Albania. «Presto beati» i 38 martiri della «più tragica persecuzione del secolo scorso»

Monsignor Semeraro rivela: «Processo avviato a conclusione». Ecco chi sono gli «eroi» cristiani del primo stato dichiarato ufficialmente ateo dal regime comunista

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papa-francesco-ernest-simoni-albania-ansaSecondo Avvenire «saranno presto beati i 38 martiri albanesi» trucidati in odium fidei dal regime comunista. Il quotidiano della Cei riporta alcune parole pronunciate ieri da monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali nominato da papa Bergoglio (il C9 che affianca il Pontefice nell’opera di riforma della curia romana), durante la presentazione del libro Don Ernest Simoni. Dai lavori forzati all’incontro con Francesco di Mimmo Muolo, firma dello stesso Avvenire.

CHI SONO. All’incontro nella capitale monsignor Semeraro ha detto che per i 38 martiri della fede albanesi «il processo è ormai arrivato a conclusione presso la Santa Sede e tra non molto tempo il Santo Padre potrà prendere la sua decisione in merito». Precisa la giornalista Stefania Careddu: «A breve dunque i due vescovi Vincent Prennushi e Fran Gjini, i sacerdoti diocesani e i religiosi (francescani e gesuiti), un seminarista, tre laici e la ventiduenne Maria Tuci, aspirante stimmatina, saranno proclamati beati». Del martirio di monsignor Prennushi, “il Thomas Becket d’Albania”, tempi.it ha pubblicato la ricostruzione nel marzo 2014 (articolo di Silvia Guidi per l’Osservatore Romano).

DON SIMONI E SUOR KALETA. Lo stesso don Simoni, protagonista della biografia presentata da monsignor Semeraro, è già noto ai nostri lettori: è il sacerdote che papa Francesco, il 23 settembre di due anni fa, durante il viaggio in Albania, ha abbracciato commosso nella cattedrale di Scutari. In quella occasione don Simoni e suor Maria Kaleta, entrambi vittime dirette della persecuzione anticattolica del regime di Enver Hoxha, pronunciarono due testimonianze straordinarie che abbiamo pubblicato integralmente. Come ricorda Avvenire, il prete albanese «per quasi 28 anni è stato sottoposto a torture, carcere, lavori forzati», eppure «ha perdonato i suoi aguzzini ed invoca per loro la misericordia di Dio».

«EROI» DELLA FEDE. Nel 2014, proprio in occasione di quel viaggio, papa Francesco ha definito senza mezzi termini il popolo albanese «un popolo di martiri» e al suo ritorno a Roma ha elogiato con enfasi la «testimonianza eroica» dei cristiani del paese, che non rinunciarono alla propria fede nemmeno di fronte alla violenza spietata del primo stato ateo per legge. La persecuzione dei comunisti albanesi contro i cristiani è stata «probabilmente la più tragica di quelle avvenute nel secolo passato», ha detto Semeraro, che è membro della Congregazione delle cause dei santi e secondo Avvenire «ha potuto visionare» le carte del processo per i 38 martiri: «Sono molti i testimoni oculari che restituiscono quello che né il regime né il tempo è riuscito a cancellare, ossia lo strazio dei corpi, facendo emergere al contempo la forza d’animo di questi cristiani di fronte ai loro aguzzini che volevano togliere la speranza, e non solo la fede, nel cuore di quelle persone», ha spigato il vescovo.

Foto Ansa


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