Giannino, adozioni gay: «Tuteliamo i bambini, ma non sono contrario. Amore ai figli anche in un’altra famiglia»

Il leader di Fare ha spiegato che «io capisco e pratico la famiglia tradizionale, ma ho l’idea che l’amore possa essere dato ai figli anche in un’altra famiglia».

Oscar Giannino, intervenendo ieri sera alla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24, ha risposto a una domanda sulla possibilità per le coppie omosessuali di adottare dei figli: «Prima –  ha detto – definiamo le tutele per i bambini, poi procediamo. Noi non abbiamo nessuna contrarietà».

Giannino, leader e candidato premier di Fare per fermare il declino, ieri sera è stato – come suo solito – brillante e simpatico, dialogando coi conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo su vari argomenti, da Finmeccanica a Monti, dalla Lombardia agli aneddoti su Spadolini.
Quando si è parlato delle unioni fra persone dello stesso sesso, Giannino ha spiegato che «quando ci sono liberi contratti tra privati, anche per persone dello stesso sesso, da cui far discendere diritti patrimoniali e di successione, io sono d’accordo».
Richiesto di esprimersi sull’equiparazione tra matrimonio omosessuale ed eterosessuale, il leader di Fare ha premesso che prima di equipararli «bisogna che ci mettiamo d’accordo sulle tutele per adottandi e concependi». Cioè, ha chiesto Cruciani, «tu non sei di quelli che dicono che un bambino può nascere bene solo in una famiglia di eterosessuali eccetera?». Risposta: «No. Io capisco e pratico la famiglia tradizionale, ma ho l’idea che l’amore possa essere dato ai figli anche in un’altra famiglia».

Lo stesso Giannino, solo una settimana fa, affrontando la questione, aveva dato una risposta simile ma non identica, quando aveva dichiarato: «Io sono per l’estensione della possibilità per i singoli, a prescindere dal genere di realizzare unioni dalle quali far discendere diritti in ordine alla sfera patrimoniale, a quella successoria e alla sfera dell’accesso ai servizi. Assolutamente favorevole. Quando si entra in questioni come l’adozione, invece, faccio notare che prima bisogna identificare quali sono le tutele sul soggetto più debole, che sono gli adottandi».