Calciomercato. Ricordate i bei tempi quando tutti potevamo sognare Ronaldo con la nostra maglia del cuore?

Le trattative estive delle squadre italiane accendevano le fantasie e riempivano le bocche di nomi di campioni. Adesso nessuno si aspetta più il Grande Colpo

Il calcio mercato è un po’ come l’hapax della lirica di Eugenio Montale (belin, vi rendete conto che si fa vera cultura?): nessuno sa bene cosa fosse, però tutti ne piangono la scomparsa. Ricordo, allora con fastidio, ora con rimpianto, certe estati calde, in tutti i sensi, in cui ogni persona che incontravo mi domandava notizie di questo o di quell’acquisto, della campagna di rafforzamento della sua squadra, cercando il mio parere solo per poter dire il suo. E se a lui poco interessava del mio, figuriamoci a me del suo.

Adesso siamo a circa due mesi dall’inizio delle trattative e nessuno mi ha chiesto nulla. E questo, compagni e amici, è un brutto segno. Malgrado il mio fastidio da cinico, baro e soprattutto elitario bastardo, il calcio mercato era uno degli ammortizzatori sociali più solidi, un vero viaggio della speranza senza bisogno di fare un metro. Il calcio mercato accendeva le fantasie anche perché riempiva le nostre bocche di nomi di campioni e tutti sognavano di fare un bel fotomontaggio (ora photoshop) e fare indossare al Ronaldo di turno la maglia del cuore.

Ora i nostri dirigenti sono bravi se agguantano qualche giovane di sicuro avvenire o qualche anziano cercando l’usato sicuro. Vero, si continua a parlare di calcio mercato, ma nessuno a questo punto si illude più, nessuno attende il Grande Colpo. E un po’ di magone per questo povero paese senza sogni s’avanza.