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Ghigliottinismo, ormai è pandemia. Ma non abbiamo nulla da farci perdonare?

settembre 20, 2015 Renato Farina

Il Papa ha chiesto l’amnistia ma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per me irriconoscibile, ha bocciato il Papa come fosse un mentecatto fuori dal mondo

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Che malattia del cuore sta crescendo tra noi? La chiamerei ghigliottinismo. È un lascito del giustizialismo del tempo truce di Mani pulite, quando si godeva del male del prossimo. Ormai non c’è forza politica, ambiente umano che non siano contagiati dal ghigliottinismo.

Mi ha molto colpito il “no” senza eccezioni o quasi alla proposta di papa Francesco di accompagnare l’Anno Santo della Misericordia con un segno: un’amnistia. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per me irriconoscibile, ha bocciato il Papa come fosse un mentecatto fuori dal mondo. Ha detto: «Chi sbaglia ed è condannato in via definitiva in carcere ci sta fino all’ultimo giorno. E se le carceri non bastano ne costruiamo di nuove». Destra, sinistra e centro concordano, salvo eccezioni minime. Ci hanno invaso gli immigrati? No, ci ha invaso il contrario della pietas, che è l’empietà, l’hubris, il sostituirci al giudizio di Dio. Elenco tre casi di contagio ghigliottinesco di massa.

Giovanni Scattone è stato condannato per l’omicidio colposo di una studentessa universitaria, inerme e gentile, Marta Russo. Pena scontata. Si è scoperto che aveva vinto una cattedra di liceo. L’opinione pubblica lo ha costretto a mollare, come indegno di insegnare. Chi sentenzia su dignità e indegnità? Se si dovesse stabilire chi è degno di insegnare in base a errori noti o sconosciuti, e ci fosse onestà verso se stessi, verrebbe da ripetere la frase che mette in fuga i lapidatori di ogni tempo: chi è a posto, scagli la prima pietra contro Scattone. Non è il caso però di rifare l’esperimento. Oggi non esiste il senso del peccato proprio, ma solo di quello altrui: e Scattone sarebbe seppellito di sassi. È chiaro che è una vendetta extragiudiziale, non c’entra l’amore al bene degli studenti, ma il trovare qualcuno più in basso per salirci sopra e sentirci migliori. Ghigliottinismo.

Martina Levato e suo figlio Achille. Martina è quella ragazza che insieme al suo amante ha tirato dell’acido muriatico a uno, due, forse più ex fidanzati, sfregiando a tradimento le proprie vittime. È in carcere, dove ha partorito il figlio Achille, concepito con il complice. Secondo Boris, non possono essere i giudici, e soprattutto la vox populi, a separare per sempre madre e figlio. Se c’è pericolo immediato e concreto per il piccolo, sì. Ma qui si è alzata un’altra voce, che è quella della vendetta: essa impone una pena extra-codice, e non importa se colpisce un bambino, perché è figlio di una strega, i geni di Achille vanno coltivati lontano da Martina e dai suoi incantesimi malvagi. La pena aggiuntiva è la negazione dell’essenza di una donna: l’essere madre. Il mondo è passato, anche nei sentimenti, dal tifo per Antigone a quello per Creonte.

Siamo ai Casamonica. Vera e Vittorino sono liberi e – mi risulta – incensurati. Ma hanno un reato di sangue anzi nel sangue: sono “i” Casamonica, roba infetta, per cui si vuole togliere loro il diritto di parola, il diritto del giornalista Bruno Vespa di fare cronaca e intervistarli a Porta a porta, e il nostro di ascoltarli. Non sono persone, appartenenti alla razza umana, ma zingari sinti Casamonica. Domanda: chi dà il diritto di togliere diritti alla ghenga di presunti puri? È il ghigliottinismo, malattia che ha un esito spesso strano, sin dai tempi di Robespierre: chi di ghigliottina ferisce, di ghigliottina perisce.

Un gesto di misericordia, come quello che ha chiesto Francesco, purificherebbe Boris e l’Italia. Lo diceva già Manzoni con la bocca di Lucia: «Dio perdona molte cose per un’opera di misericordia». Ma noi non abbiamo nulla da farci perdonare, vero? O forse sì…

Foto Ansa


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27 Commenti

  1. Marina says:

    L’autore è convinto davvero di quello che dice o vuole solo fare una provocazione?
    Scattone ha ucciso per gioco una studentessa. Non dovrebbe essere neppure possibile partecipare ad un concorso, come insegnante, per uno che ha commesso un omicidio. Farina gli affiderebbe i suoi figli per imparare la filosofia??? Gli affidi i suoi.
    I due pazzi dell’acido: quel bambino ha il sacrosanto diritto di avere due genitori sani di mente. Non si è padri e madri solo per aver concepito! Si rende conto Farina in che mani lo vorrebbe lasciare, compresi i nonni che difendono quei due sciagurati?
    L’amnistia: una cosa è la misericordia divina per la quale, però, diciamolo chiaro, occorre il pentimento ed occorre convertirsi e cambiare vita, e la giustizia umana, che richiede la certezza della pena.
    Il buonismo di Farina è terribile perchè i deboli e le vittime vengono del tutto dimenticati per far posto solo alla comprensione verso i violenti. E’ questa la società che vuole Farina?

    • giovanna says:

      Brava Marina, hai capito tutto.
      Uno non fa in tempo a parlare di ghigliottinismo e ecco una ghigliottinista doc.
      Che poi, secondo la mia teoria, finora sempre confermata, chiunque di nuovo si affacci ,con questa sicumera e protervia, è la Morticia della Adams-troll ,con un certo margine di sicurezza.
      Attendiamo sviluppi e confermi, “marina”.

      Intanto ti anticipo questa , se confermerai di essere , per la milionesima volta, col milionesimo nick, l’horror-troll :
      Se si dovesse applicare il tuo sguardo truci do a te stessa , che fine fare sti ?
      Un pochino della enorme sopportazione che imponi al tuo prossimo, con le tue continue mo lestie e men zogne e gre vità,, concedila a chi ha sbagliato, e non è detto che abbia sbagliato meno di te, che pure sei a piede libero, forse .

  2. SUSANNA ROLLI says:

    Ce ne sono tanti che sono fuori dalle sbarre invece di essere dentro, liberiliberi fanno ciò che è male agli occhi di Dio, ma se Cesare attraverso le leggi dello Stato dice che va bene così, allora Dio può dire quel che vuole, loro continuano imperterriti a camminare tra gli “onesti”. Che ci vuoi fare!
    Quando per strada incontro qualcuno dei “matti” dell’Istituto Opera San Camillo dico loro seriamente:” Ma lo sapete che i veri matti sono quelli fuori, non voi?” , loro sorridono e annuiscono con la testa, mi danno ragione!!
    Evabbè, no nvoglio mica cadere nel tranello dei ghigliottinari anch’io, ho solo detto il mio parere. Discutibile.

    • SUSANNA ROLLI says:

      ps. Un medico ginecologo mi raccontava di una donna che ha praticato bel 31 aborti …sarebbe quasi da dire “collezionato” -in stile horror-, ma lei , italiana, è una donna libera..
      Forse sarebbe meglio che il tribunale di Dio -quello misericordioso, certo, ma che non fa fallo- non esistesse.

  3. Alessandro2 says:

    Brava davvero Marina. Concordo in tutto. Ignori i commenti negativi: i buonisti hanno perduto il residuo buonsenso.

    • giovanna says:

      Bè, che dire, ecco il nick d’appoggio della Addams-troll-family “alessandro” : abbiamo bisogno d’altro ?

      Concordo, non concordo, cordiali saluti : cara “marina-alessandro”, hai una luminosa carriera di horror-nick davanti a te !
      Hai intenzione di continuare il siparietto alla Psycho ? 🙂

      C’è da dire che in casi come questo è così evidente che non ti rendi conto dell’effetto che fai, di svita ta totale, che quasi quasi ti si giustifica il mole stare e lo stalke rare continuo : l’attenuante della semi-in fermità men tale ci sta tutta.

      E c’è chi ancora si mette a discutere con te !
      E’ questo che mi risulta incomprensibile, davvero.

      p.s. : complimenti per la fantasia degli horror-nick.
      “marina” da una giornalista di Tempi
      “alessandro” come un lettore-commentatore di Tempi.
      Come quasi sempre.

      • Alessandro2 says:

        Non la capisco. Mi chiamò Alessandro, sono di Piacenza, scrivo su tempi come Alessandro2 perché c’è n’era già uno con questo nick. Nessun mistero. Se lei è in disaccordo con Marina o come cavolo si chiama, beh, in questo caso io sono d’accordo, e mi è sembrato il caso di scriverlo. Prego i moderatori di limitare le insinuazioni e gli insulti gratuiti ad incolpevoli lettori.

        • Alessandro2 says:

          “Mi chiamo Alessandro” ovviamente, errori del riconoscimento automatico sul tablet 🙂 s

          • giovanna says:

            Alessandro2, mi rivolgevo al troll che infesta il sito , assumendo il nome di noi lettori.
            Ho dato per scontato che tutti ne fossero a conoscenza.
            In ogni caso, sia la tua replica , che quella di Marina, mi sembrano smentire la mia ipotesi.
            E’ la seconda volta che mi sbaglio, su centinaia di volte che ci ho azzeccato, proprio a partire dalle smentite fotocopia, che non sono il vostro caso.
            Mi scuso, dunque, ma posso dire a mia parziale discolpa che dopo aver parlato col troll da due anni, con tutti i suoi cento e passa nick, senza esserne consapevole, ora che ne sono consapevole, sono leggermente sulla difensiva.
            Saluto tutti : alla fine ha vinto il troll.
            I troll vincono sempre.
            Scusate ancora.

  4. Sull'amnistia says:

    L’amnistia può essere concessa per reati non gravi.

    Certe volte però è usata come facile svuota carceri, senza aiutare il detenuto a reinserirsi nella società evitando di ricominciare a delinquere, magari perché non ha un mestiere diverso o amicizie migliori.

    L’amnistia è stata anche usata per far passare in cavalleria le pene degli amici degli amici…

    Quindi se Alfano non è interessato a una amnistia è perché al momento non ci guadagna niente.

    Quanto a Scattone…basta leggere su Wikipedia il resoconto del processo e dei “testimoni” per capire che è stato il capro espiatorio usato per coprire i veri colpevoli. Anche se Wikipedia non è la voce della verità, rende ben chiaro tutto il quadro della vicenda.
    Si capisce che è assurdo che un tizio senza porto d’armi estragga una pistola in presenza di testimoni, (che si autosmentiranno) e spari un colpo a casaccio dalla finestra, senza un motivo.
    E’ assurdo che, morta una ragazza, i testimoni non accusino Scattone, ma poi si decidano ad accusarlo.
    E’ assurdo che la pistola non sia mai trovata, ma poi ne sia trovata una dopo anni in un’intercapedine di un muro che nulla aveva a che fare con la stanza dove stava Scattone, tantopiù che fra le tante traiettorie del proiettile si è scelta solo la stanza dove stava Scattone, anche se vi erano altre traiettorie più probabili.
    E’ assurdo addurre come prova tracce di polvere che oltre a stare su borsa e finestra di Scattone stavano anche su altre finistre… perché era polvere da inquinamento atmosferico!

    Se uno fosse stato così cretino da sparare a casaccio da una finestra rischiando di uccidere qualcuno in presenza di testimoni…avrebbe avuto l’ospedale psichiatrico giudiziario!

    Invece il giudice gli dà una pena il più breve possibile…che lui paga tutta, ma se avesse detto “Sono colpevole, mi dispiace”, gliene avrebbero scontato una parte.
    Inoltre il giudice non lo interdice dal pubblico impiego…infatti in questi anni ha continuato a lavorare come docente… e con le soddisfazioni professionali che questo tipo di lavoro comporta.

    La madre di Marta lamenta che Scattone non abbia mai chiesto scusa…
    Quando uno è assolutamente estraneo ai fatti…di cosa dovrebbe scusarsi??? Di essere stato messo in mezzo???

    Perché Beppe Grillo, anche lui condannato per omicidio colposo e pure interdetto dai pubblici uffici, non ha lo stesso trattamento???

  5. Mirko says:

    I casi tirati in ballo nell’articolo sono molto scomodi, credo volutamente.
    Ma qui si parla di un principio, di uno stato dell’animo, non credo si voglia fare davvero una disamina dei casi specifici: quello che manca in molti casi è l’equilibrio della gente in generale nei giudizi, sempre pronti a condannare e mai a concedere una seconda chance. Nessuno dimentica le vittime, come dice Marina, semplicemente si invoca uno spirito meno preda dei sentimenti di vendetta.

    • SUSANNA ROLLI says:

      Bravo, Mirko. Se si pensa che il buon Gesù aveva dato chance tante volte persino a Giuda!!, ma chi siamo noi!!

  6. Ellebi says:

    Articolo del tutto condivisibile, e lo è non solo da un punto di vista cristiano, lo è pure da un punto di vista laico, lo è del tutto da un punto di vista giuridico. È allarmante piuttosto che moltissimi non comprendano che l’accanimento verso questi tre casi siano qualcosa contro il concetto di “libertà” che ci deve stare a cuore, cristiani e laici.

  7. marina says:

    Giovanna, mi chiamo Marina, non so chi sia Alessandro e non so di che nick parli. O vuoi sapere tu chi sono io?
    Ho espresso il mio parere civilmente, forse sono un po’ arrabbiata perchè di questo buonismo non ne posso più e lo dico chiaramente. Ho gli occhi per vedere il disastro della nostra società e penso che bisognerebbe mettere dei paletti e delle regole certe. E’ questo che non sopporti?
    Le accuse che mi rivolgi sono verso una persona che non conosci e sono assolutamente gratuite. E’ questo l’atteggiamento di chi è per l’amnistia e il perdonismo? Andiamo proprio bene! Hai dimostrato livore verso una sconosciuta, complimenti! Potevi dissentire senza attaccare.
    Ultima cosa: pensavo che i lettori di Tempi fossero civili e che con loro si potesse discutere liberamente. Purtroppo devo ricredermi. Altri tempi ricordo io!
    P.S. Mi sa che sei un po’ nervosetta tu e prendi dei granchi grandi come una casa.
    Ripeto: NON SO CHI SIA ALESSANDRO!!!!!

  8. Marina says:

    Tutti devono avere una seconda chanche, ma da questo a dire che Scattone, giudicato colpevole, può insegnare, che i due dell’acido possono fare i genitori (quando ad altri i figli vengono tolti solo per problemi economici!), che siccome è l’anno del giubileo dobbiamo rimandare a casa chi non ha pagato la propria colpa verso la società, ne passa!!! Una seconda occasione la si può e si deve ottenere in altro modo, umilmente (parola oggi quasi sconosciuta, come ha ben dimostrato qualche lettrice), senza pretese. Uno davvero pentito non pretende nulla, proprio perchè pentito. Allora sì che merita tutto l’aiuto del mondo.

    Questo non è ghigliottinismo, è solo desiderio di un minimo di ordine, di legalità e di giustizia sociale.

    • To_Ni says:

      Marina
      Certezze al 100% vero?
      Il tribunale partorisce solo verità assolute?
      Ed uno deve pagare per sempre!!!

      • To_Ni says:

        Anzi, no…la condanna di Scattone è stata per omicidio colposo, non doloso. Lui si è sempre dichiarato innocente. Quindi la verità assoluta è quella dei giornali ? Vox populi? Un bel linciaggio a vita?

      • Marina says:

        Assolutamente no, so bene che i tribunali sbagliano, eccome, però non siamo noi a dover o poter fare i processi e qui c’è una condanna.
        L’insegnamento è cosa delicatissima, figuriamoci per una materia come filosofia. Io non lo vorrei Scattone come insegnante dei miei figli. Penso che in certi posti, a contatto con adolescenti ci voglia almeno la fedina penale pulita, deve essere richiesta. Può fare mille altri lavori.
        Poi, è ovvio che di cattivi insegnanti ce ne sono in ogni scuola ma questo è un altro discorso.
        Viceversa, cosa facciamo? Andiamo a simpatia per decidere le regole di assunzione?

        • To_Ni says:

          Scattone è un insegnate e chiunque facendo forza sul “chi è stato” può sbattaergli la porta in faccia. Perche in un cantiere dovrebbero tenerlo come muratore dato che è un sofisticato “assassino”. Chiunque può dire “è un lavoro delicatissimo” chissa “se tira dall’impalcatura un mattone “. Il tuo non è un “principio” accettabile.
          Ha pagato il suo debito conn la giustizia, non abbiamo lneppure a certezza che sia un assassino con intenti dolosi. Si può andare avanti nella vita o no?

          • Marina says:

            Certo, si può e si deve andare avanti ma insisto: non so se tu hai figli. Se ne hai, converrai che la loro educazione è qualcosa di importantissimo e di molto difficile perfino per i genitori. Un insegnante lo vorrei almeno non con un omicidio alle spalle, nè stradale nè d’altro genere, soprattutto commesso da uno che manovra armi mentre dovrebbe dedicarsi agli studi, in un posto frequentato da studenti………. Ai concorsi si partecipa secondo criteri precisi o no? Tutti i lavori sono delicati, ma quello dell’educatore lo è in modo particolare.Un conto è aver a che fare con degli adulti già strutturati o con delle carte in un ufficio, un conto con dei ragazzini immaturi. Quello che non mi piace assolutamente è che con la storia che si deve capire e andare avanti ad ogni costo si finisce con l’accettare di tutto. La misericordia va bene ma bisogna unirla alla giustizia, o almeno alla ricerca di una giustizia.
            Idem per i due dell’acido. Non vorrei ripetermi troppo, ma è folle anche solo pensare di affidargli quel povero bambino che, invece, è la persona più debole e ha diritto di crescere con gente sana di mente.

            • To_Ni says:

              Neanche io voglio insistere, ma ti faccio presente alcune cose: a scuola tutti danno lezione (Jovanotti, Luxuria, una pornostar, …pure Schettino è stato invitato a fare lezioni). Inseriscono tra le letture consigliate romanzi gay che culminano con …orali …. (La scrittrice, se non erro, è tale Mazzocca). Si è pronti a farci entrare nelle classi Lgbtxy con i loro opuscoli e candidi consigli. Concordo che l’educazione dei ragazzi è cosa importantissima (e delicata) ma non posso fare a meno di notare che di regola la trattano con i piedi. Ho meno paura di Scattone che insegna che di un “tipo” alla Shiva101 o Filomena, ora Xyzwk, (se non li tieni presente, entrambi personaggi onnipresenti su questo sito) che predicano nelle scuole liceità degli aborti e di una insulsa educazione sessuale a partire da quattro anni. Trovo molta più devastante gentaglia che porta avanti certi infami diritti (oltre l’aborto, l’eutanasia, matrimoni ed adozioni a sigillo di ogni innaturale abitudini). Questi tipetti mi terrorizzano.

              Capisco che la situazione di Scattone è difficile, ma da qualche parte bisogna iniziare. Il nostro sistema dice che la pena deve mirare alla rieducazione del detenuto e al reinserimento nella società. Questo principio lo dobbiamo considerare chiacchiera? Vorremmo che di fronte ad errori nostri o dei nostri figli (io ho figli) ci dobbiamo trovare folle furiosi e dita accusatorie per tutta la vita (anche dopo aver scontato 5-10 anni di carcere). Che cosa è la misericordia per noi che ci professiamo cristiani? Un vezzo? Un qualcosa che possiamo accantonare quando non ci piace?
              Io non mi sento di condannare a vita sulla base di un sistema che nei suoi processi presenta falle vistose. Che ha visto innocenti alla sbarra per anni, ed una atteggiamento degli inquirenti che spesso sono sprezzanti per le normali regole della civiltà giuridica.
              Non mi sento di condannare uno che un sistema sgangherato, tra una folla urlante (che è durata per anni) nonostante il vanesio protagonismo dei giudici che contraddistingue il nostro sistema (ricordo il processo ed i riflettori mediatici, con tanto di modellini in scala da Vespa) ), non è riuscito andare oltre alla condanna per omicidio colposo.
              E non mi sento cristianamente di accettare l’idea che una persona cade ed io devo calpestarlo per sempre.
              Non so se Scattone la cattedra l’ha vinta o gli tocca di diritto in base alle normative vigenti, se è un suo diritto bisogna rispettarlo.

              • Marina says:

                Perfettamente d’accordo su tutto quello che dici riguardo a ciò che questa società lascia passare, sui pericoli mortali per i giovani che certi insegnamenti provocano, tutto purtroppo condivisibile, però dobbiamo decidere: vista l’aria che tira giriamo la testa dall’altra parte anche di fronte a qualcosa che si potrebbe evtare, senza calpestare nessuno, semplicemente scegliendo il male minore? Anch’io sono cristiana e non voglio calpestare nessuno, dico però che S.deve ricominciare non da una classe in cui potrebbe fare altri danni. L’ha capito da solo, mi pare, e ha già rinunciato. Poi dico anche che la normativa è sbagliata in quel caso: un concorso da insegnante non è un concorso per le Poste. Tutto qua: niente condanna a vita, ma regole un po’ più sensate.

                Siccome la giustizia è spesso ingiusta cosa facciamo? Non consideriamo le conclusioni a cui arriva? Ce la facciamo da soli? Ci basiamo sui giornali?
                E’ vero anche quello che ha scritto Susanna Rolli di quella donna medico, procuratrice di morte e a piede liberissimo. Potremmo portare casi su casi, ma non risolviamo niente.
                Siamo tutti d’accordo, credo.

                In quanto alla misericordia dovremmo metterci d’accordo:a me risulta che non significa “tana, liberi tutti….. di sbagliare “.Penso significhi che siamo tutti peccatori, che abbiamo bisogno di essere perdonati, ma prima di tutto, come diceva mia nonna, “non tutti i peccati sono uguali”, poi uno deve anche pentirsi e cambiare vita, altrimenti il perdono non arriva. Non è così? La moda attuale per cui tutto è diventato lecito, bisogna sempre capire e accettare e perdonare a me comincia a stare stretta. Il risultato è che non ci sono più regole, tanto anche se si infrangono si è perdonati. Un momento: bisogna meritarselo quel perdono e chiederlo!

  9. giulia says:

    Ma cosa s’è bevuto Farina?!!

    L’unica misericordia che devono cercar sti bip-bip-bip di carcerati non è certo quella zuccherosa e a buon mercato dei buonisti di questo mondo!

    E riguardo a Scattone… perché a me ogni volta che faccio supplenza mi chiedono se ho mai riportato condanne penali e a Scattone invece gli danno pure il ruolo?!!!
    Cosa mi fan fare tutte ste carte ogni volta se tanto assumono anche ex-carcerati!

  10. Giannino Stoppani says:

    Ma ‘sto Scattone, siamo sicuri che ammazzò la studentessa “per gioco” o fu una specie di stupido incidente?
    No, perché ammazzare qualcuno “per gioco” è una cosa, mentre maneggiare una pistola con grave imperizia e ammazzare accidentalmente qualcuno è un’altra cosa.

    • SUSANNA ROLLI says:

      Lo sa solo Dio. E’ stato incarcerato, è vivo, gli va data un’altra possibilità. Magari è meglio di prima. Oppure è lo stesso di prima -dato che si dichiara innocente.

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