Exit Mugabe, il più vecchio e disastroso dittatore del mondo

Ć un colpo di Stato che non vuole dire il suo nome, ma ĆØ un colpo di Stato. Lāazione militare con cui mercoledƬ mattina le forze armate dello Zimbabwe Ā«hanno preso in custodiaĀ» il presidente Robert Mugabe e sua moglie e arrestato alcuni ministri ĆØ a tutti gli effetti lāatto che mette fine a 37 anni di potere quasi sempre solitario del più anziano leader vivente al governo nel mondo, avendo lāex capo guerrigliero compiuto 93 anni nel febbraio scorso. A precipitare il putsch sono stati il baratro finanziario verso il quale appare avviato il paese e soprattutto lāapparente decisione, da parte del presidente, di favorire la moglie Grace (di 40 anni più giovane di lui, ex segretaria e amante sposata dopo la morte della prima moglie Sally) nella corsa alla sua successione. Mentre infatti annunciava che si sarebbe presentato alle elezioni del 2018 per concorrere al settimo mandato di seguito, Mugabe spogliava dalle sue funzioni e minacciava verbalmente il vice presidente Emmerson Mnangagwa, come lui veterano della lotta di liberazione con cui negli anni Sessanta e Settanta alcuni movimenti politico-militari rappresentativi della maggioranza africana della popolazione si erano battuti contro il governo di minoranza bianco di Ian Smith, che aveva dichiarato unilateralmente lāindipendenza dellāallora colonia britannica col nome di Rhodesia. Nella sorda lotta per la successione al patriarca autocrate dello Zimbabwe Mnangagwa rappresentava la fazione dei veterani della lotta di liberazione, che hanno il loro feudo nellāesercito, mentre i quadri più giovani e qualificati dello Zanu-Pf , il partito di governo, conosciuti come G40 (cioĆØ la generazione dei quarantenni), puntavano le loro carte su Grace, che avrebbe liberato molti posti di comando per loro una volta salita al potere. Lo Zanu-Pf ĆØ un tipico partito-stato che detiene il potere ininterrottamente dal 1980, avendolo condiviso per pochi anni con altre forze politiche subito dopo lāindipendenza e poi nel periodo 2009-2013, quando Mugabe condivise il potere con lāunico oppositore che abbia mai avuto chance di sconfiggerlo: lāex sindacalista Morgan Tsvangirai, che ebbe per qualche tempo la carica di primo ministro in cambio della rinuncia a competere nel secondo turno delle elezioni presidenziali, dove aveva conquistato lāaccesso al ballottaggio. Nessuno a quel tempo considerò un tradimento lāaccordo di desistenza, in quanto squadre di militanti dello Zanu-Pf stavano impunemente terrorizzando gli elettori di Tsvangirai, vittime di pestaggi e uccisioni.
Mugabe viene rimosso dal potere nel momento in cui la situazione economica appare totalmente fuori controllo e le condizioni di vita della popolazione sono pessime: il reddito pro capite ĆØ stimato fra i 600 e i 700 dollari, cioĆØ meno che alĀ tempo dellāindipendenza nel 1980 (quando era attorno a 800 dollari), il 72 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertĆ e un quarto circa sopravvive grazie ad aiuti alimentari. BenchĆ© dal 2009 il paese sia privo di una propria moneta, lāinflazione questāanno registra un tendenziale 348 per cento. Certo meno peggio del 2008, quando raggiunse la stratosferica cifra di 231 milioni per cento! A causa di quel tracollo il dollaro dello Zimbabwe venne messo fuori corso, e da allora la circolazione monetaria ĆØ garantita da valute estere (principalmente dollari Usa) e buoni del Tesoro. Questi ultimi stanno rapidamente perdendo valore, e vengono ormai scambiati al 60 per cento del loro valore nominale, mentre le banconote-obbligazioni messe sul mercato nellāultimo anno, che teoricamente dovrebbero essere agganciate al dollaro americano, vengono scambiate sul mercato parallelo alla metĆ del valore della valuta americana (50 centesimi di dollaro). Lāunica altra cifra più sbalorditiva di quella relativa allāinflazione ĆØ quella che riguarda la disoccupazione, che toccherebbe il 90 per cento della manodopera.
Lāeconomia dello Zimbabwe ha imboccato la china verso lāabisso nel 2000, quando per fare fronte a difficoltĆ politiche ed economiche Mugabe ordinò lāesproprio delle fattorie di migliaia di coloni bianchi che erano rimasti sul posto dopo il passaggio del potere dalla minoranza bianca alla maggioranza nera. Lāexport agricolo di quelle fattorie rappresentava la spina dorsale dellāeconomia zimbabweana, mentre gli espropri portarono al tracollo della produzione. La terra fu redistribuita in gran parte con modalitĆ clientelari che non favorirono i contadini più esperti, e la mancanza di prestiti e mezzi di produzione fece il resto.
Nonostante la tragedia economica che da tre lustri affligge il paese, la seconda famiglia Mugabe, quella che comprende cioĆØ il presidente, la seconda moglie Grace e i figli nati dalla loro unione (lāultimo quando il capo di Stato aveva 73 anni) ha continuato a ostentare un tenore di vita da corte del re Sole. Quei giorni sembrano ora terminati.
Foto Ansa
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