Egitto, ucciso un prete copto. Ancora scontri tra Fratelli Musulmani e manifestanti

È stato assassinato oggi a el-Arish, capoluogo della provincia egiziana del Sinai Settentrionale: lo hanno riferito fonti delle forze di sicurezza locali

Un prete copto è stato assassinato oggi a el-Arish, capoluogo della provincia egiziana del Sinai Settentrionale: lo hanno riferito fonti delle forze di sicurezza locali, secondo cui il religioso è stato crivellato di proiettili. La penisola da due giorni è interessata da diversi attacchi di miliziani armati che si ritiene siano seguaci dei gruppi islamisti come i Fratelli Musulmani, cui fa capo il deposto presidente Mohamed Morsi: l’omicidio sarebbe tuttavia il primo delitto a sfondo settario nella regione, dove finora erano state prese di mira solo le autorità civili.

VENDETTA CONTRO I CRISTIANI. Gli integralisti islamici hanno criticato ferocemente nei giorni scorsi il papa copto Tawadros, leader spirituale degli otto milioni di cristiani d’Egitto, per essersi schierato contro Morsi e a favore dei militari golpisti. Pochi giorni fa la parrocchia copto-cattolica di san Giorgio, nel villaggio di Delgia, a 60 chilometri da Minya, è stata assaltata da gruppi di fanatici che lo scorso 3 luglio hanno saccheggiato e bruciato la casa del sacerdote e i locali della parrocchia.

SCONTRI E VITTIME. Intanto continuano gli scontri tra Fratelli Musulmani, manifestanti ed esercito. Ieri, nel venerdì della rabbia, sono morte almeno 36 persone, altre 1.000 sono rimaste ferite in tutto il Paese. Nella notte l’Alleanza nazionale a sostegno della legittimità, un cartello di partiti e movimenti islamici di cui fa parte anche la Fratellanza, ha annunciato nuove proteste “pacifiche” per chiedere che venga reinsediato Morsi. Nelle stesse ore la polizia ha arrestato Khairat al-Shater, uno dei più influenti collaboratori di Morsi.