Il vago sentore di vanità al macero. In diretta
«Le buone maniere sono come la legge finanziaria: non sono a budget infinito». La storia di ogni storia, meme, reel, selfie, diretta streaming, l’onnipresenza dell’ossessione visualizzante e visualizzata è tutta nell’esergo, spedito e impertinente di Guia Soncini che, a suo parere, a partire dal 2010 individua nel processo di conglobazione della realtà da parte dei social media il deperimento conclamato delle buone maniere. La postura letteraria non si perita di sollecitare risposte o evocare reazioni (peggio ancora gesti concreti), non cede ad alcuna tentazione d’inarcare il registro retorico, ma, semplicemente, circumnaviga la lancinante perdita del margine, della messa in forma, del tra le righe, del canone del Bel Novecento. Da fare uscire fuori dai gangheri anche l’ultimo dei TikToker, quanto a senso d’impotenza e scarsa presa dentro e fuori dalla piattaforma, con le sue metriche visive, il traffico conversazionale, nel presente oggettivo che, invece, è iperreale, al pari di tutti di tutta la sfera mediale postmoderna.
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