michel Hazanavicius, che vinse cinque Oscar per il bel The Artist, gioca con il cinema ma il giochino è un po’ asfittico. Intanto perché scopiazza spudoratamente un film giapponese di qualche anno prima: chiaro che si dica che questo è un remake, ma l’operazione è molto paracula, sia per lo spreco del cast impegnato in una storia minima, sia per l’esborso produttivo notevole e abbastanza ingiustificato. Insomma, Hazanavicius non ha mai brillato per coerenza interna: alterna film d’autore e di grande impatto visivo come il già citato The Artist e il sofferto The Search con minchiate totali come il terribile Il principe dimenticato.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.