In viaggio con le reliquie dei coniugi Martin

Il libro di Fabio Cavallari racconta il viaggio attraverso l’Europa delle reliquie dei santi genitori di santa Teresa di Lisieux

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Immaginate di essere in coda in un bar per ordinare un panino e vi sentirvi rivolgere questa domanda: «Tu saresti disponibile ad andare a prendere le reliquie dei coniugi Zelia e Luigi Martin a Marsiglia, il primo ottobre, e portarli a Roma in Vaticano? È necessario lasciarle lì sino al 24 ottobre, poi assieme dobbiamo ricondurle a Lisieux. Io ti seguirò con la mia auto, che conterrà un’altra urna, quella di santa Teresa, loro figlia. Che ne dici?». Difficile dire di no. È successo questo ad Alberto Pezzi e a sua moglie Raffaella, mentre stavano ordinando un panino in uno dei tanti affollati baretti del Meeting di Rimini. A porre loro la domanda, aspettandosi una risposta affermativa scontata, è stato padre Antonio Sangalli, carmelitano scalzo e vice postulatore.

UN VIAGGIO SPECIALE. Fabio Cavallari, giornalista e scrittore, ha voluto narrare questo viaggio avventuroso verso Roma nel libro Uomini e donne in cammino (La fontana di Siloe, 10 euro, 112 pagine). Pagina dopo pagina, lo scrittore vuole introdurre il lettore a comprendere la semplicità dei Martin, diventati prima beati grazie a papa Benedetto XVI nel 2008 e poi santi nell’ottobre del 2015 secondo volere di papa Francesco.
Cavallari fa parlare direttamente Pezzi, nel turbinio di commozione di essere diventato un autista speciale, che trasporta le reliquie di due santi. L’autore lascia le proprie riflessioni come contorno, come se lui e Pezzi stessero conversando tra loro.

CONTRIBUTI SPECIALI. A completare il racconto di Cavallari c’è la prefazione di Marina Corradi, che sottolinea la bellezza di una canonizzazione di coppia, la prima volta nella storia, come se a essere sacro fosse il loro stesso matrimonio. In un tempo, invece, in cui l’istituzione di questo sacramento è in crisi. A chiudere il volume la postfazione di padre Sangalli, che fa notare come sia interessante che la voce narrante del racconto, Cavallari, si dichiari non credente, eppure rimanga sempre rispettoso della fede di chi si mette in fila per dire una preghiera veloce di fronte all’urna dei coniugi Martin.

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