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Fotografia – Quell’assenza onnipresente negli scatti di Wim Wenders
<<Ogni immagine è una capsula del tempo dopotutto>> ha detto Wim Wenders (Düsseldorf 1945). Ed effettivamente ogni suo scatto racconta le storie passate di quegli scenari urbani e naturali che hanno catturato l’interesse del fotografo e film maker protagonista del Nuovo Cinema Tedesco. Sono immagini che raccontano la visione di un mondo che cambia, dove la presenza dell’uomo è soltanto suggerita dal silenzio lasciato dal suo passaggio. <<L’idea dell’assenza umana è una delle caratteristiche principali dell’opera di Wenders, – afferma Adriana Rispoli, curatrice della mostra Wim Wenders. Urban Solitude – ma non è un’assenza reale, in quanto dell’umanità resta la traccia>>. Infatti, nella selezione di opere scelte per la retrospettiva, aperta a Roma presso Palazzo Incontro fino al prossimo 6 luglio, la figura umana non è mai presente, ad eccezione della donna seduta alla finestra di Woman in the Window (1999), <<che non vedremmo nemmeno se non ce lo suggerisse il titolo, circondata da quei grattacieli>> – precisa la curatrice.

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