House of Cards, Kevin Spacey si concede solo agli utenti Netflix

Il colosso dello streaming a pagamento made in Usa lancia la prima serie tv per Internet. Il protagonista è Kevin Spacey e la puntata pilota è diretta da David Fincher.

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Mentre in Italia si prova, con qualche timidezza e scarsi mezzi, a sperimentare nuove forme seriali servendosi della rete (il miglior esempio in questo caso è Days: The Crossmovie), in America Netflix, colosso dello streaming a pagamento, lancia la prima serie tv prodotta internamente. Non un progetto low cost da lanciare sul portale per sperimentare il gradimento degli utenti, ma una mega produzione da cento milioni di dollari. Questo è il costo di House of Cards, serie tv con protagonista (e produttore esecutivo) Kevin Spacey, che dal 1° febbraio è disponibile per tutti gli abbonati al servizio on demand di Netflix.

POLITICA. La serie è basata sull’omonimo romanzo dello scrittore Michael Dobb e sulla serie inglese del 1990 con Ian Richardson. Spacey è Frank Underwood, politico che in campagna elettorale sostiene Garrett Walker, che riesce a vincere le elezioni e diventare Presidente degli Stati Uniti. Underwood dovrebbe ora essere nominato Segretario di Stato, ma la promessa non viene mantenuta e da quel momento l’unico obiettivo di Underwood è la vendetta. Tredici gli episodi della prima serie, già interamente a disposizione dei trentatré milioni di utenti Netflix. In America si parla già di rivoluzione, gli utenti sembrano gradire e vertici dell’azienda produttrice aspettano la consacrazione finale. Purtroppo in Italia la serie tv – che si avvale della regia di David Fincher per l’episodio pilota – è destinata a rimanere un’utopia. Netflix in passato ha già espresso il suo desiderio di aprirsi a nuovi mercati, Europa compresa, ma per il momento tutto rimane com’è e a noi non resta che aspettare (o cercare modi poco ortodossi per guardare Kevin Spacey in azione).

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