Album nuovo, vecchia linguaccia: tanti auguri Rolling Stones

50 anni di attività sono un traguardo non alla portata di tutte le band. Tra liti e seprazioni, Jagger e compagni festeggiano mezzo secolo di attività con un greatest hits e un nuovo tour, con date a Londra e New York.

Nel guardare le band di successo degli anni Duemila, quelle che oggi furoreggiano in radio e tv, viene da chiedersi se saranno mai in grado di arrivare a un anno di attività. Che arrivino a soffiare sulla 50esima candelina, come si apprestano a fare adesso i Rolling Stones, pare altamente improbabile.

NUOVO SINGOLO. Nonostante le liti, le separazioni, gli anni su e giù dal palco, Mick Jagger e Keith Richards vogliono continuare a lavorare insieme, e dimostrare ai fan che sono ancora loro la più grande rock band al mondo. Lo fanno innanzitutto mandando in anteprima radiofonica mondiale il singolo inedito “Doom and Goom”, il primo lavoro nuovo arrivato dalla sala di registrazione in cui non si chiudevano da sette anni. Giusto il tempo di gustarsi questa novità, che il 13 novembre uscirà un mastodontico greatest hits dal titolo “Grrr”: in copertina un gorilla che fa la celeberrima linguaccia rossa. Tre cd contenenti tutti i più importanti brani della produzione stonesiana, un booklet da collezione di 12 pagine. Non solo: per i più feticisti il cofanetto sarà disponibile anche con un libro di 36 pagine aggiuntivo, e le cartoline delle edizioni originali delle copertine degli album, oppure in edizione superdeluxe con 4 cd, poster e altri gadget. Già si immagina che sarà il regalo più acquistato per Natale.

UN TOUR, PERCHÉ NO. Nuovo prodotto discografico solitamente significa anche nuovo tour, come fa sapere il sempiterno Keith in un’intervista alla Bbc e attraverso la pagina Facebook del gruppo. Per un ingaggio di 25 milioni di dollari gli Stones dovrebbero esibirsi in due concerti a Londra e due a New York, nel 2013. Tanto per cominciare, poi si vedrà. «Ci sta piacendo molto in questo periodo suonare insieme, quindi qualcosa succederà sicuramente, ma non sappiamo ancora quando». Ma tanto, di qui all’eternità, c’è ancora tanto tempo per fare concerti.