E se al posto della Gelmini ci fosse stata la Boldrini? Allora Formigli si sarebbe (almeno un po’) arrabbiato con Busi?

Invece era la Gelmini. Sesso debole. E pure ex ministro Pdl. Perciò vale tutto. E pure il bullismo misantropo. Complimenti. Applausi dallo studio. Già, compagni, “se non ora, quando?”

Come succede in questi casi, lo spezzone video in cui Aldo Busi aggredisce verbalmente Maristella Gelmini («ma chi è questa qua»; «taccia»; «vada a lavorare») è già in circolo su tutti i siti. Probabilmente ritroveremo la notizia sui giornali, sceneggiata e rubricata in cronaca come curiosità di costume.

Sia come sia, è un fatto che l’esponente berlusconiana ha dovuto subire le ingiurie di un nervoso scrittore che fa sempre molta fatica a stare al proprio posto. E che in televisione usa portare spesso quella sua bella verve atteggiata tra l’arrogante e il minaccioso. E non è la prima che si distingue per la sua letteraria lingua ispirata alla tolleranza («vada via, via, via») e al testosterone («non rompa i coglioni»).

Però un Conduttore unico delle coscienze come fa a sopportare? Come ha fatto Carlo Formigli a portare cotanta croce standosene zitto zitto? Come ha fatto a non indignarsi almeno un po’? Come mai, a un così giovane esemplare di giornalismo manipulito, non gli è venuto lo scatto di reni femminista e non ha bacchettato il coniglio mannaro? E com’è che neanche l’abc della buona educazione ha meritato le difese di una trombetta della moralizzazione universale? E se al posto della Gelmini ci fosse stata la Boldrini? Come ne usciva la Piazza Pulita da un caso che poteva essere rubricato come “femminicidio in effige”?

Quanto a Aldo Busi, si capisce, fosse stato anche solo un mezzo omofobo, gli avrebbero subito tolto l’audio. E in un attimo l’avrebbero consegnato al social network delle volanti Lgbt. Invece era la Gelmini. Sesso debole. E pure ex ministro Pdl. Perciò vale tutto. Vale l’eterofobia. E pure il bullismo misantropo. Complimenti. Applausi dallo studio. E avanti con l’altra metà del cielo. Già, compagni, “se non ora, quando?”