Campione misterioso: si fa dura. Un ragazzo mai nato all’anagrafe

Terzo profilo da indovinare del gioco di Tempi associato ai Mondiali. Oggi tocca ad un ragazzo dal passato burrascoso, con un padre che ha giocato già ai Mondiali. Ma non indovinerete mai con che squadra.

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Ecco il terzo campione misterioso da indovinare. Dopo che in tanti avete risposto ai profili di Tranquillo Barnetta (Svizzera) e Jo (Brasile) si continua con un altro calciatore impegnato in questa Coppa del Mondo. Ricordiamo che per partecipare occorre inviare una mail all’indirizzo redazione@tempi.it con nomecognome e nazionale del giocatore (ricordate di scrivere “campione misterioso” nel campo oggetto). In palio, una prestigiosa intervista con tempi.it in cui potrete raccontare le vostre imprese sportive sui campetti di periferia. 

Campione_MisteriosoPrima informazione: non andate a cercare il ragazzo in base al Paese dove è nato. Rischiate di non trovarlo. D’altronde, nemmeno la sua carta d’identità dice il nome della città dove è venuto al mondo. Eppure, sia chiaro, il documento è corretto e regolare, nulla a che vedere con le cose turche che conoscemmo in Italia qualche anno fa coi passaporti falsi. Qui è tutto a norma, solo che la storia di questo ragazzo è singolare, e il luogo dove è nato alquanto strano. Non è nato nel Paese per cui gioca, non è nato nella terra dei suoi genitori, non è nato nel paese dove ha origine la sua famiglia. Se si volesse tirare un po’ la realtà per i capelli si potrebbe dire che una paese dove è nato c’è, ma non una terra, in una circostanza purtroppo assai comune e di cui negli ultimi mesi abbiamo sentito troppo spesso parlare.

STORIA DA APPROFONDIRE. Nei Mondiali in cui le nazioni si scelgono, nel calcio che conosce sempre meno confini e patriottismi, la sua storia meriterebbe di essere approfondita e conosciuta ben più delle poche righe che gli concediamo con questo profilo. Pure lui è uno di quelli che la maglia con cui giocare la Coppa del Mondo l’ha scelta. Ha deciso bene, per quanto non è che giochi sempre. Ma d’altronde l’altra sponda sarebbe stata difficile da abbracciare, visto che ai Mondiali non la si vede da decenni e alla coppa del suo continente è tornata solo nell’ultima edizione, dopo qualche anno di digiuno, senza per altro incantare.

IL PADRE… Strano per una Nazione che ha cullato un suo personale romanzo calcistico antico di qualche lustro. In quel palcoscenico, tra l’altro, figurava tra gli attori principali proprio il padre del campione misterioso di oggi. Se lo cercate nelle figurine dell’epoca, lo riconoscete subito perché indossava gli occhiali. Immagine anche un po’ pittoresca per un calciatore, ma d’altronde nell’avventura di quella squadra le stranezze furono tante. Applauditi in patria per la qualificazione, partirono e tornarono rimediando una figuraccia, con 14 reti incassate in 3 partite e neanche i premi partita promessi. In quell’occasione spedirono pure una cartolina tragicomica: l’episodio è legato alla gara con una grande, il Brasile. Calcio di punizione per i carioca al limite dell’area avversaria, l’arbitro fischia e mentre tutti attendono il tiro del fuoriclasse verdeoro di turno, dalla barriera si stacca, più veloce di tutti, un difensore, che calcia il pallone lontano, tra gli occhi increduli di tutti.

AI MONDIALI. Difficile che il calciatore misterioso possa andare incontro ad una sorte simile, visto che ha scelto una selezione che certo non è all’esordio Mondiale. Per lui invece lo è: non ha mai giocato in grandi competizioni per Nazionali maggiori. Quanto ai trofei, nel suo speciale palmares ci sono due coppe nazionali e un campionato locale. Non tantissimo per uno della sua età, ma chissà, forse il Mondiale potrebbe dare nuova spinta alle sue ambizioni. C’è un suo vecchio allenatore che lo vorrebbe sempre, pure ora che sta sulla panchina di una squadra dove sta affascinando tutti.

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