Ghostbusters. Quando il remake non funziona

A metà tra sequel e reboot, il film di Paul Feig rischia grosso spostando il registro dalla commedia avventuroso-fantastica anni Ottanta al demenziale al femminile

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ghostbusters

Quattro strane tipe si mettono a catturare fantasmi.

Inutile far confronti con il film del 1984. Lo sanno tutti: spettatori in primis (inorriditi davanti ai primi trailer con protagoniste le quattro fuori di capoccia), produttori, sceneggiatori e regista, che però è uno bravo. Aveva diretto il bel Le amiche della sposa, commedia delirante e divertentissima con Kristen Wiig e Melissa McCarthy che tornano anche in questo film.

Un film che, come spesso è capitato negli ultimi anni con le operazioni nostalgia, è a metà tra il sequel e il reboot. Certo, si rischia grosso: si sposta il registro dalla commedia avventuroso-fantastica tipica degli anni Ottanta al demenziale al femminile. Il problema è che Le amiche della sposa con il suo politicamente scorretto e volgarotto funzionava, qui si naviga a vista per la scarsa verve delle quattro e per una sceneggiatura un po’ imbrigliata.

Funziona e parecchio soltanto il personaggio di Hemsworth nei panni di un segretario figo deficiente e ignorante come una capra.

Ghostbusters, di Paul Feig

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