Berlusconi in ospedale. Ma per Boccassini non è legittimo impedimento

L’ex premier al San Raffaele di Milano per accertamenti all’occhio. Ma per i pm Boccassini doveva lo stesso presentarsi in aula per il caso Ruby

Nel giorno dell’udienza per il processo Ruby, Silvio Berlusconi si trova al San Raffaele di Milano per problemi all’occhio (lo stesso che gli hanno fatto saltare l’ultimo comizio della campagna elettorale). I legali hanno chiesto il legittimo impedimento perché ha «problemi alla vista che non gli permettono di esporsi alla luce». Prima della notizia del ricovero, confermata dai legali del Cavaliere, il pm Ilda Boccassini aveva chiesto ai giudici di respingere l’istanza di rinvio dell’udienza, avanzata ieri dagli avvocati di Berlusoni, che avevano chiesto il legittimo impedimento per motivi di salute.

IL PM BOCCASSINI. Secondo Boccassini «un qualsiasi medico serio avrebbe dovuto rilevare fin dalla prima visita il peggioramento di Silvio Berlusconi prescrivendogli un riposo di sette giorni, ma questo non è stato fatto. Quanto presentato dai legali con tre diversi certificati medici non può rappresentare un legittimo impedimento assoluto». Il Pm  ha chiesto di poter avere dall’ospedale San Raffaele – dove Berlusconi si trova per accertamenti – un certificato. In attesa del fax, i giudici hanno sospeso il dibattimento.

IL MEDICO DI BERLUSCONI. Il medico curante di Berlusconi, Alberto Zangrillo, ha detto a Tgcom24: «Ho sentito il presidente questa mattina e mi ha comunicato di aver passato una notte travagliata. Per le cautele del caso lo abbiamo portato al San Raffaele dove si è verificato un perdurare del fatto flogistico al livello degli occhi. Non è nulla di drammatico, ma è una situazione delicata che merita di esser affrontata con attenzione. Gli oftalmologi hanno consigliato al Presidente un ricovero in day hospital ed è quello che sta avvenendo».

L’ESPERTO. Contattato dall’Ansa, Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana, ha parlato del male che affligge Berlusconi. Si tratta di un’infiammazione a carico dell’uvea, cioè la parte vascolare dell’occhio, compresa tra la sclera (parte bianca) e la retina. «L’uveite – spiega – è una patologia abbastanza comune che normalmente è di un grado superiore alla congiuntivite. Caratteristica si queste infiammazioni interne dell’occhio, purtroppo sono le recidive». I sintomi più comuni sono dolore e diminuzione della vista. Di solito, è sufficiente una settimana di adeguata terapia per controllare la malattia. «Ma esiste una percentuale – ha proseguito – fortunatamente limitata, che non risponde alle cure. In questi casi l’infiammazione diventa progressiva e importante tanto da arrivare a ledere anche permanentemente la capacità visiva». «A volte l’uveite – continua Piovella – è la spia di una malattia più generale e più complessa di origine infettiva».