Conti in rosso per l’Expo di Sala? Il Family Day per Parisi

Secondo Libero la manifestazione avrebbe lasciato un pesante buco economico. Gandolfini invita a votare per il candidato di centrodestra

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Aprendo oggi i giornali, Beppe Sala e Stefano Parisi avranno avuto motivi opposti per rammaricarsi o esultare. Il primo, infatti, sfogliando le pagine di Libero non avrà potuto trattenere una smorfia per l’articolo di Fosca Bincher (anagramma di Franco Bechis) intitolato “Mister Expo ci lascia un miliardo da pagare”. Il secondo, invece, ha incassato il sostegno di Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day.

I CONTI DI LIBERO. Dei conti di Expo se ne parla da tempo. È stato un flop o no? Mistero. Bincher oggi prova a tirare le somme «con i numeri pre-liquidazione della società Expo 2015». Il risultato è che «si sono perduti un bel po’ di soldi pubblici. Perché dal 2008 ad oggi lo Stato nei suoi vari abiti (…) ha iniettato in Expo 2015 la bellezza di 1.258.757.215 euro, quasi un miliardo e trecento milioni di euro». Secondo Libero «salvo nel 2008, quando a fine anno c’è stato un piccolo utile di 69.994 euro, in tutti gli altri anni la gestione ordinaria ha chiuso in perdita».
Per il dettaglio dei conti occorre rimandare all’edicola, ma la conclusione cui giunge il giornalista è questa: «Expo 2015 ha avuto 10 milioni e 120 mila euro di capitale sociale. Questa somma è stata versata dal ministero dell’Economia (4,048 milioni), dalla Regione Lombardia (2,024 milioni), dalla Camera di commercio di Milano (1,012 milioni), dalla Città metropolitana di Milano (1,012 milioni) e dal Comune di Milano (2,024 milioni). Fra il 2008 e il 2016 gli enti pubblici hanno girato ad Expo 1,248 miliardi di euro di contributi a vario titolo (riserve in conto capitale, contributi per opere da realizzare, contributi in conto esercizio). Questa somma è stata versata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (829,945 milioni), dal comune di Milano (159 milioni), dalla Regione Lombardia (158,997 milioni), dalla Città metropolitana (ex provincia) di Milano (72 milioni) e dalla Camera di commercio di Milano (28,6 milioni). In tutto ad Expo sono stati dati fondi pubblici per un miliardo, 258 milioni, 757 mila e 215 euro. Alla fine Sala restituirà all’azionista 152 milioni, 498 mila e 748 euro. La differenza di 1 miliardo, 106 milioni, 258 mila e 467 euro è esattamente la cifra che i cittadini italiani hanno rimesso (sono soldi pubblici) per finanziare quell’evento che avrebbe dovuto essere il grande volano della economia italiana e che tale non si è affatto rivelato».

LE PAROLE DI GANDOLFINI. Sala si è apparentato con i Radicali di Marco Cappato. L’alleanza non è piaciuta a Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore dei Family Day: «L’apparentamento con Cappato e con il movimento radicale getta un’ombra pesante sul candidato sindaco di Milano Giuseppe Sala, marcando una grande distanza rispetto ai principi del popolo del Family Day. Chi da sempre è responsabile di una strategia contro la famiglia e contro la vita – basta ricordare le campagne per aborto, eutanasia e droga per tutti – e chi si allea con questi non avrà mai il consenso del nostro voto. Un forte appello anche a chi si è astenuto al primo turno: ora la strategia è chiara a chiunque; avete il dovere morale di opporvi agli apparentamenti che combattono contro la famiglia e contro la vita».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •