Formigoni: «Difendo la libertà di stampa, ma c’è il limite della verità»

Dopo aver respinto la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, il governatore della Lombardia va al contrattacco criticando la «violenta campagna di aggressione» dei media.

Con 49 voti contrari e 28 a favore è stata respinta la mozione di sfiducia al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, discussa ieri in Consiglio regionale. «È un successo pieno e largo – commenta il presidente -. La maggioranza che governa Regione Lombardia è compatta e coesa come sempre, in sintonia con l’opinione pubblica. Con dati e numeri alla mano abbiamo dimostrato nel corso della seduta consiliare i tanti provvedimenti positivi che abbiamo preso anche in questi mesi di crisi economica e che sono stati apprezzati dalla società lombarda». Nel corso del suo intervento in Aula il presidente ha citato alcune delle tantissime personalità, responsabili di categoria, del mondo del lavoro e di quello della scuola, «che plaudono alle iniziative di Regione Lombardia».

Formigoni ha sottolineato che «non c’è alcuna indagine a carico di Regione Lombardia. Questo può irritare i nostri avversari politici e molti organi di stampa, che sono stato costretto a querelare. Sono strenuo difensore della libertà di stampa, ma essa ha il suo limite nella verità: in questi mesi sono state dette molte falsità. Nessun atto di Regione è sottoposto a indagine. Il San Raffaele e la Maugeri sono aziende private: non c’è un solo euro di denaro pubblico che sia stato sprecato».

«Contro il Governo lombardo – ha proseguito il presidente – è stata scatenata una ferocissima campagna di delegittimazione, che però non ha vinto. Oggi doveva essere il giorno della vittoria della delegittimazione, mentre hanno vinto in modo netto il centrodestra e il buon governo». Formigoni critica la «violenta campagna di aggressione, che è riuscita a far credere a una parte dell’opinione pubblica che ci fossero state irregolarità da parte di Regione Lombardia».

«La maggioranza guidata da Formigoni – ha dichiarato il presidente – è legittimamente al governo, perché per quattro volte è stata votata dai cittadini nel pieno rispetto della legge. Nei nostri confronti il consenso è stato sempre crescente, perché gli elettori apprezzano le nostre politiche».