“I Borgia” in tv: intrighi, sesso, sangue. Questa, però, è la storia vera

Su La7 trasmessa la fiction su papa Alessandro VI. Un concentrato di inesattezze e omissioni. Lo storico Cardini contro il «brutto pasticciaccio televisivo»

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I Borgia, serie tv incentrata sulla storia di Rodrigo Borgia, poi papa Alessandro VI, è una serie tv che domenica ha iniziato a essere trasmessa su La7. Intrighi, sesso, sangue. Un mix che ormai funziona molto bene sul piccolo schermo e che spesso è premiato dagli ascolti. Sabato su Avvenire lo storico Franco Cardini ha però voluto mettere in guardi i telespettatori sulle numerose inesattezze, errori e calunnie contenute nella serie, che ha in Jeremy Irons-papa Borgia il suo protagonista principale.
«Sangue e sesso nel XV-XVI secolo: che volete di più?», ironizzava Cardini. «Con i soliti luoghi comuni, in parte puramente calunniosi, in parte spezzoni di verità cronistica montati alla rinfusa e cuciti insieme per squadernarci davanti una storia vista dal buco della serratura, tutta vizio prepotenza e intrighi, in cui non ci si cura affatto di situare quel che si narra nel contesto degli eventi e nel quadro socio culturale del tempo».

LEGGENDA NERA. Secondo Cardini «fu purtroppo un grande storico dell’Ottocento, Ferdinand Gregorovius, ad impiantare solidamente la “Leggenda nera” della grande famiglia aragonese legittimando l’idea, largamente inesatta, che le sue vicende tra il papato di Alessandro (1492-1503) e la morte di Lucrezia (1519) fossero solo una lunga sequenza di infamie. Scompare, nel polpettone televisivo, qualunque altro aspetto: la lungimiranza teologica e disciplinare del pur non a torto discusso papa Alessandro VI, di recente sottolineata anche da una bella pubblicazione scientifica dell’Istituto storico italiano per il Medioevo presieduto da uno studioso come Massimo Miglio».

PECCATORE, MA ANCHE RIFORMATORE. Di certo papa Borgia non fu uno stinco di santo. «Fu senza dubbio uomo del suo tempo – scrive Cardini -, con tutto il peso morale che ciò può comportare: e peccatore fin che volete. Ma fu anche un papa straordinario: avviò la riforma degli ordini religiosi, mostrando di aver compreso i mali della Chiesa del tempo (quelli che avrebbero condotto alla rivolta di Lutero); sistemò la contesa ispano-portoghese dopo la scoperta del Nuovo Mondo, imponendosi per una versione equilibrata del problema. Fu uno statista accorto che, riordinando l’amministrazione, le finanze e l’istituzione dello Stato della Chiesa e ponendo fine a molti abusi, dette da competente un energico impulso agli studi di diritto canonico, necessario per il riordino della gerarchia; fu paziente perfino dinanzi agli attacchi di Gerolamo Savonarola, che infatti fu vittima degli odii delle fazioni fiorentine più e prima che della sua volontà. Ma nella serie tv scompaiono anche (oltre all’abilità e al cinismo) le lucide dosi politiche e diplomatiche di Cesare, il “Principe Valentino”; l’intensa e ricca vita spirituale di Lucrezia nella seconda parte della sua esistenza, quando come duchessa di Ferrara fornì prove di generosità e di autentica pietas religiosa che sono state sottolineate da un’altra studiosa, Gabriella Zarri. Infatti Lucrezia morì nella fede, terziaria francescana e amica dei poveri».

ERRORI. Nella riduzione televisiva «tutto viene macinato e sepolto nella valanga di luoghi comuni e calunnie, che per giunta — c’è da giurarci — saranno salutate come oro colato da un branco di teledipendenti». Ma, nota cardini, la fiction è anche piena di errori: «A proposito del Nuovo Mondo da poco allora scoperto, si parla tranquillamente di «America» (entrato in uso solo a partire dal 1507, in seguito alla pubblicazione della Cosmografiadel geografo Martin Waldseemüller); il povero Gerolamo Savonarola viene arso sul rogo a Roma anziché a Firenze; Jem Sultan, uno sfortunato pretendente al trono ottomano venuto in Europa a cercare aiuto contro il fratello e rivale Bajezit e morto di polmonite nel 1495 a Napoli dove si trovava ospite — ostaggio di Carlo VIII — viene fatto uccidere dal malvagio pontefice, ovviamente col veleno. E mi fermo qui. Ma, a proposito di veleni, in questo brutto pasticciaccio televisivo ce ne sono davvero tanti».

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