Candreva, Denis, Aquilani. Come ti riciclo il talento

Il laziale è l’uomo partita del derby di ieri, il Principino segna alla sua ex-squadra e il Tanque fa volare ancora l’Atalanta. Ragazzi bollati troppo presto come campioni mancati ritrovano il feeling col gol. Accade in Serie A.

Se c’è un vero vincitore del pazzo derby di Roma di ieri, se c’è uno che è uscito con la corona di re dal fango dell’Olimpico è Antonio Candreva: il match di ieri ha evidenziato ancora l’ottimo stato di forma del biancoceleste, non soltanto per il fortunoso gol dell’1-1. Il romano corre come un matto, smercia palloni a destra e manca, è sempre tra i più pericolosi. Ed è dotato di un piede preciso e potente, con cui quest’anno ha già punito tre portieri della Serie A. L’immagine della sua gioia dopo la rete di ieri nel derby è l’emblema di un calcio italiano dove a pagare è una tendenza decisamente fruttifera: il riciclo.

DAL FLOP JUVE ALLA LAZIO. Candreva è infatti uno di quei giocatori su cui troppo in fretta si è scommesso e che troppo in fretta è stato declassato come campione mancato. A 23 anni ha pagato salata una mezza stagione alla Juve sfortunata, con l’avvicendamento da Ferrara a Zaccheroni incapace di cambiare la rotta di una squadra naufragata poi al settimo posto in campionato. Il ragazzo ha iniziato così a girare, senza però riuscire mai a convincere del tutto tra Parma e Cesena. Poi lo scorso gennaio, eccolo arrivare a Roma: prima con Reja ha preso le misure della Capitale, poi con Petkovic la piena consacrazione, culminata nel ritorno in Nazionale, dopo 3 anni, lo scorso ottobre.

I TALENTI STAGIONATI DI MONTELLA. Ma il laziale non è l’unico giocatore ad essere stato bravo a re-inventarsi in una nuova squadra: la Serie A di quest’anno è ricca di talenti cui troppo presto è stata chiusa la porta in faccia, e che, costretti a migrare verso lidi secondari, hanno saputo ritrovare la loro dimensione. La Fiorentina dei miracoli, ieri perfetta nell’espugnare San Siro, pullula di nomi di questo tipo: basterebbe partire da Alberto Aquilani, castigatore proprio di quel Milan che un anno fa ha preferito lasciare andare via il centrocampista, dopo una stagione abbastanza sottotono. È vero, il Principino ovunque è andato c’ha messo del suo a far alzare le sopracciglia di tifosi e dirigenti: di frequente ai box per infortuni, Tra Juve, Milan e Liverpool le sue partite da leader quale poteva diventare si contano davvero sulle dita di una mano. A Firenze il suo dazio all’infermeria dovrebbe averlo già pagato con un problema al tendine d’Achille che l’ha tenuto fuori quasi due mesi, ora è rientrato col contagocce, ma mettendosi in mostra con tanta autorevolezza (due assist e un gol) e cattiveria. Forse anche troppa, a vedere ieri come Montella l’ha sostituito in fretta e furia per evitargli un secondo giallo, dopo alcuni interventi cattivi su El Shaarawy e Constant. E tra i viola non c’è solo lui a cercare nuove opportunità: Pizarro è stato regalato dalla Roma alla Fiorentina e forma un tandem perfetto con Borja Valero, mentre Luca Toni ha zittito tutti i maligni perplessi sul suo possibile rendimento (sarà un caso, ma ha fatto già più gol del top player Bendtner).

NUOVI GOL PER VECCHI BOMBER. Giocatori che si riscoprono grandi nonostante stagioni da dimenticare, ragazzi che trovano il riscatto dopo aver bruciato la grande occasione. È il caso anche di German Denis, che ieri ha interrotto la striscia positiva dell’Inter. In un anno e mezzo a Bergamo ha fatto gioire la Nord 20 volte, diventando leader di una squadra salvatasi lo scorso maggio con 10 punti di margine e quest’anno lanciata a ridosso della zona Europa League. E a suon di gol ha dimenticato la due mezze bocciature che ha alle spalle, targate Napoli e Udine. Uguale sta facendo Klose, lasciato andar via dal Bayern nell’estate 2011 e bravo a trovare una seconda giovinezza a Roma. In questa strana categoria possiamo mettere anche Osvaldo, nel 2010 migrato in Spagna dopo una stagione amara al Bologna, e due agrodolci con la Fiorentina: la scorsa estate è rientrato a Roma per la bellezza di 15 milioni di euro, ben ripagati dai 17 gol messi a segno fino ad adesso. Nomi che ricordano come nel calcio i riscatti siano sempre possibili.

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